L’ultima alba

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Testamento spirituale dell’autore desunto dalle pagine dell’ultimo capitolo del suo libro “La mia tebaide”

Fernando SeclìIn questi ultimi anni ho fatto in tempo a riannodare le fila di tutta la mia vita.
Adesso pregate per me. Sento che la mia clessidra non si capovolge più e il mio fiato sale a fatica.
Il mio Signore mi chiama al confine della strada, dove i passi non hanno più sentieri.
Chissà se qualcuno vedrà la mia anima nell’alto, ma io dall’alto vedrò sicuramente i miei fratelli e pregherò per loro.
Diffondete gli insegnamenti che vi ho dettato, lì ho cercato di fissare i momento  essenziali della mia guida spirituale.

Ditelo a tutti perché lo sappiano e soprattutto non stancatevi di testimoniare con la parola e con l’esempio la fedeltà alla scrittura, la perseveranza nella vita, perché passa la scena del mondo, e tutto ciò che ora appare sarà gettato nell’oblio.

Restate uniti ai vostri pastori e difendete la verità senza paura. Difendete il vostro cuore dall’ira e dall’orgoglio. La sola regola per voi sia conoscere se stessi e lasciarsi uniformare a Dio nell’umile carità. E ricordatevi di me e del nostro tempo vissuto insieme.
Eccolo il mio tempo: ne è rimasta quasi un’impronta nel riverbero delle fiaccole e stando solo con me stesso ho visto scorrere davanti ai miei occhi tutti gli anni della mia vita. Ho invocato il mio Buon Pastore e ho risposto con la preghiera di un Salmo: “L’anima mia attende il Signore. Egli è mio aiuto e mio scudo. In lui gioisce il mio cuore e confida nel Suo Santo nome”.
Il segno di croce tracciato sulla mia fronte è stato il sigillo che custodisce la grazia della vocazione offerta all’amore di Dio.
Eccolo il mio tempo. Lascio alla terra la memoria del mio pellegrinaggio e i nuovi giorni che verranno.
Voi rimanete saldi nella fede e continuate senza di me.
Io sono qui nella pace.
Sulla mia soglia.

Mi risuona nel cuore l’ultimo sussurro: “La Morte è oggi dinnanzi a me / come la guarigione per il malato / come uscire all’aperto dopo essere stati rinchiusi / La Morte è oggi dinnanzi a me / come l’odore della mirra / come lo star seduti sotto la vela in un giorno di vento / La Morte è oggi dinnazi a me / come l’odore dei fiori di loto / come lo star seduti sulle rive dell’ebbrezza”.
Ecco ora il fuoco si è consumato, potete spegnere fiaccole e lucerne e salutare gli spiragli di quest’alba.
Ogni alba è stata per me un immutato prodigio di vita.
Un sentiero bianco spunta lontano verso una figura raggiante, e due ali di schiere festeggiano il mio passaggio.
Io sto avanzando verso il confine del sentiero, mi sembra di volare come una creatura migrante, è un sentiero radioso, non vi so esprimere… Qui è tutto luce.
La figura raggiante mi attrae.
La luce beatissima pronuncia il mio nome.
Eccomi!
Ora apro le braccia e volo sulle ali del mio nuovo mondo.

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