L’analisi. Tra tegole ed erroracci, cosa non ha funzionato ancora ?

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moriero ferrero

Ripensarci il giorno dopo fa ancora più male, specialmente guardando la classifica che, contrariamente ai diktat di molti addetti ai lavori che la considerano carta straccia sino a gennaio, vede il Lecce ultimo e solo in fondo alla classifica a 0 punti in quattro giornate. Il quantitativo nullo di punti avrebbe fatto scattare allarmi anche in caso di avvio a vuoto nella massima serie, figurarsi ora in un campionato di Lega Pro che, seppur difficile, doveva vedere l’immediato riscatto del Lecce.

Nel calcio, si sa, si cerca sempre un colpevole e Francesco Moriero, innamorato di questa maglia e di questa città, in queste ore potrebbe essere il primo a pagare il prezzo di questo campionato avviato in modo orrendo. In caso di esonero al trainer leccese rimarrà l’amaro in bocca per non aver potuto godere dell’abbraccio della sua curva, a causa delle giornate di squalifica inflitte dopo i noti fatti di Lecce – Carpi. In giornata la società capitanata da Savino Tesoro definirà le sorti di Moriero e svelerà l’eventuale sostituto.

Incertezza offensiva – Il Lecce visto ieri è stato schierato con il terzo modulo in quattro partite (escludendo le esibizioni di Coppa Italia). Dopo il 4-4-2 di partenza ed il 4-2-3-1 provato al “Vigorito” di Benevento per rimpolpare la mediana, ieri il Lecce è stato schierato con un 4-3-1-2 con Tommaso Bellazzini chiamato al doppio lavoro di rifinitore in fase di possesso e di centrocampista centrale in fase di non possesso. Gli alibi potrebbero essere tanti, a partire dalla lunga lista di infortunati che hanno costretto Moriero a schierare dal 1’ Amodìo che a sua volta si è disimpegnato bene nonostante il gap fisico e di fiato con la coppia Vitiello-Benedetti. Moriero però, come lui stesso ha dichiarato in conferenza stampa, non vuole nascondersi dietro agli alibi ed ha denotato una crescita della squadra sul piano dell’impegno, ma non dei frutti raccolti. Il dato che è emerso ieri inchioda però il Lecce, soprattutto nella prima frazione di gioco: a seguito del vantaggio al 7’ firmato da Marchi il Lecce non ha reagito da grande squadra, ha subito ancora il gioco del Catanzaro patendo tre altre occasioni però buttate dai piedi di Fioretti. La squadra di Moriero, nell’infausta prima frazione, ha impensierito Bindi soltanto con un contropiede, situazione atipica per una squadra che deve recuperare uno svantaggio, e con la punizione di Bellazzini in chiusura di primo tempo.

Tegola Miccoli – Le condizioni precarie di Fabrizio Miccoli, chiarite dal dott.Rizzo in quel di Squinzano nella scorsa settimana, hanno pesato nell’infortunio patito dal capitano a metà del primo tempo durante il contropiede che ha portato alla prima occasione di Bellazzini. Per Fabrizio Miccoli oggi ci sarà la risonanza utile a capire l’entità del malanno ed i tempi di recupero per la stella di San Donato. Alle fisiologiche mancanze che l’assenza di Miccoli potrà dare al Lecce c’è però da aggiungere un fiore che sboccia dalle macerie: dopo l’uscita del capitano Bellazzini ed il subentrato Beretta sono apparsi molto più responsabilizzati e pronti a colpire il Catanzaro. Le espulsioni poi, dettate dagli erroracci di piedi e di testa di qualche elemento, hanno poi spento il magic moment ed invertito la rotta della partita verso il porto catanzarese.

Errori individuali da matita blu – La terza sconfitta stagionale per 2-1 (precedenti a Salerno ed in casa con L’Aquila) è indubbiamente costellata da una genesi diversa, vista la ritrovata verve del Lecce dopo il pareggio di D’Ambrosio, con un Bellazzini pericolosissimo ed un Melara rigenerato che stava asfaltando Catacchini sulla sua fascia. La reazione del Lecce, come detto prima, è stata spenta da errori individuali. Quello più lampante è firmato Vittorio Ferrero, il centrale piemontese è caduto nelle regolari provocazioni dei calciatori del Catanzaro ed, a fine primo tempo, ha rimediato un giallo che ha pesato poi nel fallo tattico speso dallo stesso Ferrero su Marchi involato a rete. Doppio giallo, squadra in dieci e partita che cominciava ad allontanarsi. Il definitivo kaputt delle speranze del Lecce è stato sancito da Kevin Vinetot, subentrato ad Amodìo a seguito dell’espulsione di Ferrero, e dormiente sulla prevedibile punizione dalla difesa di Ferraro che ha involato la punta Fioretti al gol dell’1-2 calabrese. Non è stato da meno anche Leonardo Nunzella, che ben figurava l’anno scorso a Pagani, che ha consegnato ai tifosi un’altra partita piena di errori in appoggio.

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