L’analisi: i perché di una vittoria mai in discussione

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GruppoLecce -Tre punti che scacciano le critiche, dando una boccata d’aria alla squadra, attesa dalla settimana del turno infrasettimanale a Torre Annunziata prima della partita casalinga con la Paganese. Il Lecce ha dominato una Reggina in crisi con una bella prestazione: i giallorossi hanno costruito molto nel corso del match, salvo i primi 20 minuti di studio dove la squadra di Lerda ha preso le misure ad una Reggina troppo poco propositiva e troppo in difficoltà in difesa (da paura la disposizione difensiva degli amaranto sui calci piazzati).  Il 2-0, maturato grazie alle reti di Papini e Miccoli, rispecchia l’andazzo della partita e, in ogni caso, i salentini hanno anche qualcosa da recriminare all’arbitro Piccinini. Il fischietto forlivese ha spesso perso un po’ il controllo del match, con Della Rocca che può giustamente recriminare per almeno due “cinture” in area ai suoi danni.

Della RoccaVantaggio da corner – La partita di venerdì, apparentemente imballata all’inizio, ha visto sì una Reggina propositiva nel creare palle-gol e affrontare a viso aperto il Lecce, ma solo nei primi 15 minuti. Tutta la pericolosità della squadra di Cozza si è vista nei primi minuti, con l’occasione di testa di Masini su angolo di David Di Michele, un po’ assente dalle manovre offensive calabresi nonostante il primo tempo così così del “Tuma” Martinez, suo avversario di giornata. Il Lecce, in difficoltà nella costruzione di gioco sulle vie centrali, ha catalizzato le proprie manovre con la solita pericolosità sulle fasce laterali: Alessandro Carrozza, seppur non abbia inciso, è stato un pericolo costante sulla fascia destra (vedi ammonizioni di Di Lorenzo e Dall’Oglio e rigore reclamato all’11’ per fallo dello stesso terzino amaranto) e Doumbia, nonostante non abbia raggiunto ancora il massimo della sua propulsione, con Lopez ha fatto scattare l’allarme sull’altra fascia. Il risultato di questo tambureggiare si è rispecchiato nel dato dei calci d’angolo. Del computo finale di 10 a 4 per il Lecce, 8 corner sono arrivati nel primo tempo, sintomo di una squadra propositiva. Le parabole dalla lunetta di Fabrizio Miccoli, sempre pericolose, hanno prima portato al palo di Abruzzese e poi, al 28’ al vantaggio di Romeo Papini, sempre pronto a propositivo con i suoi inserimenti sul secondo palo partendo da dietro. La sostanza offensiva del Lecce però non si è racchiusa soltanto nel gioco sulle fasce: Miccoli, tornato al gol, è stato il solito trascinatore in attacco, e Gigi Della Rocca, presentatosi solo una volta al tiro, ha regalato tantissimi spunti offensivi ai suoi compagni d’attacco. L’ex Carpi, attaccante dotato di tantissimo spirito di sacrificio, è pronto a convincere il pubblico del “Via del Mare” che l’ha accolto freddamente a suon di assist e reti, dopo il gol-vittoria della partita col Barletta.

SacilottoDifesa ben assortita – Le altre note liete della partita di ieri arrivano dal rendimento della retroguardia, ancora una volta con la porta inviolata. Il Lecce non ha sofferto delle assenze di Diniz, D’Ambrosio e Vinetot, Lerda ha riproposto Martinez sulla corsia destra e il costaricense ha ripagato ancora la fiducia con un secondo tempo da urlo capace anche di riscattare una prima fase con un paio di sbavature. Il “Tuma” è un giocatore chiave in molti momenti della partita: con i suoi anticipi sempre perfetti per tempismo è solito a spezzare gli attacchi avversari e, specialmente nelle situazioni di vantaggio, dare palla a lui per alimentare il gioco è una sicurezza. Oltre a quella dell’ex capitano del Brescia, venerdì si è registrata la bella prova di Luis Sacilotto, ormai colonna del centro della difesa insieme a Giuseppe Abruzzese. “Saci” sta affinando sempre più tempistiche e movimenti del nuovo ruolo e il suo spostamento ha ormai regalato un jolly importantissimo allo scacchiere di Franco Lerda. Quando si parla di difesa poi non ci si può dimenticare di Stefano Salvi, autore, come nella scorsa stagione, di un inizio mostruoso. L’ex Treviso ha stoppato quasi sempre le iniziative dei palleggiatori reggini e si è anche proposto in fase offensiva, arrivando al tiro per due volte.{loadposition addthis}