L’ironia pungente di Molìere nel Teatro di Novoli il 29 dicembre: in scena “Le donne intellettuali”

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Novoli (Le) – Chi sono davvero gli intellettuali? Che valore ha la cultura all’interno della società? Sono alcuni interrogativi che il grande Molière sicuramente si era posto scrivendo “Les femmes savantes”, in italiano “Le intellettuali”, andato in scena per la prima volta a Parigi al Palais-Royal l’11 marzo 1672.

L’atavica competizione fra donne e uomini sarà riproposta a Novoli, domenica 29 dicembre 2019 a partire dalle ore 20 nel Teatro Comunale, in Piazza Regina Margherita, in versione moderna, sapientemente riadattata e diretta da Rosanna De Nigris e interpretata dai giovanissimi attori della compagnia e laboratorio teatrale “E quindi ??? … Teatro!”

Gli attori (Alessia Cannizzo nel ruolo di Armande, Gloria Panigas nel ruolo di Henriette, Gabriele Quarta è Cliandre, Rosanna De Nigris è Belise, Martina Cannizzo nel duplice ruolo di Ariste e Trisottino, Eugenio Mignone nelle vesti di Chrysale, Sofia De Luca in quelle di Philaminte mentre Francesco Chiriatti nel triplice ruolo di Vladius, Julien e del Notaio) hanno caratteri perfettamente tratteggiati dalla penna dell’autore, cosa che facilita, per certi versi, il compito agli interpreti. Ben sapranno dar corpo e voce ai personaggi in una prova corale.

La commedia pone al centro importanti riflessioni: da un lato il valore e la funzione della cultura e degli intellettuali all’interno della società e dall’altro l’esigenza delle donne di emanciparsi culturalmente. Il tutto amalgamato in un’arguta farsa dove neanche la borghesia si salva con la sua consueta morale che si contrappone al mondo delle “intellettuali”.

Tematiche ancora attualissime: fa sorridere l’idea che una commedia di fine Seicento ponga in essere la sedicente inconciliabilità tra istruzione-cultura, carriera e matrimonio e l’inevitabile bizzarria di voler essere donne di lettere o di scienza e non unicamente perfette casalinghe. è giusto, infatti, che le donne vengano relegate dalla consuetudine a ruoli domestici? Perché le donne dovrebbero occuparsi di scienza e non della casa? Della servitù? Dei figli? In una parola: l’emancipazione culturale (e non solo) della donna.

Discorsi triti e ritriti che non smettono di affliggere anche la più “evoluta” delle società. Ciò che si chiede Molière con le sue “Les femmes savantes” e che ripropone l’estro di Rosanna De Nigris, merita una riflessione ponderata ancora oggi. Se per il commediografo francese è essenziale il punto di vista di quell’aristocrazia dei tempi di Luigi XIV, rappresentando i valori moderni in opposizione costante alla rigida ipocrisia, attualmente l’escamotage della farsa si rivela vincente per chiedersi chi sia veramente un intellettuale. E la cultura, in questo modernissimo 2020 (oramai alle porte), che valore ha?

Molière, attento osservatore dell’essere e dell’animo umano, dei suoi comportamenti, dei rapporti sociali e delle sue implicazioni psicologiche, insegna che chi possiede la cultura e la conoscenza, alla fine detiene anche il potere. Ancora oggi? Chissà!