Il Vicenza in B: i perché di un ribaltone

0
362

VicenzaRibaltoni, ripescaggi, criteri nuovi e poi vecchi ed errori imperdonabili sul filo del traguardo. La querelle per il famigerato ripescaggio in Serie B, o riammissione secondo le varie correnti di pensiero, ha finalmente conosciuto il suo verdetto: dopo mille tam-tam di notizie il Vicenza sarà la ventiduesima compagine a partecipare al campionato cadetto. Fa specie il fatto che la decisione, arrivata nel pomeriggio di oggi dopo la riunione del Consiglio Federale della FIGC, coincida con l’inizio del campionato sul campo, inaugurato nella serata di ieri con la vittoria del Perugia sul Bologna per 2-1 al “Renato Curi”.

Arena GaribaldiSorpasso finale – La questione, nata dopo il fallimento del Siena dello scorso luglio, è stata analizzata sulla base delle richieste pervenute in Federazione con un coefficiente che tiene conto di tre criteri: la classifica finale dell’ultimo campionato (50%), la tradizione sportiva della città (25%) e la media spettatori dal 2008/09 (25%). Estromesse da questa fase finale sono poi risultate il Novara, tirato fuori con il comunicato 171A della FIGC che ha sancito l’esclusione dei piemontesi per una penalizzazione relativa all’inchiesta sul calcioscommesse che ha colpito anche il Lecce. Le ultime battute di questa partita fatta di ricorsi e carte bollate hanno poi visto il Vicenza spuntarla alla fine su Pisa e Juve Stabia. La società pisana, favorita alla vigilia, si è vista rigettare la richiesta per assenza di criteri strutturali. Al riguardo si legge nell’odierno comunicato della FIGC: “L’ A.C. Pisa 1909 S.S. S.r.l. non ha soddisfatto tutte le previsioni prescritte per l’ottenimento della licenza nazionale del Campionato di Serie B 2014/2015, in quanto, cosi come accertato dalla Lega Nazionale Professionisti serie B e dalla Commissione Criteri Infrastrutturali, per lo stadio Arena Garibaldi (nella foto) reso disponibile, non risulta rispettato il punto 8 ”Impianto di illuminazione” dei criteri “A” di cui all’allegato A del C.U. n. 143/A del 6 maggio 2014, con riguardo al valore di illuminamento verticale medio(Evmed) ≥ 800 Lux in direzione delle telecamere fisse“. Il Pisa, penalizzato da dei ritardi sulla documentazione relativa alle luci dello stadio, ha comunque già annunciato, tramite il suo presidente Battini, l’intenzione di fare ricorso. Sul piede di guerra è anche la Juve Stabia, l’esclusa più illustre vista la militanza in B nello scorso campionato. Su Twitter, il presidente delle Vespe Manniello ha parlato di furto e ha preannunciato una lunga battaglia per tutelare la squadra di Castellammare.

Non è la prima volta – Il Vicenza beneficerà per la terza occasione di un ripescaggio negli ultimi 10 anni. I veneti, infatti, sono stati riammessi in B nel 2005, a seguito della condanna del Genoa dopo i fatti dello storico Genoa-Venezia che costò la serie A all’allora Grifone di Serse Cosmi; in quell’anno in B si registrarono anche le radiazioni di Perugia e Salernitana che aprirono ulteriormente la via alla risalita a tavolino dei biancorossi. La seconda promozione sulla scrivania della squadra vicentina è fresca: nell’estate 2012 il Vicenza è fresco di retrocessione in Lega Pro dopo la sconfitta nel playout contro l’Empoli, maturata con un ribaltone empolese dopo un sorprendente 0-2 biancorosso al “Castellani”. La retrocessione del Lecce in Lega Pro per i noti fatti dell’estate del 2012 poi ha ridato la cadetteria al Vicenza, incapace comunque di salvarsi nella stagione successiva. Ora ancora una volta, per la terza volta i tifosi vicentini si entusiasmano per successi che non arrivano dal campo. Come spiegare però a uno sprovveduto del football nostrano il fatto che una squadra quinta in Lega Pro e sconfitta nei quarti di finale dei playoff approdi lo stesso nella serie superiore?

TavecchioCalcio italiano allo sbando? L’arzigogolato regolamento sulla questione ripescaggi-riammissioni non ha fatto altro che aprire l’ennesima ferita in seno al calcio italiano, martoriato dalla figuraccia mondiale in Brasile e preso a pallate in Europa: in ultimo il Napoli ha lasciato tristemente la Champions League dopo un ritorno dominato dall’Athletic Bilbao ed il Torino ha sudato sette camicie per aver ragione dell’RNK Spalato, terza forza del calcio croato. L’elezione a Presidente federale di Carlo Tavecchio, non propriamente il nuovo che avanza ed indipendentemente dalla deprecabile “scivolata” razzista e sessista, non promette nulla di nuovo nelle gerarchie del football del Bel Paese, dominato dalle solite facce e dai soliti noti che caldeggiano e candidano poltrone per l’uno o per l’altro posto. Il calcio italiano deve ripartire, ma non lo deve fare soltanto con le parole. La crociata contro la violenza negli stadi, condivisibile nei suoi ideali, ha causato un totale buco nell’acqua che non sta facendo altro che allontanare le masse dagli stadi e dal calcio vero, quello vissuto fianco a fianco con la propria squadra del cuore. Si potranno ancora accettare chiusure di curve e porzioni di stadio per “discriminazione territoriale” quando il presidente della FIGC, nel suo discorso di presentazione quindi di massimo ascolto, “esalta” le gesta di un ipotetico Otì Pobbà? L’incertezza sull’istituto del ripescaggio-riammissione, rivoluzionato negli ultimi anni in concomitanza con qualche retrocessione illustre, non fa altro che rispecchiare un calcio torbido, poco chiaro e bisognoso di nuove leve e di nuove soluzioni per stare al passo con un’Europa che sforna talenti e produce fatturati che portano avanti l’industria calcio.

Giusto così? Testa alla Lupa Roma– In casa Lecce la decisione è stata presa quasi con indifferenza, vista la massima concentrazione che il gruppo di Franco Lerda ha in vista dell’impegno di domani sul campo della Lupa Roma. Nonostante le parole del d.s. Antonio Tesoro che “ci sperava fino all’ultimo”, buona parte della tifoseria non ha sperato molto in questo ribaltone. Il Lecce è pronto a lottare sul rettangolo verde di gioco e, è inutile ripeterlo, i successi più belli sono quelli raggiunti con ricordi indelebili impressi nella mente, conquistati con fatica, colpi di genio e sacrificio quotidiano. 

{loadposition addthis}