L’analisi: e ora giù le mani da Fabrizio Miccoli

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Lecce PontederaLecce – Tutti lo desideravano, molti se lo aspettavano e qualcuno lo ha criticato fin troppo aspramente ogniqualvolta non è riuscito a salire in cattedra, mettendo la solita spanna tra sé e gli altri: Fabrizio Miccoli è l’anima del Lecce e ieri lo ha dimostrato ai (sempre pochi) tifosi presenti al “Via del Mare”. Il capitano giallorosso ha trascinato da solo il suo Lecce verso una vittoria che, seppur raggiunta nel finale con il roboante 3-0, sembrava difficile da raggiungere a causa di un primo tempo caratterizzato da un Lecce farraginoso e privo di idee, ovviato poi da una ripresa ben giocata dai giallorossi sotto l’ala del capitano.

Tre volte Fabrizio – L’acuto spaccapartita di Fabrizio Miccoli è al minuto 44: palla innocua rivitalizzata dal capitano e trasformata in gol con un guizzo personale aiutato dalla deviazione di Gasbarro. L’1-0 è stato l’unica cosa da salvare di un primo tempo a tratti scialbo e poco spettacolare; il Lecce ha sofferto l’assenza dell’asse sinistro titolare in zona offensiva e non aveva quell’uomo tra le linee che risponde al nome di Mariano Bogliacino. Le defezioni in casa giallorossa hanno fatto si che la manovra risultasse quindi fin troppo prevedibile e poco veloce, anche a causa delle qualità dei due esterni di giornata Barraco e Ferreira Pinto, elementi poco avvezzi al taglio in profondità e abituati a costruire le proprie azioni fraseggiando. La lentezza della manovra offensiva leccese è stata quindi accolta bene dal Pontedera, anch’esso falcidiato dalle assenze in mediana, disposto dal suo tecnico Indiani con un 3-5-2 tendente al 5-3-2. I toscani hanno provato a costruire una prima frazione con tanto possesso palla, ma le occasioni da rete di marca granata sono latitate perché il pacchetto difensivo leccese ha fatto buona guardia: Martinez ha tenuto lontano Grassi dalla zona calda, Rullo ha chiuso tutti gli spazi senza problemi e Sales non è andato mai in difficoltà. Il Pontedera, all’alba della seconda metà di gioco, ha abbozzato una sorta di reazione, ma non è riuscita ancora a collezionare buone palle gol ed ha fisiologicamente esposto il fianco al contropiede leccese, sempre comandato da Miccoli, vicino al gol al 54’, al 63’ ed al 68’ con un tocco sotto da brividi. La maggiore brillantezza raggiunta dal Lecce nella seconda frazione è stata capitalizzata al 74’ con un’azione corale condotta da Salvi e Barraco e finalizzata dal capitano. Il 2-0 è stato il preludio dei titoli di coda del match, definitivamente lanciati dalla tripletta del “Romario del Salento”, freddo nel trasformare il penalty conquistato da Beretta. La partita eroica di Miccoli è stata, purtroppo, macchiata leggermente dal cartellino giallo, rimediato per proteste, che lo costringerà a saltare l’insidiosa trasferta di Prato.

Frosinone impeccabile – L’undicesima giornata del girone di ritorno conferma le impressioni della vigilia, soprattutto in testa: il Frosinone è una squadra tosta, capace di non sbagliare mai un colpo anche con il minimo sforzo, ed il Perugia è condannato a fare sempre la prestazione magistrale per vincere, altrimenti son dolori. I ciociari continuano la loro marcia verso la B vincendo per 2-0 contro il Prato, che comunque rimane ad un solo punto dalla zona playoff a causa dello stop del Pontedera; di Biasi e Curiale le reti dei gialloblù che regolano i Lanieri e mantengono a sei punti il distacco dal Lecce. Il Perugia gioca meglio, non riesce ad arrivare al gol, ma si può ritenere comunque fortunato: al “Fattori” dell’Aquila va in scena uno 0-0 thrilling dove il Grifo domina per lunghi tratti, fallisce tante occasioni da rete, ma beneficia della prodezza del proprio secondo portiere Stillo che ipnotizza Pià dal dischetto dopo l’espulsione di Koprivec. Un gol di Sabatino a due minuti dalla fine basta al Catanzaro per attestarsi al quarto posto in solitudine; in terra calabrese i giallorossi producono di più rispetto al Grosseto, ma raccolgono i tre punti solo al termine. Il Pisa non segue la scia delle Aquile del Sud e rimane a braccetto con gli abruzzesi pareggiando tra le mura amiche contro il Benevento: scatto pisano con il 2-0 firmato da Napoli e Forte e rimonta formidabile della squadra di Brini raggiunta grazie alle reti di Guerra al 61’ e di Melara nel quinto minuto di recupero. Il Gubbio regola a domicilio il Barletta e ritorna a coltivare ambizioni playoff, dati i soli 2 punti di distacco della compagine umbra dal Pontedera: le segnature, entrambe nel primo tempo, di Falzerano e Addae bastano agli eugubini per uscire trionfanti dalla trasferta pugliese. L’Esperia Viareggio non sfrutta l’onda lunga del successo contro il Lecce e cade al “Del Duca” di Ascoli; i bianconeri marchigiani s’impongono con un 2-0 con reti di Carpani e Tripoli. 

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