Lecce: si parte!

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allenamenro miccoli

Smaltita la forte delusione causata dalla mancata promozione del Lecce in serie B, la squadra giallorossa è lì, sulla linea di partenza, pronta per iniziare questa nuova stagione che, a detta dei più vicini alla società, è il vero anno zero del club di (ancora per poco) via Templari. 

Squadra, dirigenti e tifosi sono pronti a partire e, se la carica è la stessa dell’anno scorso, l’esperienza è sicuramente aumentata da tutte le parti. Lo si vede dalla squadra decisamente più “di serie C” rispetto a quella dell’anno scorso, dal mercato mirato che sta facendo il direttore sportivo Antonio Tesoro e da quel filo di timore che, in questi giorni, ogni tifoso giallorosso avverte (inutile negare che siamo tutti un po’ meno sicuri dell’anno scorso). “Squadra di Serie C”, “mercato oculato” e “timore” sono sicuramente elementi che, in una piazza ambiziosa come Lecce, possono preoccupare a meno che non si analizzi un po’ più a fondo quella che i più nostalgici proprio non si abituano a chiamare Lega Pro.  

Il Lecce, l’anno scorso, aveva una squadra “di serie A” eppure si è ancora verificato quel teorema secondo cui, in Lega Pro, l’esperienza conta relativamente se non ci sono giocatori fisicamente in grado di correre e di incassare i proverbiali calcioni e, soprattutto, se lo spogliatoio non è forte, compatto e unito. E’ lo stesso teorema che aveva condannato il Napoli nella sua prima stagione di serie C prima della grande risalita. Il mercato del Lecce era stato un mucchio di grandi nomi che, però, avevano poche delle caratteristiche citate e l’eccessivo ottimismo (anche, ma non solo) dei tifosi ha deconcentrato un po’ tutti e portato, insieme ai noti fattori extra sportivi, ai risultati che tutti conosciamo.

Quest’anno Antonio Tesoro ha mantenuto la promessa di mandare via tutti i “colpevoli” del disastro di un mese e mezzo fa e ha costruito una squadra giovane, con esperienza in Lega Pro e con pochi, validissimi ed indiscutibili punti di riferimento più esperti. Martinez per la difesa, Bogliacino per il centrocampo e Miccoli per l’attacco: i primi due sono stati punti di riferimento irremovibili della formazione dell’anno scorso e il terzo, invece, viene direttamente, ancora nel vivo della sua carriera, dalla serie A che lo ha visto incantare i migliori stadi dello stivale. Tutti e tre sarebbero senza dubbio in grado di fare benissimo in categorie ben più importanti di quella in cui si trovano a giocare ma hanno scelto Lecce per il legame che, per diversi motivi, li lega alla città e alla maglia. Sono tre leaders forti e indiscutibili che avranno il ruolo di controllare i giovani nella loro crescita ma, soprattutto, di trasmettere loro l’esperienza acquisita nei tantissimi anni di carriera. I giovani arruolati nella truppa giallorossa, vengono da esperienze positive Lega Pro: da Perucchini a Zigoni, da Nunzella a Beretta, da Casiraghi a Kalombo senza dimenticare Falcone.

Le parole d’ordine del nuovo “Lecce dei leccesi” sono sudore, rispetto delle regole e determinazione. Per Mister Moriero non ci sono figli e figliastri: è l’anno zero e tutti sono uguali a prescindere dall’età e dalla storia, conta solo quello che si dimostra sul campo. Tutti gli allenatori partono da questo presupposto ma pochi, nei fatti, si affidano a questa regola. Per Francesco Moriero, che conosce bene il valore del sudore nel calcio, questa è una regola d’oro e lo dimostra lo screzio con Giacomazzi che, evidentemente, non la pensa allo stesso modo. L’ex capitano, dopo che gli è stata tolta la fascia e dopo 10 anni passati in giallorosso intervallati dalle esperienze di Empoli e Palermo, ha ritenuto opportuno rescindere il contratto. Da parte del Mister nessun passo indietro perchè, come precisato da lui stesso, chi comanda è l’allenatore e, sempre secondo lui, Miccoli ha dimostrato di avere più il carattere da Capitano: chi non vuole mettersi a piena disposizione della squadra è stato invitato ad abbandonarla. In effetti anche la storia di Miccoli parla chiaro visto che è diventato Capitano in quasi tutte le squadre per cui ha giocato in tempi più o meno brevi. 

Domani inizia un’altra importante stagione, è arrivato il momento di rialzarsi e ripartire. Squadra dirigenza e tifosi: tutti uniti e compatti senza dimenticare chi, per scelte (giuste o sbagliate che siano) dovute all’amore per il Lecce, non può andare allo stadio. E’ arrivato il momento di lasciare da parte polemiche e rancori per pensare all’unica cosa che conta: il Lecce.

Pronti, partenza, VIA!

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