La mia quarantena

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Andavamo ogni giorno al bar,
Compravamo abiti, inezie e belletti come degli zar,
Uno spreco di soldi a volontà,
Ed ora ciò che ci manca è solo la libertà.

Ognuno di noi, a suo modo, ha sottovalutato la situazione
Senza preoccuparci di una eventuale complicazione.
E così, impetuoso, è arrivato questo covid diciannove,
Che, senza guardare in faccia nessuno, si è annidato in ogni dove.

Abbiamo speso sempre il nostro tempo sul cellulare
Togliendo spazio alle persone da amare,
Apprezzavamo poco ciò che avevamo
Finché questo virus non ci ha allontanati dalle persone che amiamo.

Medici e infermieri si sono messi a lavoro
E purtroppo, in tanti ad ammalarsi, son stati proprio loro.
C’è chi inneggia alle guerre e alle rivolte
In pochi ci si preoccupa di osservare le leggi a noi volte.

C’è chi esce per cose che non valgon la pena
Non danno adito al messaggio: siamo in quarantena.
Il papa, solo, sotto la pioggia, ha fatto una preghiera,
Abbiamo compreso che il nostro mondo non può tornare a com’era?

Albanesi, cinesi e cubani hanno mandato in Italia i loro medici e infermieri,
Nostri amici fedeli, oggi come ieri.
Puoi uscire solo per bisogni di prima necessità
Ma la gente si ostina ad uscire per delle velleità.

Di positivo in questo momento c’è solo il numero di contagiati,
Sono madri padri nonni e fratelli che se ne sono andati,
Parliamo di numeri, bare e percentuali
Non sembra si parli di persone ma di cose materiali.

Un tunnel senza fine, un buco senza luce
E in tutta questa sofferenza c’è chi ancora inneggia al duce.
Un virus letale non ci è bastato
A capire che ognuno di noi, bianco nero o giallo, deve essere aiutato.

Il mondo è molti giorni che si è fermato
E la terra, la natura e gli animali ci hanno guadagnato.
Si è abbassato lo smog, la terra respira, gli animali escono all’aria aperta,
Per loro il covid è stata una fantastica scoperta!

Quando ti ammali ti portano in terapia intensiva e lì resti solo
Fin quando o guarisci o spicchi il volo.
In tanti abbiamo paura e siamo vulnerabili
Ma forse stiam capendo che tutti siamo utili ma non indispensabili.

Manca ancor del tempo perché finisca l’incubo
E io mi sento imprigionata in questa casa, un cubo,
Spero di uscir presto, ormai ho capito,
Valgon solo coloro che amiamo, lo spreco di tempo è finito.

Voglio andar dalla mia famiglia, li voglio abbracciare
Sono loro gli unici che non mi voglio far più mancare,
Li stringerò talmente tanto e in modo soffocante
Che anche Dio vedrà quanto questo mio amore per loro sia importante.

Nulla conta più di loro,
I miei fratelli e i miei genitori per me valgon più dell’oro
E non serviva a ricordarmelo un virus letale,
Per me sono stati sempre al primo posto, e tanto vale.

Immagino il giorno in cui questa pandemia ci lascerà
E dal dolore, la noia, la sofferenza ci libererà.
Tutti qui e li ad abbracciarci, baciarci e festeggiare,
Ognuno sarà libero di scorrazzare e fare,

Le piazze saran piene di tante persone e ciò che mi domando è :
‘L’ avremo imparata questa lezione?’
Ai posteri l’ardua sentenza, così si dice,
Per ora RESTIAMO A CASA, così dicono il sindaco e il suo vice.