“Voci Di Palestina”. Incontro con la scrittrice palestinese Suad Amiry

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In programma martedì 11 giugno, alle 19, presso Astràgali Teatro, in via Giuseppe Candido, 23, a Lecce, l’incontro “Voci di Palestina”. Un appuntamento per discutere e confrontarsi sugli attuali scenari internazionali, con Suad Amiry, una delle voci più interessanti del panorama letterario, da sempre portavoce del dramma palestinese. Partendo dal suo ultimo libro intitolato Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea dialogano con la scrittrice, Marisa Manno di Donne Per La Palestina, Marisa Savoia di Donne in Nero di Napoli, Samuela Pagani, docente di Lingua e Letteratura Araba dell’Università del Salento, Roberta Quarta di Astràgali Teatro, che curerà le letture insieme a Simonetta Rotundo e Matteo Mele.

Il dibattito, nel quale verrà coinvolto anche il pubblico, verterà su temi importanti, con alcune testimonianze significative di chi ha vissuto direttamente lo scontro arabo-israeliano, come la stessa Suad Amiry che da sempre, nelle sue opere, racconta il dramma di una terra martoriata dai conflitti interni.  A lei si aggiunge l’esperienza dell’associazione Donne per la Palestina, attente e vicine alla situazione femminile nei luoghi palestinesi, dove i diritti delle donne vengono frequentemente violati attraverso atti aggressivi e persecutori.

Suad Amiry è nata a Damasco e si è laureata alla Michigan University, specializzandosi poi a Edimburgo. Dal 1981 vive in Palestina, a Ramallah, nei Territori Occupati della Cisgiordania, dove insegna presso l’università di Bir Zeit e dirige il Riwaq Centre for Architectural Conservation. Tra il 1991 e il 1993 ha fatto parte delle delegazioni palestinesi per la pace in Medio Oriente negli incontri in USA. Ha redatto e pubblicato vari studi, pubblicazioni e cataloghi sull’architettura storica palestinese e inizia l’attività di scrittrice raccogliendo in un volume i diari che tiene durante l’assedio israeliano a Ramallah tra il 2001 e il 2002. È diventata nota al pubblico internazionale con l’opera Sharon e mia suocera (2003), tradotta in 11 lingue e con la quale ha vinto il premio Viareggio nel 2004.