Lecce, la scheda degli ultimi arrivati Filipe Gomes e Daniele Mannini

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Antonio TesoroLecce – Il calciomercato si chiude col (mezzo) botto. Il d.s. Antonio Tesoro, impegnato nelle ultime trattative, ha puntellato la rosa a disposizione di Franco Lerda con due acquisti pronti a insidiare chiunque per una maglia da titolare. Daniele Mannini e Filipe Gomes, ex avversari del Lecce nella scorsa stagione rispettivamente con Pisa e Perugia, sono i colpi dell’ultimo giorno di mercato. In attacco, ad oggi, non sono arrivati innesti, ma potrebbero esserci novità sul fronte degli svincolati che porta al nome di Do Prado.

Sul fronte uscite, invece, hanno lasciato Lecce con destinazione Martina Franca Nicolas Amodio e Domenico Brunetti, intenti a giocarsi la carta da titolari con il club della Valle d’Itria. È saltata la cessione di Massimiliano Benassi alla Sampdoria, bloccata dal no di Sergio Romero al Manchester City. 

Filipe GomesFosforo a centrocampo – Filipe Gomes Ribeiro, classe 1987, è arrivato in Salento con la formula del prestito con diritto di riscatto dal Perugia dopo la promozione in B che ha contornato la sua prima e finora unica stagione nel capoluogo umbro. Il brasiliano è un centrocampista centrale capace di dettare i tempi della manovra grazie ad un tocco sopraffino e a un’ottima visione di gioco. Scovato nel 2005 da Pantaleo Corvino nelle giovanili del Vasco da Gama, a Firenze un infortunio al ginocchio ne compromette l’esplosione e porta alla risoluzione del contratto coi viola. Filipe però non si dà per vinto e passa positivamente un provino alla Roma. Gli insegnamenti di Alberto De Rossi, allenatore della primavera capitolina e padre di Daniele De Rossi, lo educano nel ruolo di play basso di centrocampo. Con la Roma c’è l’esordio in Serie A, in Roma-Siena 1-0 del 21 febbraio 2009. Ironia della sorte, è proprio Siena la sua seconda tappa “da grande” dopo la crescita di Trigoria. La Toscana è però maledetta per lui, qualcosa non va bene e le zero presenze della prima stagione sono seguite dal prestito al Como, in C1 dove 2 gol in 26 presenze evidenziano il suo stile di gioco. Il ritorno alla Robur è solo sulla carta, in quanto la trattativa che porta a Siena Grossi lo dirige verso Varese, dove trascorre due anni di buon rendimento e continuità: in biancorosso 46 presenze in due stagioni non bastano a confermargli la fiducia e portano alla risoluzione del contratto alla scadenza nell’estate del 2013. Il progetto-Perugia di Santopadre lo convince a scendere ancora di categoria e nella scorsa stagione 29 presenze e 2 reti danno un’ulteriore spinta al meritato successo del Grifo di Andrea Camplone, con Filipe colonna del quintetto di centrocampo che nella seconda parte della stagione fa le fortune dell’allenatore pescarese.

Daniele ManniniEsperienza sulla fascia – Sulle fasce il Lecce potrà contare anche sull’esperienza di Daniele Mannini, eclettico esterno di centrocampo classe 1983 rilevato dopo il fallimento del Siena, squadra proprietaria del cartellino dell’esterno pisano che l’anno scorso ha trascorso la seconda metà della stagione proprio con la maglia nerazzurra della squadra della sua città. Mannini è un elemento dal passato glorioso, avendo calcato con successo terreni di gioco pesanti in serie A e B. Esploso in C1 con il Pisa 2003-04, viene portato nella massima serie dal Brescia di Corioni che non ha paura a lanciarlo nel massimo palcoscenico nazionale. La retrocessione delle Rondinelle non cancella l’ottimo torneo di Mannini, 3 gol in 30 presenze al primo campionato di A. La Serie B coincide con l’acquisto dell’altra metà da parte del Brescia, squadra in cui rimane fino al gennaio del 2008, quando arriva la chiamata del Napoli che batte la concorrenza dell’Inter e lo porta in Campania nella seconda stagione di A dell’era De Laurentiis. Sotto il Vesuvio, Mannini assicura un buon rendimento con in maglia azzurra: sia con Edy Reja, sia con Roberto Donadoni, il calciatore pisano è un punto fisso del 3-5-2. Nel gennaio 2009, insieme all’allora compagno nel Brescia Possanzini, è punito da una squalifica per un ritardo di presentazione ad un  controllo antidoping. Il ricorso della WADA (l’agenzia mondiale antidoping) induce il TAS di Losanna alla sospensione della squalifica nel marzo dello stesso anno, riducendo lo stop dall’iniziale anno ai soli due mesi. Nell’estate dello stesso anno si trasferisce alla Sampdoria nell’ambito dell’operazione che porta Hugo Campagnaro al Napoli. In blucerchiato, Mannini è tra gli artefici dello storico quarto posto della stagione 2009-10, con il Doria guidato dai gemelli del gol Cassano-Pazzini. L’anno successivo poi fallisce l’aggancio alla fase a gironi della Champions League a causa della sconfitta nel preliminare contro il Werder Brema, preludio della stagione fallimentare che porta la Samp alla retrocessione Serie B dopo il duello salvezza proprio con il Lecce. La retrocessione dei genovesi porta una revisione dei piani, Mannini non viene riscattato alle buste e il ritorno a Napoli è solo una tappa intermedia prima del trasferimento a Siena, dove trascorre due stagioni in A, la seconda conclusa con la retrocessione a causa del 19° posto della Robur. Di bianconero è tinta anche la prima metà dello scorso campionato, prima del ritorno a Pisa a dieci anni dall’esplosione nell’allora C1. Ora il Lecce, per l’ennesimo rilancio. 

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