L’Aquila-Lecce: le pagelle. Sicurezza Vinetot, sontuoso Perucchini.

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L'Aquila LecceL’Aquila – Prosegue incessante la marcia del Lecce verso zone sempre più nobili della classifica grazie allo 0-1 odierno, successo costruito ancora sulla compattezza di un gruppo capace oggi di resistere per più di un tempo in inferiorità numerica in casa dell’Aquila, sorpassata in classifica. Gli abruzzesi, nonostante il vantaggio numerico, hanno fatto i conti con un Lecce che appare sempre più sicuro in difesa. A firmare la vittoria del Lecce è stato Romeo Papini con un destro imprendibile dai 20 metri che si è infilato nell’angolo alto della porta difesa da testa. L’ex Carpi è stato anche il firmatario dell’espulsione in conclusione di primo tempo che ha costretto il Lecce ad un secondo tempo di “passione” che, fortunatamente, si è concluso con il tripudio sotto lo spicchio di curva riservato ai sostenitori giallorossi giunti nel capoluogo abruzzese.

Perucchini 7,5: Quando il gioco si fa duro emergono le possenti spalle e le manone di Filippo per salvare le sorti del Lecce; bella la parata d’istinto su Pomante all’11’ e volo tremendamente pesante nell’economia della vittoria finale al 2′ della ripresa: l’eventuale e prematuro pari dell’Aquila avrebbe aperto scenari ben piu bui per il Lecce.

D’Ambrosio 7: Conquista prepotentemente la titolarità, semmai fosse stata mai in dubbio, sulla fascia destra arretrata. La sua partita di grande attenzione e concretezza negli interventi non è mai scalfita dalla verve offensiva di Frediani ed il suo apporto è fondamentale quando il Lecce deve sventare gli spioventi di Carcione nell’area giallorossa. 

Diniz 5,5: La sua partita comincia in salita a causa del cartellino giallo rimediato al 7′; la spada di Damocle dell’ammonizione condiziona inizialmente la partita del brasiliano, sofferente in marcatura, disordinato e nervoso sulle frequenti e pericolose palle alte calciate da Imperio Carcione tanto da rischiare il rosso. La ripresa è un’altra musica ed il brasiliano si allinea alla “resistenza” giallorossa. 

Vinetot 7: Le sue quotazioni sono in ascesa verticale: lo spauracchio De Sousa, costretto ad una serie di giocate da fuori, viene tenuto lontano dal francese ex Crotone; i suoi stacchi alti a pulire l’area nel finale sono boccate d’ossigeno per la difesa e per la tifoseria leccese. Con il rientro di Martinez e l’acquisto di Abruzzese Lerda avrà dei dubbi da sciogliere al centro della difesa. 

Lopez 6,5: Le linee del campo da rugby presenti sul terreno del “Fattori” forse duplicano la sua trance agonistica odierna: in fase difensiva è il solito martello su Scrugli e Pià ed il suo intervento su De Sousa al 26′ vale una fetta di gol. Nella ripresa perde un po’ di smalto ma rimane una sicurezza quando la palla è tra i suoi piedi. Il Lecce non può fare a meno di lui. 

Amodìo 6,5: Il secondo tempo di oggi è l’apice della sua esperienza in Salento: l’uruguagio riesce a riscattarsi dopo un primo tempo così così, caratterizzato dalla maggior sostanza degli abruzzesi, grazie ad una esponenziale quantità di lavoro sporco e di supporto al pacchetto arretrato. 

Papini 6: Firma con un gol di pregevole fattura lo 0-1 giallorosso ma è croce e delizia del match di oggi: alla bordata da fuori che gonfia la rete della porta di Testa segue un’ingenua doppia ammonizione (evitabile specialmente il secondo fallo nella trequarti difensiva aquilana) che costringe il Lecce alla lunga sofferenza della ripresa.

Ferreira Pinto 6: Dallamano è un avversario ostico che non concede troppi metri e spazi all’ex Atalanta che, pertanto, decide di rinculare su facili dialoghi e appoggi con i suoi compagni vicini. Utilissimo il suo aiuto in fase di ripartenza nei secondi 45’.    

(dall’86’ Melara SV: Entra per mettere in ghiaccio gli ultimi palloni infuocati ma viene servito poche volte dai compagni.)

Bogliacino 5,5: L’occhio attento del duo centrale abruzzese, formato da Zaffagnini e Pomante, lo costringe a giocare di sponda: proprio una sua intuizione porge a Romeo Papini la palla dello 0-1. Con il Lecce in 10 prova a giocare da finto centravanti per buona parte del secondo tempo, ma senza buoni effetti.

(dal 78’ Beretta 6,5: Corsa, volontà e tanta voglia di tenere arpionato ogni pallone ai propri piedi; pochi ma intensissimi minuti per l’ex bomber del Pavia)

Doumbia 6,5: Il franco-maliano garantisce una prestazione costante che non risente di cali nella ripresa; proprio nella seconda frazione di gioco il lavoro dell’ex San Marino, fatto di sgroppate sulla sinistra assieme a Walter Lopez, si rivela utilissimo per far rifiatare il pacchetto arretrato anche grazie ad un cuore enorme, mostrato nei frequenti aiuti nella propria metà campo.

Miccoli 6: Trotterella senza molta gloria sul prato del “Fattori”, ma riesce a impensierire Testa in due occasioni (tiro a lato di sinistro al 9’ e punizione di poco alta al 24’). Lerda lo toglie per dare sostanza al centrocampo giallorosso e l’andamento della partita giustifica la scelta dell’allenatore piemontese.

(dal 45’ Salvi 6,5: Insieme ad Amodìo costruisce un muro insormontabile che costringe i calciatori aquilani alla vana ricerca del gol tramite i lanci lunghi ed i cross dalle corsie laterali.)

All. Lerda 8: Un buon 60 percento della vittoria è ancora merito del tecnico di Fossano, autore di una serie di cambi azzeccatissimi e fruttuosi; la mossa vincente di oggi, Salvi per Miccoli alla pausa, rende più sicura una difesa altalenante nella prima frazione e dà ancor più sicurezza alla coppia centrale formata da Vinetot e Diniz. Il suo ossessionante lavoro sull’aspetto nervoso del gruppo si sta rivelando utile.

Gli avversari: L’Aquila

Testa 6
Scrugli 6,5
Zaffagnini 6
Pomante 5,5
Dallamano 6,5
Gallozzi 5,5
(dal 60’ Libertazzi 6)
Del Pinto 5,5
Carcione 6,5
Pià 5,5
(dal 72’ Ciciretti 6,5)
De Sousa 6
Frediani 6
(dal 60’ Corapi 5,5)

All. Pagliari 6

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