Lecce – Prato, l’analisi: bastano i guizzi dei senatori ma ora non bisogna steccare la prossima

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Collage Lecce-Prato
Lecce 
– Tra il tripudio di Fabrizio Miccoli e la sofferenza finale seguita all’assalto del Prato, forse la squadra più forte finora affrontata dai giallorossi di mister Lerda, il Lecce riesce ad incamerare altri tre punti utili per la sua risalita ed aggancia la zona playoff con il nono posto in coabitazione con il Benevento, fermato sul pari in quel di L’Aquila. Il Lecce, capitalizzati i punti del match di sabato sera, nella prossima giornata affronterà il fanalino di coda Nocerina, scosso dai fatti susseguiti al derby-farsa di Salerno ma reduce dal turno di riposo, in una giornata che nei piani alti della classifica vedrà una serie di scontri al vertice che, fisiologicamente, devono dare benefici ai giallorossi in caso di vittoria al “San Francesco” di Nocera: domenica prossima saranno quindi in programma incroci d’alta classifica come Salernitana-Frosinone, con la capolista chiamata a reggere l’impatto della bolgia dell’”Arechi”, Prato-Pisa, chiamata importante per i neroazzurri falcidiati dalle divergenze col tecnico Pagliari che sta pensando alle dimissioni, e Pontedera-L’Aquila, partita tra le grandi sorprese del campionato dove una delle due dovrà proseguire il suo rallentamento.

Lecce non bello a tratti – La partita di sabato ha recapitato un piccolo passo indietro sul piano del gioco per i ragazzi di mister Lerda che, paradossalmente, hanno raccolto solo un punto con la prestazione migliore del “Mannucci” di Pontedera. La performance del Lecce è stata condizionata da una serie di novità e di fattori sui quali mister Lerda potrà improntare la sua settimana di lavoro. L’interrogativo principe che darà un bel po’ di nodi da sciogliere all’allenatore di Fossano è quello della convivenza tra Fabrizio Miccoli e Mariano Bogliacino: il “Romario del Salento” nel suo stile di gioco d’attacco più vicino al ruolo di finto centravanti che all’uomo che fa reparto da solo cozza con i movimenti offensivi dell’uruguagio ex Chievo e Napoli che è costretto a dettare i tempi qualche metro più dietro con conseguenti effetti minori in termini di pericolosità offensiva. A centrocampo si è sentita l’assenza di Romeo Papini in una zona del campo in cui Romàn, Cavagna e Serrotti hanno tambureggiato frequentemente creando una superiorità numerica che ha messo a tratti in difficoltà Parfait ed Amodìo anche nei 60’ di inferiorità numerica della compagine pratese. Il gol del vantaggio inventato dal capitano giallorosso su cross di Lopez (ancora frenato da un’ammonizione nel primo quarto d’ora di gioco) ha sbloccato una partita spigolosa, dove sull’1-0 il Lecce ha gestito male una serie di contropiedi che avrebbero dovuto regalare il raddoppio ben prima del gol di Zigoni al 93’: il buon rendimento dell’ex Avellino porta ad immaginare gli effetti positivi di una coppia d’attacco Miccoli-Zigoni sorretta da Bogliacino e protetta da un centrocampo “polmonare” di 3 mediani soprattutto nelle partite con avversari di caratura inferiore. In difesa è tornato il solito Martinez, capace di domare la forte punta Lanini, 18enne di bellissime speranze già a quota 5 reti e reo dell’unico errore del match all’89’ sull’unica occasione concessagli dal difensore del Costa Rica.

Prato fiorito – La prestazione sufficiente del Lecce deve essere però controbilanciata dagli ampi meriti di un Prato che ha reso note le ragioni della sua, prima della partita di Lecce, imbattibilità: la squadra di Vincenzo Esposito ha costruito il suo successo su una camaleontica capacità di gestire più disposizioni di gioco, incentrate sulla bravura degli uomini di fascia e su lunghe sventagliate per la punta Lanini, Re Mida stagionale del “Lungobisenzio”. Esposito si è schierato al “Via del Mare” con un 4-4-2 (poi 4-3-2 con l’ingresso del difensore Bagnai per Grifoni con i toscani in 10) che ha bloccato le fonti di gioco giallorosse fino alla giusta espulsione di Corvesi, franato su Doumbia lanciato a rete. Anche in inferiorità numerica il Prato ha costruito un buon dispositivo difensivo (perdendo naturalmente di supporto offensivo a Lanini) che è durato fino alla zuccata di Miccoli al 67’, viatico per la seconda vittoria casalinga di un Lecce che deve ancora pensare a far punti senza guardare la classifica.

La squadra riprenderà gli allenamenti nella giornata di domani alle ore 16:30 al “Comunale” di Squinzano.

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