Digitalizzazione e flessibilità: come sta cambiando il mondo del lavoro

0
41

Il mondo del lavoro è in costante evoluzione, ma è soprattutto negli ultimi anni, con l’avvento di internet e dei sistemi digitali, che si sta registrando uno dei cambiamenti più rivoluzionari della storia. Con il rapido avanzamento tecnologico, infatti, molti settori stanno abbracciando nuovi modelli di lavoro, consentendo maggiore flessibilità sia per i dipendenti che per le aziende e dematerializzando documenti e attività. Il cambiamento in atto sta ridefinendo la struttura tradizionale dell’occupazione, aprendo nuove opportunità per i professionisti di tutte le industrie: vediamo più nel dettaglio di cosa si parla e cosa bisogna attendersi nel prossimo futuro.

Il digitale ridisegna le modalità lavorative

Con reti internet sempre più veloci e tecnologie all’avanguardia che consentono di comunicare e svolgere attività di ogni genere online, il digitale si sta ponendo come una novità rivoluzionaria per il mondo del lavoro, che può contare su soluzioni in grado di supportare le persone in maniera estremamente efficace. Proprio per questo motivo, una delle principali tendenze emerse in questi anni con la digitalizzazione è stata la crescente adozione del lavoro a distanza o da remoto, una scelta rivelatasi positiva sotto diversi punti di vista. Grazie a strumenti di comunicazione avanzati, piattaforme di collaborazione online e connessioni internet ad alta velocità, in pratica i dipendenti possono svolgere le loro mansioni da qualsiasi luogo, superando le limitazioni geografiche e operando con una flessibilità mai vista prima, che offre vantaggi in termini di autonomia e conciliazione tra vita privata e professionale, oltre ad aumentare le possibilità di raggiungere talenti globali e di ridurre i costi operativi per le aziende.

Il lavoro a distanza è oggi una realtà consolidata in molti Paesi e coinvolge in particolare i settori ad alta tecnologia che proprio sulle opportunità fornite dal digitale hanno costruito le proprie fortune. Pensiamo per esempio al mondo dell’intrattenimento e del gioco online, che oltre ad aver reso disponibili per gli utenti in rete passatempi di vario genere ha anche permesso a chi lavora nel comparto di fornire le proprie competenze senza doversi legare a una sede di lavoro fisica. Così, cresce la richiesta di sviluppatori specializzati nella creazione di giochi innovativi e slot di ultima generazione come Sweet Bonanza oppure quella relativa ai croupier online, figure completamente differenti tra loro accomunate dal fatto di poter lavorare in maniera smart per società attive nel settore ludico.

Nuovi modelli di lavoro grazie al digitale

Oltre a favorire lo smart working, la digitalizzazione ha alimentato anche la crescita del cosiddetto lavoro nella “Gig Economy”. Con questa espressione si fa riferimento a un modello economico in forte ascesa, basato sull’indipendenza dei professionisti e sulla possibilità per gli stessi di lavorare in maniera occasionale e a chiamata. In sostanza, si consolida la posizione dei freelance, lavoratori autonomi che non si legano a un singolo datore di lavoro ma stipulano di volta in volta accordi per completare singole commesse, massimizzando autonomia e richiesta economica.

In questo ambito, determinante è stato l’impatto di piattaforme digitali che mettono in contatto lavoratori indipendenti e aziende soprattutto in settori come la tecnologia, il marketing, il design e molto altro, oltre che quello di un social network specializzato come LinkedIn, che permette ai diversi profili di interagire sulle tematiche professionali ma anche di far incontrare domanda e offerta sul mercato del lavoro. Questo modello offre dunque ai professionisti la libertà di scegliere i progetti a cui partecipare e di creare la propria carriera basata sulle proprie competenze e passioni, aumentando la flessibilità anche a fronte di una maggiore incertezza complessiva.

Automazione e robotica ottimizzano il lavoro

Tecnologia e digitalizzazione hanno accelerato anche l’automazione di alcune mansioni e dei processi lavorativi, semplificando e rendendo più efficiente il lavoro nel suo complesso. L’introduzione dell’intelligenza artificiale e della robotica in alcuni settori ha portato, per esempio, a una maggiore efficienza e produttività, sollevando in alcuni casi preoccupazioni riguardo alla possibile perdita di posti di lavoro tradizionali da leggere però in relazione alla riconversione delle stesse posizioni un po’ come avvenuto in passato con l’introduzione delle macchine e dei PC.

Da un punto di vista dell’ottimizzazione del lavoro, inoltre, le innovazioni più recenti stanno rivoluzionando il concetto stesso di “orario di lavoro”, assottigliando la linea tra il tempo dedicato al lavoro e quello personale, dal momento che gli strumenti digitali consentono di essere costantemente connessi e reperibili. Se è vero, infatti, che si va verso una maggiore autonomia dei singoli, al tempo stesso l’attenzione verso le attività lavorative si spalma sempre di più sull’arco dell’intera giornata, generando il bisogno di prestare attenzione alla gestione dell’equilibrio tra lavoro e vita privata, con un maggiore focus sul benessere dei dipendenti e sulla prevenzione del burnout.

Non va infine sottovalutato un altro importante aspetto legato alla digitalizzazione, ossia l’impatto che questa ha avuto sulla formazione e sull’apprendimento continuo. L’accesso a risorse online, corsi di formazione e piattaforme di e-learning ha infatti reso più facile per i professionisti acquisire nuove competenze e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del loro settore, un obiettivo centrale per rimanere competitivi in un mondo del lavoro in continua evoluzione.