Va in scena – Tootsie (1982)

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Siamo nel 1982 e New York fa da sfondo alla vita di un grande attore di teatro che cerca disperatamente lavoro e non lo trova a causa del brutto carattere che spesso lo mette in conflitto con registi e produttori.

“Tootsie” è una splendida commedia che intreccia amore, assurdo, realtà e crea un miscuglio di vicende che viene accolto molto favorevolmente dalla critica, classificando la pellicola al secondo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane.

In 119 minuti, il regista Sydney Pollack mette in scena una storia in cui per il protagonista la speranza è l’ultima a morire, e si trova costretto ad adottare l’identità di una donna innanzitutto per sostenersi economicamente; ma l’espediente si rivelerà una strada verso il successo. Una scelta che sa di assurdo, ma che riesce a risultare molto accattivante per lo spettatore. Il successivo incontro con una donna, anch’essa attrice, porterà Michael Dorsey a conciliare amore e passione.

Si tratta di una pellicola di alto livello, che vede la partecipazione di attori dal calibro di Dustin Hoffman, perfetto protagonista di questo lungometraggio, Jessica Lange che vince il premio Oscar per migliore attrice non protagonista, o ancora Teri Garr e Bill Murray.

Con un budget di 21 milioni di dollari, “Tootsie” riesce a incassare solo in Nord America 177 milioni di dollari. Un risultato, appagato non solo dal denaro, ma soprattutto dai grandi critici a partire da Roger Ebert che lo descrive con tali parole: “la pellicola non ha paura di mescolare l’assurdità con la serietà, la critica sociale con la farsa, e un po’ di sincera tenerezza in mezzo alle risate”. “Sono stato un uomo migliore con te, come donna, di quanto non sia mai stato, con le altre donne, come uomo”. Con queste parole si comprende l’emotività trasmessa attraverso le azioni messe in scena in questo film, che merita profondamente di essere ricordato per lungo tempo ancora per la sua genialità.