Alessandro Vessella, gloria nazionale per le bande musicali

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Anche nel nostro Salento risuonano le note composte da Paolo Serrao e non mancano ricordi molto belli in cui, soprattutto nelle piazze intorno all’illuminatissima Cassarmonica, si poteva ascoltare della bella musica. Accadeva anche a Novoli, già dagli Anni Cinquanta del secolo scorso, che in occasione della festa della Madonna del Pane (terza domenica di luglio) si eseguisse la Suite sinfonica Salve Regina (per baritono e banda) nella trascrizione e direzione di mons. Francesco Pellegrino.

Il nome del prelato si intreccia sia con quello del compositore catanzarese che con Alessandro Vessella. L’attenzione, in questa circostanza, è incentrata su quest’ultimo in quanto, nato il 31 marzo del 1860, in questo 2020 ricorre il suo 160° dalla nascita.

Originario di Piedimonte di Alife, in provincia di Caserta, si rivela ben presto un personaggio singolare e importante soprattutto per il mondo bandistico. Formatosi presso il Conservatorio di Napoli, studia pianoforte e composizione con i maestri Costantino Palumbo e Serrao.

Intrapresa una promettente carriera pianistica, per una sopraggiunta contrazione muscolare il giovane Vessella è costretto ad interrompere l’attività concertistica dedicandosi alla composizione e a questo particolare organico strumentale.

Il punto di svolta è costituito dalla vittoria (1885), a soli 25 anni, del concorso per ricoprire il ruolo di direttore della Banda Comunale di Roma, restandovi in carica per ben 36 anni e portando al successo il complesso musicale in Italia e all’estero. Al maestro si attribuisce il merito di aver intrapreso una trasformazione radicale sul numero, la qualità e lo stesso impiego degli strumenti, proiettando la banda verso il modello dell’Orchestra di fiati. La riforma, approvata con R. Decreto del 1908, viene adottata, in particolare dalle bande militari italiane, raggiungendo un organico di ben 102 elementi (Grande Banda).

Della significativa eredità vesselliana rimangono: il suo importante contributo all’educazione all’educazione musicale del vasto pubblico; gli Studi di istrumentazione per banda (1894); un ricco volume di carattere storico, La Banda (1935); l’opera didattica svolta presso il R. Conservatorio di S. Cecilia di Roma attraverso l’insegnamento di Composizione e Istrumentazione per Banda e le sue trascrizioni che, in alcuni casi, offrono risultati superiori alle stesse partiture originali.

Come omaggio si propone l’ascolto della sua Vecchia Marcia Militare nell’esecuzione della Banda Musicale della Guardia di Finanza, istituzione che dal 2002 è diretta da un’eccellenza salentina, il m. Leonardo Laserra Ingrosso.

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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