Francesca Nocco, le speranze di una giovanissima sportiva dopo la pandemia

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Francesca Nocco

“Ogni esercizio in cui lo spirito s’adopri è educazione”, diceva qualcuno. I giochi olimpici ateniesi sono la testimonianza e il segno indelebile dell’educazione del corpo che si riflette nell’anima. Anche nella nostra civiltà lo sport primeggia, quale attività vissuta con grandi privilegi e riconoscimenti: medaglie, coppe, trofei e tra i giovani chi fa sport ha sicuramente una marcia in più e tutto ciò fa la differenza…

Un esempio di aspirazioni o di vita da sportiva ai giorni nostri ci viene offerto da una giovane leva promettente, nel panorama della provincia leccese. Si tratta della squinzanese Francesca Nocco . È una pallavolista, compie sedici anni a dicembre, frequenterà il terzo liceo scientifico. È la punta di diamante della squadra dedicata al Campione mondiale Fefè De Giorgi e al fratello Michele, anche lui ha giocato in serie A. L’abbiamo incontrata per Paisemiu

Francesca, che cosa pensi dell’attività sportiva?

Lo sport è da sempre fondamentale per noi adolescenti. Aiuta a essere responsabili, a prendere iniziative, a socializzare, a cooperare.

Che dici della Società a cui fai riferimento?

La Società si chiama “ASD De Giorgi Volley” a Squinzano, dove invece ero in prestito è la “ASD Trepuzzi Volley”. Posso dire, riguardo al periodo, si spera post-covid, che tutti gli allenatori in questa quarantena sono riusciti a starci accanto tenendoci allenate e soprattutto motivate. Purtroppo in seguito a questo triste momento in generale molte società forse non riusciranno a riaprire o a iscrivere i propri ragazzi ai vari campionati, perciò mi ritengo molto fortunata, trovandomi in una Società pronta a rialzarsi in piedi e da sempre aperta a nuove iniziative e ad ambiziosi progetti.

Il praticare la pallavolo ha influito anche sul tuo carattere?

Lo sport, in genere, incide in maniera determinante nella formazione della personalità. Possiamo definire l’attività fisica la stella polare di noi giovani.

In questo particolare inizio d’anno, come è stato penalizzato lo sport?

Questo lockdown ha stravolto la quotidianità di tutti i lavoratori in genere,  gli studenti, anche coloro che per motivi attinenti allo sport viaggiavano e, in maniera sensibile, noi sportivi, catapultati in una realtà completamente differente. Grande è la nostalgia nei confronti della nostra pallavolo, molte squadre hanno ripreso gli allenamenti con grande difficoltà, a causa dei severi protocolli difficili da rispettare, ma molti di più sono aggrappati ai ricordi e alla speranza.

Tu come hai vissuto questo momento?

Il mio è stato uno dei primi sport ad aver chiuso i battenti. Io e gli altri atleti che si allenano con me, abbiamo visto i nostri obiettivi e le nostre attese andar via con una velocità spaventosa.

Che cosa ti aspetti ora?

In campo abbiamo creato grandi sogni e sincere amicizie, credo, e sicuramente riusciremo a superare anche quest’ostacolo. Tutte le emozioni vissute fianco a fianco ai nostri compagni, mai dimenticate; anzi sono sicura che, a breve, rivivremo ancora tutte le sensazioni che adesso sembrano esserci così lontane. Non sono solita a pensare al futuro, ma vivo il presente così come viene. Le mie finalità sono tante, ma la prima tra queste è divertirmi.

Che cosa ti senti di dire come giovanissima donna che si affaccia al domani, in vista di raggiungere il titolo di campionessa di pallavolo?

Sono sicura che il nuovo anno porterà grandi soddisfazioni. Auguro di cuore a tutti noi di tornare alla normalità e di continuare a dare il massimo di noi stessi, accompagnati da nuove consapevolezze.

E… come si dice “Lo sport è vita”.