L’analisi: un Lecce dai molti valori aggiunti

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MiccoliLecce – “Lo sapevamo che non era facile, l’ho detto alla vigilia”. Così Franco Lerda ha esordito in conferenza stampa analizzando la partita di ieri, vinta per 1-0 grazie al gol di Sacilotto seguito all’intuizione fantastica di Fabrizio Miccoli.

Il match contro i Lupi della Sila, ben messi in campo da Roselli che ha abbottonato i suoi con un 3-4-2-1, nonostante il dominio giallorosso (sul piano del possesso palla e del numero delle occasioni da rete) poteva finire con un pari che avrebbe premiato la caparbietà di un Cosenza denso nella propria trequarti e propositivo in fase di ripartenza.

Elio Calderini, migliore in campo dei suoi, ha mancato di pochissimo il sesto gol stagionale, prima al 29’ con la parata di Caglioni e poi al 94’ con un tiro al fulmicotone da fuori area.

ManniniMiccoli apriscatole – La partita, messa sul binario giusto dal Lecce intento a cercare di aprire varchi con le sovrapposizioni laterali, ha registrato la risposta fulminante dell’undici di Roselli: il 4-2-4 di Lerda, tutto proteso in attacco, lasciava fisiologicamente delle falle a metà campo e, complice anche la natura non propriamente incontrista della coppia Sacilotto-Filipe, ha esposto la retroguardia ai veloci contropiedi, coordinati dalla corsa di Alessandro e Calderini, e dall’abilità di boa di Cori. Una situazione così contratta poteva essere risolta solo da un colpo da maestro: ci ha pensato lui, il capitano, Fabrizio Miccoli a mettere al centro la palla giusta per l’inzuccata di Sacilotto, riscattatosi al meglio dopo l’errore, sempre di testa, di pochi minuti prima.

Diga difensiva – Il Lecce di ieri però non è stato soltanto tecnica e piedi buoni in avanti. La vittoria di ieri ha soprattutto una matrice difensiva. La retroguardia giallorossa ha sfoderato una prestazione perfetta dove anche gli interventi della coppia Abruzzese-Martinez hanno avuto il peso specifico di un gol. Il difensore andriese ha fatto il padrone nel primo tempo, sbrogliando nodi intricati e spazzando via di testa qualche palla pericolosa di troppo nei 16 metri salentini. In conclusione di match è invece emerso lo spirito combattivo del “Tuma” Martinez. Il costaricense ci ha abituato ad interventi alla disperata e ieri Mosciaro e Cori hanno saggiato i tempi d’intervento dell’ex capitano del Brescia. In più, sulla corsia destra difensiva, Daniele Mannini è molto più di un terzino con grande capacità di propulsione.

Moscardelli e Della RoccaMosca in ascesa continua – Se il Lecce è ancora in attesa del miglior Miccoli, i tifosi giallorossi possono comunque dormire sonni tranquilli con Davide Moscardelli leader dell’attacco. Il barbuto bomber ha tenuto in scacco la difesa cosentina, dando l’impressione di poter raccogliere in ogni momento il guizzo giusto, ed ha colto il palo con una sassata su punizione deviata a fatica da Ravaglia. L’ex Bologna ha sopperito anche alla partita difficile vissuta da Gigi Della Rocca, imballato dalla marcatura stretta di Blondett e Tedeschi che l’hanno costretto a giocare quasi sempre spalle alla porta. 

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