Cosenza, un corazziere per il Lecce

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cosenzaLecce – Un corazziere per il Lecce. Francesco Cosenza è l’ultimo colpo ben assestato dal diesse Stefano Trinchera per il reparto arretrato giallorosso. Il 29enne nativo di Locri arriva nel Salento a titolo definitivo dopo la rescissione del contratto con la Pro Vercelli con un contratto biennale. Per la difesa giallorossa si tratta di un gran colpo, Cosenza è, per curriculum e per caratteristiche, un potenziale titolarissimo del reparto occupato anche da Vinetot, Abruzzese e Gigli. Il centrale calabrese è un elemento granitico, dal fisico statuario e forte sulle palle alte. Per natura è maggiormente a suo agio in una difesa a quattro, ma le sue abilità di marcatore l’hanno reso impiegabile anche con successo come difensore destro di un terzetto arretrato.

Cresciuto nella Reggina tra i campi del centro sportivo “Sant’Agata”, ha dovuto attendere ben sette anni dopo la trafila giovanile per diventare una colonna della squadra dove è cresciuto, nonostante il dolce intermezzo del debutto in Serie A in maglia amaranto nell’unica parentesi “a casa” dei primi sei mesi della stagione 2008-09. Nevio Orlandi lanciò Cosenza nel match contro l’Inter facendolo subentrare a Lanzaro al 30’ della ripresa per conservare la parità poi sbloccata alla fine da un gol di Ivan Ramiro Cordoba. L’incrocio con Maurizio Lanzaro è parte del ritorno a Reggio Calabria di Cosenza dopo le prime stagioni da protagonista ben spese tra Taranto (C/1, 2006-07) e Ravenna (B, 2007-08). La rescissione del contratto dell’ex capitano amaranto spinse l’allora tecnico della Reggina Atzori a scommettere su Cosenza, premiato dopo due altri anni in B ad Avellino ed Ancona. La stagione 2010-11 vide la Reggina stabilmente in zona play-off, ma dopo il sesto posto della regular season il Novara, poi promosso in A, bloccò il cammino dei calabresi. 37 presenze, 3 reti e ben 13 cartellini gialli furono il bottino del difensore di Locri al suo primo anno con la Reggina. L’anno dopo, con la Reggina 10° alla fine del campionato, Cosenza non ebbe la stessa continuità: 18 presenze furono il preludio all’addio alla maglia amaranto. La successiva destinazione fu la Pro Vercelli. Il primo anno con i piemontesi fu altalenante: 11 presenze nei primi 6 mesi di stagione e seconda parte dell’anno vissuta a Grosseto, nel disperato tentativo di salvare una squadra ultima in classifica e senza molte speranze di ritornare a galla. Fallita la mission impossible maremmana, Cosenza tornò a Vercelli con un altro piglio e diventò una sicurezza del 4-4-2 di mister Cristiano Scazzola; con il capitano vercellese Ranellucci, il difensore di Locri formò la coppia centrale che regalò la promozione in Serie B dopo la finale play-off vinta contro la Sudtirol. La buona annata valse un’altra chance nella scorsa Serie cadetta, spesa sempre con la maglia bianca della storica Pro. Trenta presenze tutte da titolare suggellarono l’importanza del difensore in un campionato dove la compagine vercellese, guidata sempre da Scazzola, alternava la difesa a 3 a quella solita a quattro. La salvezza raggiunta alla fine con il sedicesimo posto a sole due lunghezze dalla coppia play-out Modena-Entella chiuse l’ultima stagione di Cosenza con la Pro Vercelli. Ora il ritorno in Lega Pro, sposando un progetto che si preannuncia più che ambizioso. Il Lecce ha il suo nuovo corazziere pronto a svettare alto in tutte le battaglie.  

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