Trenitalia, stante la situazione della linea Bari – Lecce: cui prodest il Frecciarossa?

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binariBari – La decisione di Trenitalia di attivare il Frecciarossa fino a Bari, a partire dal 20 settembre prossimo, ha provocato numerose polemiche che ad oggi non accennano a placarsi. Infatti sono già state lanciate, da diverse testate giornalistiche regionali, petizioni per far sì che il treno possa arrivare sino a Lecce.

Dura presa di posizione da parte di Paolo Pagliaro, dell’Ufficio di Presidenza di Forza Italia e presidente del Movimento Regione Salento :

Si leggono appelli di parlamentari Salentini, sindaci e altre cariche istituzionali per prolungare la Frecciarossa fino a Lecce. Sono lacrime di coccodrillo di chi avrebbe potuto far sentire la voce del nostro territorio nelle sedi e nei momenti opportuni ma che ha preferito, invece, esprimere il suo dissenso ex post a botte di comunicati stampa. È ancor più evidente -aggiunge- che il Salento sia costretto all’isolamento anche per colpa di chi dovrebbe rappresentarlo ed essere difensore dei suoi interessi. L’unica opportunità vera per il territorio è la Regione Salento, oggi come ieri, una Regione non la puoi tenere fuori da tutto. Dal 20 settembre, partirà il contentino che collegherà Milano a Bari, recuperando solo un’ora di tempo nel tragitto e abdicando al diritto di avere una tratta ad alta velocità solo da Milano a Bologna. Una cosa e’ vera che ci saranno treni più nuovi, belli e comodi ma solo da Bari. Di che successo parliamo? Quali benefici reali per la Puglia e per il Salento? È un problema vecchio: non hanno investito da Bari a Lecce con progetti per potenziare  la linea rotabile esistente, in quanto a Lecce non c’e il nuovo sistema di controllo centrale computerizzato che invece è attivo da Bari a Bologna (C.C.T.). A Lecce non hanno previsto e voluto né la tecnologia né il personale formato per poter supportare il Treno tecnologico come l’ETR 500 Freccia Rossa. Per i dirigenti di Trenitalia di fatto la stazione di testa in Puglia é Bari e non Lecce quindi tutte le infrastrutture tecniche, logistiche e tecnologiche si fermano a Bari, tagliando fuori un intero territorio con grandi potenzialità di crescita.Risultato: i politici possono abbaiare alla luna quanto vogliono senza risultato, se non quello  di aver umiliato ancora una volta il Popolo Salentino. Noi cittadini siamo stanchi di queste politiche sempre baricentriche regionali, ricordo solo il piano regionale dei trasporti con la delibera del marzo 2010 che prevedeva investimenti solo per Bari per la stazione di testa”.

Dello stesso tenore una dichiarazione di Luigi Manca consigliere regionale del Movimento Schittulli-Area Popolare:Sono sconcertato e profondamente indignato prima di tutto per la scelta assurda e incomprensibile operata dai vertici di Trenitalia di far terminare alla stazione di Bari la tratta annunciata dei nuovi Frecciarossa da Milano a partire dal 20 settembre prossimo, come se il resto della Puglia, il Salento, le province di Lecce, Taranto e Brindisi non esistessero. Ma – oltre al danno di un territorio già pesantemente penalizzato sul piano infrastrutturale, e che nonostante tutto ha registrato un incremento record del flusso turistico sia nazionale che internazionale che evidentemente  dà fastidio e crea problemi a qualcuno – ecco arrivare la beffa di una risposta e una giustificazione ancora più irritanti: motivazioni economiche, analisi dei costi e benefici per l’azienda. Da cittadino prima ancora amministratore, invito tutte le istituzioni locali a ogni livello, i miei colleghi in Consiglio regionale, i parlamentari salentini, pugliesi e meridionali in particolare a ribellarsi contro una politica sempre più mirata alla marginalizzazione e alla penalizzazione di un intero territorio. E a sensibilizzare il Governo nazionale a intervenire sui vertici di un’azienda che lede così pesantemente il diritto alla mobilità garantito dalla Costituzione, per rivedere una decisione che rappresenta uno schiaffo per la Puglia tutta, non solo per quanti non accettano e non accetteranno mai l’idea che la nostra regione finisca a Bari, e che il Salento venga considerato soltanto un utile e considerevole serbatoio di voti in campagna elettorale, da dimenticare e ignorare a urne chiuse”.

A tali accuse rispondono in una nota il governatore di Puglia, Michele Emiliano insieme all’assessore ai trasporti Giannini:

“Ferrovie dello Stato e Trenitalia ha deciso “unilateralmente” di programmare dal 20 settembre prossimo di treni Frecciarossa (uno in andata ed uno per il ritorno) sullaavac2008piccola tratta Milano-Bari. Non c’è stata – precisano – alcuna interlocuzione con la Regione Puglia che, pertanto, non ha avuto modo di rappresentare l’imprescindibile esigenza di prolungare l’uso di tali elettrotreni veloci sino a Lecce e a Taranto per evitare ancora una volta sperequazioni nei confronti di territori e popolazioni già duramente discriminati a livello di collegamenti ferroviari. Se davvero si vuol fare cosa utile per la Puglia, per il Mezzogiorno e per l’intero Paese, occorre accelerare il più possibile il raddoppio della dorsale adriatica nella tratta da Termoli a Lesina – che comunque consentirebbe un recupero nei termini di tempi di percorrenza fino a Lecce e a Taranto – mentre, con l’iniziativa annunciata, si faranno correre due treni veloci su una linea a binario unico per oltre 30 Km, con buona pace della velocizzazione funzionale del collegamento. Trenitalia – concludono – che peraltro gestisce un importante contratto di servizio pubblico locale sottoscritto con la nostra Regione, oltre a interloquire preventivamente col Governo regionale al fine di cogliere esigenze o suggerimenti, non può non porsi oggi il problema di garantire l’efficienza del servizio soprattutto in relazione all’incremento esponenziale dei flussi turistici di quei territori garantendo, inoltre, il reale diritto alla mobilità e la ricucitura del Sud al resto d’Italia ed all’Europa”.

L’Ufficio stampa di Trenitalia, interpellato su questo «sgarbo» ha sottolinea che: “Non si tratta in alcun modo di un torto nei confronti dei salentini. Il Frecciarossa Bari-Milano, che sarà avviato dal 20 settembre, rientra tra i servizi a mercato dell’azienda, non gode di finanziamenti o altro. Attivare la linea, prolungandola fino a Lecce, invece, non sarebbe stato conveniente, per costi che non sono sostenibili. Per il momento questo Frecciarossa è un servizio in più che garantiamo a tutti i pugliesi – spiega Alessandra Passeri dell’ufficio stampa Trenitalia per la Puglia – Fermo restando che il Salento continua ad essere collegato da 4 Frecce per Milano, 2 per Torino ed altrettante per Venezia, più tutti gli altri convogli che rimangono intoccati. Teniamo presente che al momento nessuna altra azienda ferroviaria sta implementando così tanto la linea Bari-Milano e che la linea adriatica è in fase di velocizzazione e questo comporterà vantaggi per tutti. Si tratta di un primo passo, un servizio di collegamento in più per tutti i pugliesi. Al momento garantire un collegamento così veloce tra la Puglia e Milano ci sembra già tanto da parte di Trenitalia. Considerando che andrebbe potenziata la linea rotabile esistente nella tratta Bari-Lecce nella cui stazione non c’è il nuovo sistema di controllo centrale computerizzato che invece è attivo da Bari a Bologna (C.C.T.) e sempre a Lecce inoltre è assente sia la tecnologia che il personale formato per poter supportare il Treno tecnologico come l’ETR 500/1000 Freccia Rossa”.