Barroccio Crono Festival: un tuffo nei ricordi che dura tre mesi

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LecceBarroccio Crono Festival nasce da una lieve incazzatura, da un piccolo scatto di nervi, da qualche birretta ma, soprattutto, dalla inesausta, inesauribile, incolmabile passione musicale di un gruppo di amici, in disaccordo su tutto meno che sul fatto che finché c’è musica c’è speranza.

Nell’impazzare di rispettabilissime cover, tra coltissime rivisitazioni etnomusicologiche, tra compagnie di giri e giretti; nell’infuriare diggeistico e beachpartitico, Maurizio Meo e Beppe Elia decisero di coinvolgere alcuni compassati signori: Paolo Cesano, Beppe Brillante, Enrico Losavio, Giorgia Meo, Massimo Vigneri e Raffaele Gorgoni nell’impresa di una rassegna musicale all’insegna del No Cover, della creatività e del chi più ne ha più ne metta. Non paghi di tanto coinvolgimento, l’intera Crono Band piantò una immensa grana a Giorgio Doveri perché il luogo più trendy della città, Il Barroccio, divenisse scena, location, luogo dedicato alla musica fatta a musica.

Giovani, meno giovani, giovanissimi, uagnuni, fino a sfiorare li piccinni ma ciascuno con un’idea caparbia e testarda: che, dopo avere ascoltato tutto l’ascoltabile, qualsiasi musica fai deve essere tua, tuissima addirittura. Tutto questo ammuino musicale piantato nel cuore della città al Barroccio si concluderà con il coinvolgimento degli amici di Masseria Ospitale il Primo Ottobre.

Occhio all’occhiuto, maniacale, divertito, pignolstrafottente sistema di selezione che ha pescato nell’universo mondo dei generi, dal Cantautorato al Fox Core, dall’Elettro Blues al Rap fino al Soul, al Jazz e, ovviamente al Rock. Fin qui saremmo quasi in un’anormalità a responsabilità limitata ma il 2 Ottobre, in occasione del compleanno di Sting, di Marx (Groucho non Karl), di Romina Power, di Francesca Dellera e, in occasione del sedicesimo anniversario dell’uscita di Kid A dei Radiohead, sempre a Masseria Ospitale (a conferma del carattere ospitalissimo del luogo), tutte le groupie dell’Emisfero Occidentale accorreranno per la La Storia Siamo Ahinoi, rassegna di filoarcheologia musicale degli Anni Settanta con indimenticabili rentrée, ritorni di fiamma,sul luogo del delitto, al futuro, a Could Mountain, alla vita, etc. Scherzi a parte ma non troppo, l’idea è quella di tracciare un filino, una lieve traccia lungo un’inveterata tendenza salentina alla creatività musicale (autonoma) che ha resistito all’appiattimento televisivo, alle defilippike, agli antropologi, all’erba cattiva e ad altre tre o quattro catastrofi politico cultural assessoril mondane. Apertura: Barroccio il 21 luglio alle 21 con Tobia Lamare & 54songs band. Nuova band, nuovo disco per soul /surf rock. Come dire,lu sule, lu mare e la west coast.