L’analisi: un centrocampo d’acciaio regala al Lecce la finale più giusta

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Lecce Benevento Lecce – Finale doveva essere, e finale è stata. Il Lecce, scrollandosi di dosso un po’ di paura accumulata alla vigilia, ha dominato un Benevento ben disposto in campo, sfortunato negli episodi e con un centrocampo in balìa della mediana giallorossa padrona del campo. Il pass per l’atto finale dei playoff, conquistato grazie ai gol di Adriano Ferreira Pinto e Gianmarco Zigoni, è il giusto, ma non ancora sufficiente, premio per una squadra che, con Franco Lerda in panchina, ha scalato tutti i quartieri del campionato partendo da zero punti, arrivando a giocarsi anche qualche possibilità di primo posto contro la capolista Perugia.

Centrocampo decisivo – Il match di ieri, partita ad alta tensione dopo l’1-1 del “Vigorito”, è stato caratterizzato da un approccio positivo del Lecce, col baricentro alto e aggressivo sui portatori di palla beneventani fin dalla propria trequarti: Agiey, preferito al claudicante Di Deo, e Davì si ricorderanno per molto tempo la partita di ieri, match in cui Papini e Salvi hanno lasciato pochissimo respiro al centrocampo degli Stregoni. Il gol dell’1-0, firmato dal diagonale di Adriano Ferreira Pinto e dall’incertezza di Baiocco, è nato da una palla rubata da Beretta ad Agiey, pressato fin dai propri 16 metri dagli uomini in giallorosso. Il vantaggio ha dato al Lecce quella sicurezza mancata spesso negli attimi di questi famigerati playoff vissuti sempre con l’acqua alla gola. La squadra ieri guidata da Chini ha beneficiato di una sontuosa prestazione del duo Papini-Salvi, in giornata di grazia anche nei raddoppi e nelle chiusure alla disperata, paragonabili a belle giocate avanzate per la perfezione con la quale i due centrocampisti romani hanno aggredito e sradicato i palloni ai propri avversari. La partita di ieri è stata vinta a centrocampo: Ferreira Pinto ha sfiorato in due occasioni la doppietta ed è risultato indispensabile per la fase difensiva del Lecce, con la sua sapienza in ogni tocco. Sull’altra fascia Abdou Doumbia, seppur impreciso al tiro e sprecone in occasione di un contropiede, ha regalato una prestazione positiva, fatta di dialoghi deliziosi nel primo tempo e di accelerazioni fulminanti nel secondo.

“Zigo” e Miccoli, storie di punte – L’unica macchia di una giornata più che positiva è stato il cartellino giallo rimediato da Fabrizio Miccoli per proteste troppo veementi all’indirizzo dell’arbitro Ros a seguito di un tocco di mano ravvicinato di Padella sulla girata del capitano salentino al 50’. L’ammonizione, di quelle pesanti, costringerà Fabrizio Miccoli a saltare la finale d’andata, in programma domenica prossima alle 21 al “Via del Mare”. Il giallo al “Romario del Salento” ha contornato una partita ai limiti della sufficienza da parte della bandiera giallorossa, autrice solamente di due intuizioni smarcanti per Ferreira Pinto e Doumbia. Gianmarco Zigoni, gettato nella mischia al 75’ per “Jack” Beretta, invece può gioire ancora: il gol fortunoso di ieri fa salire a 9 segnature il bottino dell’attaccante lombardo, impiegato per molti meno minuti rispetto a Beretta e Miccoli; con il capitano squalificato domenica, “Zigo” potrebbe avere una grossa occasione per far definitivamente breccia nei cuori dei tifosi giallorossi, inizialmente scettici con lui dopo il singhiozzante avvio.

Frosinone, a noi due – L’avversario nella finale playoff sarà quello più insidioso, ma dall’altra parte più pronosticabile, della griglia: il Frosinone, secondo in classifica nella regular season, ha smentito gli scettici che prevedevano un tracollo dopo la promozione diretta sfumata all’ultima giornata dopo la sconfitta del “Curi” contro la capolista Perugia e ha conquistato la finale con l’ennesimo gol allo scadere: la segnatura di Paganini al 91’, arrivata con un siluro da 30 metri che ha incenerito il bravo Provedel, ha premiato la lucidità dei ciociari, più propositivi nei 180’. La partita, senza grosse occasioni in avvio da ambedue le parti, è stata segnata dalla girata di sinistro del bomber Daniel Ciofani, bravo ad addomesticare una spizzata di Curiale e a girare di sinistro nell’angolo basso. Il vantaggio del bomber frusinate ha però scosso il Pisa che, dopo aver evitato il 2-0 grazie alle parate di Provedel , ha pareggiato il match con una punizione di Kosnic deviata dalla barriera ciociara. Il pari neroazzurro ha imbruttito ancor di più la partita, divenuta una partita a scacchi pronta a continuare nei tempi supplementari, poi cancellati dal siluro allo scadere di Paganini, gol che porta il Frosinone dritto dritto alla finale con il Lecce.

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