Il ribollir dei tini della politica leccese

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 DSC4744Lecce – L’attuale momento degli schieramenti, che si contenderanno la prossima “primavera” di Palazzo Carafa, potrebbe essere condensato nel vecchio adagio: “se Atene piange, Sparta non ride”.

Nel centrosinistra le liti sono il pane quotidiano, qualunque sia l’argomento di cui si tratta, ed ognuno ha buone ragioni per rivendicare uno spazio proprio, tralasciando spesso la ricerca di un obiettivo comune per cercare di arrivare a governare una città che, a parte l’episodio del compianto sindaco Stefano Salvemini, ha visto assisi sulla poltrona più alta del palazzo di città personaggi appartenenti al centrodestra cittadino.

A sparigliare le carte nello schieramento granitico cinque anni fa, facente capo al Sindaco più amato, ci ha pensato l’assessore alle attività produttive della Regione Puglia Loredana Capone.

Pietra dello scandalo suo malgrado Alessandro Delli Noci, corteggiato da una parte del centrosinistra che lo vorrebbe come candidato sindaco della città per la prossima tornata elettorale nel 2017, con i suoi  modi di fare, la sua freschezza politica, il suo volto giovane e pulito, avrebbe fatto breccia in una delle aree del Partito Democratico salentino facente riferimento a Loredana Capone, assessore regionale ed ex candidata sindaco a Lecce. Mossa chiara: puntare su un volto nuovo in grado di spaccare i già precari equilibri del centrodestra leccese, alla ricerca di un candidato condiviso da tutti. Oltre al giovin Delli Noci, altro assessore della corazzata Perroniana, dichiarato come presunto candidato per una coalizione di natura diversa rispetto a quella cha ha portato Perrone a Palazzo Carafa, è Gaetano Messuti suo attuale vice.

Le voci di un corteggiamento ai suoi due assessori sono presto giunte al sindaco Perrone che, in una conferenza stampa allo Stadio via Del Mare sabato pomeriggio, rispondendo ad una domanda ha detto a mo di battuta: “Wi fi allo Stadio? Se ne doveva occupare Delli Noci, ma è troppo impegnato a capire da che parte stare”. Che se doveva essere liquidata come una battuta, ha invece sollevato un ginepraio.
Prima Messuti  e poi Delli Noci hanno risposto al sindaco, risaputo sponsor del consigliere regionale Saverio Congedo, in maniera ferma e decisa, in seguito ad un passaggio fatto in un’intervista, rilasciata ad una testata giornalistica locale:

“Potrebbe sembrare fantapolitica in effetti. Però la voce che ci siano strani movimenti per coinvolgere persone del centrodestra da candidare nel centrosinistra si rincorrono con troppa frequenza – così il Sindaco Paolo Perrone a proposito di trasversalismo pur, se poi, ai nomi di Messuti e Delli Noci ipotizza un: “Non credo. Conoscendoli… mi sembra inverosimile”.

Se il Sindaco più amato dai leccesi si attendeva da Delli Noci una smentita formale si potrebbe dire che la risposta del suo assessore può essere paragonata ad una vera e propria doccia fredda infatti, in una nota inoltrata agli organi di stampa, l’Assessore Delli Noci ha tenuto a significare: “In questi giorni mi pare d’essere nel vivo di un gioco di cui non condivido la natura, né tantomeno le regole, qualora siano individuabili. La versione grottesca di una tombola in cui si estraggono nomi e si generano ilarità e reazioni varie. Sin troppe volte il mio nome è stato tirato in ballo e oggi credo sia arrivato il momento di chiarire che non consentirò ulteriormente che la mia figura, la mia professionalità, il mio impegno siano utilizzati in maniera strumentale da nessuno, amici o avversari politici, esponenti di partito o simpatizzanti al bancone del bar. La mia esperienza politica di questi quattro anni è stata improntata sulla volontà di mettermi al servizio di tutti, indistintamente e indipendentemente dal colore politico. Il risultato di questo lavoro onesto, libero e senza pregiudizi, oggi si traduce in un consenso trasversale e diffuso. Ritengo che questo aspetto debba essere considerato come un valore aggiunto, e non, paradossalmente, come un problema, a differenza di quanti in queste settimane stanno provando, senza grossi esiti a dire il vero, a mistificare la realtà dei fatti e dipingere questa opportunità come una zavorra. Non ci sono inciuci, né strategie. Da parte mia solo la consapevolezza di un lavoro fatto al massimo delle mie possibilità e per la comunità intera, e ringrazio quanti, anche avversari politici, scevri da qualsiasi condizionamento, hanno avuto l’onestà intellettuale di riconoscerlo. Il fatto di sentirsi lusingato da apprezzamenti altrui credo sia legittimo, e questo il sindaco Perrone dovrebbe saperlo bene, essendo stato recentemente destinatario di giudizi positivi. Fatta questa doverosa premessa, è ora di porre fine allo sterile dibattito che è in atto, ricco di dichiarazioni di circostanza, di tavoli che hanno il sapore di rituali di altri tempi, di troppe fughe in avanti, di sotterfugi e tatticismi che nulla hanno a che vedere con i problemi della città e della gente. Occorre invece che tutte le forze politiche e associative di Lecce, il cui coinvolgimento è utile per far tornare i cittadini ad essere i primi e principali protagonisti delle scelte della propria città, si confrontino e diano il proprio contributo sulla visione programmatica per il futuro di Lecce. Bisogna porre fine con urgenza all’inutile e noioso valzer dei nomi, e iniziare la sinfonia delle idee e dei programmi, che mi permetto ritenere rispetto all’appartenenza delle forze politiche, veri elementi di interesse da parte dei cittadini. La via maestra sono le primarie delle idee, dell’innovazione, del futuro degli uomini e donne della città di Lecce. Concludo ribadendo l’urgenza di chiudere definitivamente l’insulso bailamme di questi ultimi giorni e rimettere al centro il vero protagonista dell’intero processo, che, non me ne vorrà Perrone, non è lui, non sono io, ma è il cittadino, che oggi si chiede cosa accadrà alla città e in via solo subordinata chi sarà il prossimo sindaco”.

La mossa di Loredana Capone ha sparigliato le carte non solo nel centrodestra, ma anche nel suo stesso schieramento dove i papabili per la candidatura a sindaco, di cui si è vociferato in questo periodo, sarebbero anche più numerosi di quelli indicati nel campo avverso. Il sasso, lanciato nello stagno da Loredana Capone, potrebbe aprire una crisi (ipotizzando che non ve ne fossero) anche nello stesso centrosinistra. Sergio Blasi, su tutti, di certo non ha gradito l’accostamento di Delli Noci al Partito Democratico visto che già si parlava di primarie. Quindi ricapitolando, centrosinistra diviso su piani e candidati, centrodestra con problemi identici; tutti gli attori della politica, nel prossimo futuro, saranno impegnati a far chiarezza su questi punti fondamentali, mentre ai cittadini non resta che seguire quello che sarà il dipanarsi degli eventi.

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