Un alcolizzato

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Cammina per strada con passo di limbo, osservando il punto diverso della sua vita, che va un po’ di là e un po’ di qua; si trascina versando lacrime da coccodrillo, affermando che quella sarà l’ultima volta in cui guarderà il girotondo del mondo che rotea velocemente senza mai fermarsi, senza mai avere un attimo di stabilità. Va per bar, cercando compagni inconsueti in cui poter far rifugiare i suoi pensieri, pensieri di una vita maledetta marcata da un continuo girovagare della testa. Il tempo si ferma ogni qualvolta la bottiglia tocca le sua labbra, lasciandosi ammazzare lentamente da un dolce veleno che pian piano consuma la sua vita e il suo essere, dimenticando di quanto l’esistenza sia stata generosa con lui, dimenticando la bellezza delle piccole cose. Vaga nella città dormiente senza conoscere una meta, osservando luoghi sperduti conosciuti solo dalla sua sobrietà. Ride, urla e caccia via chiunque gli si avvicini perché la solitudine è la sua unica compagna che paga da bere, unica compagna che non giudica la sua vita.

Gira ancora nei bar di paese, rassicurando tutti che quel bicchiere di morte è il primo di tutta la serata. La strada dritta verso casa, diventa una tortuosa via costellata da una vita difficile in cui tutto è perso, in cui l’unica amica che capisce ciò che si prova è quella bottiglia, quella bottiglia che irrompe nella vita come un serpente si infila nell’anima, quel serpente che sa di alcool e viene ingoiato come se fosse il suo piatto preferito. Cammina ancora per strada cercando l’ultimo bar di paese aperto, perché l’ultimo bicchiere è solo la scusa per prenderne un altro e un altro ancora. Finché non si ritroverà solo con se stesso su quella lunga via del ritorno, e sarà allora che facendo i conti con la propria coscienza, si chiederà il perché di quella vita, di quel modo di affrontare le cose. Le risposte potranno essere tante, potranno anche convincere al momento, ma il giorno dopo sarà come il giorno prima, sarà l’ultima volta, ancora un’altra ultima volta. E così passeranno giorni, mesi, anni in cui quell’ultima volta sarà un pensiero ricorrente da cui sfuggire in ogni occasione, in ogni momento di quella vita che pian piano si consuma a causa di una liquido di morte che assorbe anche le vite più felici. L’alcool non è uno scherzo, l’alcool è un essere mascherato da clown che regala gentilmente il proprio naso rosso per poi riprenderselo quando tutto sarà finito…

Classe ‘86, vive a Squinzano, piccolo paese della provincia di Lecce. Fin da adolescente manifesta una forte passione per la scrittura, percepita come insostituibile mezzo di espressione personale e di comunicazione diretta al cuore delle persone. Appassionato di arte, storia ed archeologia, cresce nel quartiere di Sant’Elia, luogo ancora ricco di mistero, dove conduce ricerche e studi su un convento del 1500, effettuando numerose e importanti scoperte archeologiche che gettano nuova luce sul complesso monastico. Scrive su diversi blog e giornali come “Salento Vivo”, “Spazio Aperto Salento”, “L’ORticA”, “Il Trepuzzino”. È in procinto di pubblicare la sua prima raccolta di scritti con Aletti Editore.

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