Catanzaro-Lecce: le pagelle. È un naufragio

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CaglioniCatanzaro – Al “Ceravolo” è andata in scena una disfatta. Il rendimento in campo di un Lecce disastroso in avanti, incapace di sfruttare le tantissime occasioni da rete, è stato decisamente inferiore anche all’aspettativa più pessimistica della vigilia. Prima il vantaggio di Razzitti al 5’ e poi l’espulsione di Moscardelli (punito, a detta dell’arbitro Lanza di Nichelino, per una gomitata su Ghosheh non accompagnata da volontarietà da parte dell’ex Bologna) dopo soli 9’ hanno dato il primo solco al match, spaccatura che poi si è allargata a seguito dei tantissimi errori sottoporta della compagine di Bollini, poi condannata inesorabilmente dal 2-0 di Mancuso con Caglioni quantomeno impreparato.

Il 2-1 di Lepore a pochi minuti dalla fine è servito solamente a rendere meno amaro il ricordo di una Caporetto che disegna senza filtri una stagione che si preannuncia difficile da riparare. Anche pensare ai play-off diventa uno sforzo mentale, mercoledì c’è il Benevento in casa ed il Lecce affronterà i sanniti senza Moscardelli, Lepore, Mannini e Di Chiara, tutti allontanati dal campo dal fischietto piemontese.

Caglioni 4: Mai messo a dura prova dal Catanzaro, pericoloso con i tiri fuori di Bernardo e Mancuso dopo il gol, sul quale non è totalmente esente da colpe data la non uscita su una traiettoria abbastanza leggibile. Sul 2-0 incappa in un errore evitabile, incassando il gol dell’esterno di casa sul proprio palo.

Beduschi 6 : Comincia la partita con il giallo rimediato dopo pochi minuti, ma la punizione non frena il suo andamento costante e intenso. Azzecca molti più cross rispetto al suo dirimpettaio ed è l’avversario più tosto da superare per i cursori catanzaresi. Peccato per un rimpallo non sfruttato con il giusto riflesso nell’area comandata da Bindi. Un fiore tra le macerie. 

(33’ st Gustavo SV )

Diniz 5,5: Inaugura la saga delle occasioni sbagliate con un piattone a botta sicura che si stampa sul montante al minuto 17. L’inferiorità numerica e l’avanzamento del baricentro operato dal Lecce lo portano a disimpegnare entrambe le fasi di gioco, difendendo però contro folate di avversari spesso in superiorità numerica. Galleggia finché può.

Vinetot 5,5: Tanto cuore nel recuperare la sfera sui contropiedi abbozzati da Razzitti. Battaglia senza sosta con tutti i suoi mezzi in entrambe le aree senza cavare il ragno dal buco. Ritarda un po’ l’uscita su Mancuso in occasione del 2-0, ma le colpe del raddoppio non sono ascrivibili al francese.

Lopez 4: Vittima del suo pregio che quest’anno sta diventando sempre più un limite. Vigore, in questa stagione, si traduce disordine e confusione. Quando deve offendere sbaglia le sventagliate in area e fallisce una deviazione dall’area piccola in apertura di ripresa. Dietro la situazione non è che sia più rosea; mette in difficoltà Beduschi con un passaggio orizzontale nonostante il massiccio pressing operato dal Catanzaro,

ManniniMannini 5: Il gol sbagliato clamorosamente lo spinge al riscatto, non arrivato prima per la parata di Bindi e poi per la provvidenziale deviazione della traversa. È il protagonista di tantissimi attacchi che non vanno a buon fine, il Lecce opta quasi sempre per la sua zona di competenza quando si tratta di attaccare, ma le occasioni non arrivano più in quantità massiccia. Conclude nel peggiore dei modi un match dagli altissimi contenuti nervosi con una doppia ammonizione in 3’ che lo terrà fuori dalla partita casalinga col Benevento.

Filipe 4,5: Con il Catanzaro tutto racchiuso nella sua metà campo dopo il gol di Razzitti riesce nell’impresa di collezionare un’altra prestazione negativa, concretizzata proprio con la palla persa che ha causato l’angolo del vantaggio catanzarese. Gestisce pochi palloni, spesso ai margini. Il tunnel non sembra avere fine.

(1’ st Embalo 5: Entra per dare vivacità e movimento all’attacco leccese, ma non incide in nessun modo sulla partita, superando a fatica il diretto avversario e sciupando buone occasioni quando è stato chiamato in causa.)

Salvi 5,5: Qualche palla non gestita quando si tratta di recuperare le sorti del match. Assiste troppo passivamente alla cavalcata vincente di Mancuso, ma, come per Vinetot, non è il principale colpevole. Non era partita per lui.

Lepore 6: Sembra quello che ci crede di più nella prima parte di gara e rispetta la previsione anche nel finale di partita, realizzando il rigore del definitivo 2-1 prima dell’espulsione che lascia il Lecce in otto per un colpo proibito a Razzitti. Comincia da vertice destro dell’attacco, ma subito passa a sinistra nel quartetto di centrocampo con i suoi in dieci; sollecita spesso Daffara, ma i suoi inviti non vanno a buon fine. Un’icona di un Lecce schiacciato da diecimila problemi.

Moscardelli 5: Allarga il gomito per prendere la posizione su un lungo lancio dalla difesa e colpisce, probabilmente involontariamente, Ghosheh. L’arbitro ravvisa gli estremi per il cartellino rosso tra lo stupore generale. Rischia una squalifica lunga per il plateale sfogo dopo la sanzione comminatagli dal direttore di gara.

Miccoli 6,5: Rientra dal 1’ nell’inedita coppia con Moscardelli, tandem che però dura solamente pochi minuti a causa del rosso rimediato dal Mosca. Da solo si prende le redini dell’attacco leccese e dispensa palloni a non finire per le infinitesime occasioni sciupate dalla compagine di Bollini. Visto il canovaccio di pochezza realizzativa, prova a mettersi in proprio ma incappa anch’esso nell’errore dozzinale facendosi anticipare da Bindi in piena area. Bussa dalle parti dell’estremo calabrese anche da calcio piazzato senza buon fine. Esce probabilmente anche in previsione del quasi sicuro impiego di mercoledì contro il Benevento. Redivivo capitano, il fulcro di una squadra che soffre da matti il problema del gol.

(11’ st Doumbia 5: Si posiziona nel ruolo di terminale offensivo al posto di capitan Miccoli e non raccoglie neanche mezza occasione per entrare nel tabellino del match. Corsa improduttiva e basta.)

All. Bollini 6: Ok l’incertezza dettata dall’ennesimo cambiamento di idea e di formazione, ma c’è poco da dire dopo una sconfitta così, messa subito sul binario sbagliato da un espulsione quantomeno dubbia e poi non recuperato da un Lecce padrone del campo, costantemente nei venti metri avversari, per più di metà partita. Può fare poco con i cambi, getta nella mischia tutte le sue punte, ma scalare l’Everest di oggi, soprattutto dopo i tantissimi errori grossolani, era impossibile.

Gli avversari: Catanzaro

Bindi 7

Daffara 6,5

Ghosheh 5,5

Rigione 6

Squillace 6

Mancuso 6

Giandonato 6,5

(34’ st Sarr SV)

Zappacoata 6

Ilari 6

(25’ st Giampà SV)

Razzitti 6,5

Bernardo 6

(34’ pt Mounard 6)

All. D’Urso (Sanderra squalificato) 6