L’analisi: l’unità di un bel gruppo fa continuare la risalita giallorossa

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Lecce SalernitanaLecce – L’onda lunga del riscatto firmato Franco Lerda sorpassa i confini dell’anno solare 2013 e apre il girone di ritorno con una vittoria che, oltre alla superiorità tecnica del Lecce alla Salernitana, ha dimostrato l’esistenza di un gruppo forte e compatto capace di far quadrato e di saltare anche l’ostico ostacolo messo in campo dalla Salernitana di mister Carlo Perrone, compagine ben disposta in campo dal tecnico ex Viterbese con Montervino deputato a mettere le briglie a Lopez e Foggia a sinistra libero dal pressing a tutto campo non effettuato da Sales.

I granata però hanno peccato di eccessiva sicurezza affidando la gestione dell’insperato vantaggio, giunto con il guizzo a centro area di Perpetuini su cross di Foggia, solo ad un atteggiamento rinunciatario senza alcuna forma né costruzione di gioco offensivo. La scelta di Perrone è costata cara alla Salernitana che ha resistito per soli venti minuti prima del pareggio in mischia di Kevin Vinetot; il pari del difensore francese non è stato seguito da una risposta di assestamento della squadra campana, che anzi è rimasta in balìa degli attacchi giallorossi, capitalizzati fin troppo tardi dalla punizione (anche un po’ fortunosa grazie alla deviazione della barriera) di Mariano Bogliacino nei minuti di recupero. Il Lecce così si conferma quinto a quota 27 punti e riduce il gap dalla terza Catanzaro in due sole lunghezze.

Compattezza e concentrazione – Il 2-1 di sabato sera è sintomatico di un gruppo che si dimostra unito anche nei momenti di difficoltà come quelli presentatisi nel match contro i campani; il gol di Perpetuini, autentica mazzata giunta nell’unica vera occasione granata della ripresa, avrebbe tagliato le gambe a chiunque, ma non a questo Lecce che ha risposto bene allo schiaffo della Salernitana cambiando le pedine del suo schieramento e spostando il baricentro leggermente più avanti, anche e soprattutto a causa della monotonia delle scelte offensive della squadra di Perrone, solita a cercare la punta centrale Guazzo con lunghi “campanili” dalla difesa. Parte della gloria per la vittoria spetta anche a Franco Lerda, saldo condottiero del bastimento giallorosso, che ha ordinato al claudicante Davide Petrachi di stringere i denti per evitare di mandare in fumo l’ultimo cambio, avvicendamento che ha visto l’ingresso di Zigoni per Papini al fine di creare maggior peso nell’area di Iannarilli. Il forcing finale del Lecce non è giunto a buon fine soltanto grazie all’intuizione di Bogliacino ed alla scelta di Jack Beretta, bravo a guadagnarsi il fallo al 93’, bensì sono stati importanti anche gli apporti di Dario D’Ambrosio, molto più presente nelle manovre rispetto a Simone Sales e di Kevin Vinetot, sempre pronto a creare scompiglio sui calci piazzati offensivi: il centrale difensivo di proprietà del Genoa, oltre al gol del pari in mischia, ha sfiorato la doppietta intorno all’80’ ed ha ridotto all’osso le occasioni prodotte dalla pericolosa punta campana Guazzo.

Si vince nei piani altissimi – Nella prima giornata del girone di ritorno, giocata ieri, non steccano le prime della classe Perugia e Frosinone, rispettivamente prima e seconda a quota 35 e 33 punti. Il Grifo ha regolato con qualche patema la Nocerina imponendosi per 2-1 grazie alla doppietta di Mazzeo, ispirato da una serie di assist del formidabile (e neo-papà) Fabinho; i Molossi hanno saputo tener botta in casa della capolista nonostante l’inferiorità numerica ma non hanno raccolto punti a causa di una serie di imprecisioni nei minuti finali che hanno reso vano il gol di Evacuo. Anche il Frosinone conquista i tre punti: al “Del Duca” di Ascoli basta un guizzo di Curiale per raccogliere i tre punti che mantengono i ciociari nella scia del Perugia. In zona playoff il Viareggio, squadra che si sta dimostrando sempre più tosta grazie alla cura Cristiano Lucarelli, sfiora il colpaccio contro il Catanzaro: calabresi in vantaggio con Giordano Fioretti, pareggio delle Zebrette a seguito dell’autorete di Rigione ed enorme rimpianto versiliese quando Romeo al 92’ calcia sulla traversa il rigore della potenziale vittoria viareggina. Finisce 0-0 lo scontro tra sorprese tra Prato e L’Aquila, con gli abruzzesi quarti che vedono il Lecce negli specchietti, e solo il Pisa incassa tre punti, che gli consentono di stare a braccetto con la squadra di Lerda grazie alla vittoria casalinga contro il Barletta firmata dal centrocampista Martella e dal difensore Goldaniga. Il Benevento conferma il suo trend di difficoltà in trasferta ed impatta nella sfida regionale campana contro la Paganese, che bagna positivamente l’esordio del neo-mister Belotti e costringe gli Stregoni all’1-1 sul campo in pessime condizioni del “Torre”. Il Pontedera rinvia ancora l’appuntamento con la vittoria, che manca ormai da ottobre, e pareggia 2-2 in casa del Grosseto: allo “Zecchini” i padroni di casa scappano due volte con Bombagi e Ferretti, ma vengono ripresi dal Pontedera prima con Regoli e poi con Picone.

fotogallery di M.Caputo

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