Lecce-Vigor Lamezia: le pagelle: Lepore spacca-match, disastro Donida

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Moscardelli

Lecce – L’aspra contestazione di un “Via del Mare” sempre più vuoto è la cartolina del 3-3 con il quale la Vigor Lamezia, in 10 per un tempo, fa sprofondare ancora di più i sogni di gloria di un Lecce che sembrava ormai pronto ad incassare i tre punti in una partita vibrante sul piano agonistico ma piena di errori dozzinali, soprattutto da parte di una linea difensiva del Lecce quantomeno da registrare nei suoi movimenti e nelle componenti strutturali dei suoi interpreti.

Miccoli e Lepore

Il 4-4-2 di Pagliari si oppone al 4-3-3 della Vigor, schema ben interpretato dall’ex tecnico della Gelbison Alessandro Erra. Il gol di Del Sante dopo 2′ gela ancora di più l’infreddolito pubblico leccese, quasi incredulo nel vedere l’errore di passaggio di Filipe che invola Stefano Del Sante,puntuale all’appuntamento con l’ottavo gol in stagione. La rete del centravanti biancoverde mette a nudo sin da subito i limiti di un Lecce disattento, impacciato e sempre in ritardo sulle seconde palle, puntualmente vinte dagli uomini di Erra. Con il passare dei minuti il possesso palla diventa principalmente giallorosso, ma le gambe che tremano al momento dell’assist sono la costante della prima frazione. Per assurdo, è la Vigor Lamezia a presentarsi più spesso dal

le parti del portiere avversario: tra il 28′ e il 30′ Scarsella e Montella scaldano i guanti di Caglioni, prima del sussulto di Del Sante che finisce alto. Il Lecce? Solo un sussulto di Miccoli, su una respinta così così di Rosti fa gridare al gol, ma Rapisarda salva con l’aiuto del palo. Sempre il capitano, con una punizione magistrale dai 25 metri, confeziona da solo l’insperato pari al 38′, dimostrandosi l’unico a crederci. La prodezza del Romario del Salento cambia la partita: il Lecce preme i calabresi nella propria area e sfiora il gol con Miccoli (chiuso alla disperata da Kostadinovic), Sacilotto e Lopez. Il cambiamento di rotta condiziona il centrocampo lametiano, in sofferenza, e Puccio al 44′ si fa espellere per somma di ammonizioni. Nella ripresa Erra ridisegna i suoi col 4-4-1 per contenere le sfuriate giallorosse. Moscardelli e Vinetot non inquadrano la porta prima del destro furioso che regala l‘emozione grandissima a Checco Lepore, autore del 2-1. Dopo 4 minuti però è ancora la difesa giallorossa ad offrire un brutto spettacolo: un filtrante di Montella taglia la difesa leccese fin troppo ferma e premia il taglio di Malerba che realizza. Neanche il tempo di festeggiare e il Lecce passa ancora grazie ad una girata di testa di Moscardelli su cross di Lepore dalla destra. L’ex Bologna prova a chiuderla alla mezz’ora, ma la sua inzuccata è intercettata da Rosti che la poggia sulla traversa. La Vigor Lamezia cerca di costruire qualcosa nonostante l’inferiorità numerica e la partita diventa molto nervosa, con qualche focolaio di rissa sedato dal direttore di gara. Al 42′ Doumbia, egoista nei 16 metri biancoverdi sulla linea dell’area piccola, e Della Rocca falliscono il colpo del k.o. prima della doccia gelata che arriva dopo un giro di lancette, propiziata ancora da un errore grossolano della difesa. Donida si fa soffiare la palla da Montella, Caglioni dice di no all’attaccante biancoverde prima di sventare ancora su Del Sante per poi capitolare dopo il colpo di testa in mischia di Held. Si ricomincia da dove era finito il 2014: basta un buon Lamezia in 10 per mettere le briglie a questo Lecce. E la B s’allontana.

Donida

Caglioni 6,5: Se i due miracoli al 43′ su Montella e Del Sante non fossero serviti solo da preludio al gol di Held la sua partita sarebbe stata da salvatore della patria, con due risposte miracolose seguite ad una partita dove ha parato tutto il parabile, ritrovandosi punito solo a tu per tu con l’avversario.

Donida 4: è brutto rimarcare le mancanze di un singolo nell’economia del match, ma in una partita persa così per episodi da matita blu non si può non evidenziare l’apporto dell’ex Cuneo, attore protagonista di tutti i tre gol lametiani: se sul vantaggio di Del Sante poteva far poco, non si può dire lo stesso nelle altre due occasioni. Il posizionamento sulla ripartenza di Malerba e, soprattutto, la palla mantenuta tra i piedi a pochi minuti dalla fine e poi soffiatagli da Montella sono errori che non devono vedersi. Sarà difficile rialzarsi.

Martinez 5,5: il tridente offensivo della Vigor Lamezia lo fa andare più di una volta in tilt, infatti, Del Sante dà pochi riferimenti alla linea difensiva leccese con le sue azioni offensive che svariano lungo tutto il fronte offensivo. A livello personale, sbroglia qualche situazione spinosa ma non riesce, insieme a tutti i compagni della retroguardia, ad arrivare per primo sui batti e ribatti che hanno portato il 3-3 finale.

Vinetot 6: Il debutto stagionale dal 1′ va tutto sommato bene, visto lo strano (e nel finale sciagurato) andamento della partita. Timbra la sua presenza arrivando prima sui corner offensivi, non va mai in debito e sfiora anche il gol ad inizio ripresa.

Lopez 5,5: I nuovi dettami tattici impostigli da Pagliari non gli danno frequenti sovrapposizioni come nella precedente gestione. Soffre un po’ sulla difensiva soprattutto nella prima frazione, quando, a turno, Montella e Catalano riescono ad arrivare al tiro o all’assist giusto per il taglio centrale. Non alza i toni del Lecce e ancora una volta manca l’acuto.

Carrozza 4,5: Il suo passo a tratti compassato, e l’ardente ricerca della giocata giusta a qualunque costo, stridono con il momento del Lecce dove, come anticipato da Pagliari in sede di presentazione, non c’è spazio per i barocchismi. Non salta l’uomo, non serve buone palle in mezzo per Moscardelli. Una giornata no nel freddo del “Via del Mare”.

(11’st Lepore 7,5: Il suo secondo prodigio nel suo stadio è da urlo: l’azione personale, su lancio di Sacilotto, con la quale realizza di prepotenza dopo aver ubriacato Rapisarda con un gioco di gambre meritava un palcoscenico migliore del 3-3 casalingo con la Vigor Lamezia data l’importanza che avrà indubbiamente nel libro dei ricordi del ragazzo delle Case Magno. Tanta roba oltre al gol, raggiunto dopo aver dato l’impressione di poter spaccare la partita fin dal primo passo sul rettangolo verde. Cambia la partita impacchettando anche l’assist per il 3-2 di Moscardelli; con lui la fasci destra offensiva è una spina nel fianco dello schieramento calabrese. Segnali forti.  )

FilipeFilipe 5: Quei cali maledetti. L’errore dopo 2′ che mette in moto Del Sante pesa tantissimo nell’economia del match, messo in salita dallo sciagurato retropassaggio dell’ex play del Perugia. Sembra un pesce fuor d’acqua nel credo tattico di Pagliari, dati i movimenti uniformi richiesti dal tecnico marchigiano ai suoi due perni del centrocampo. Percepisce la situazione, tenta di strafare sfoderando una buona intensità fisica, ma così non va.

Sacilotto 6: Sgomita, tesse e cuce rioccupando la posizione del campo che gli è più congeniale. È difficile applicare sin da subito le nuove consegne, soprattutto se dall’altra parte del campo hai un trio di centrocampo che corre per cinque e che, con ampio merito, fa percepire appena l’uomo in meno. Sfiora la rete di testa anche lui nella seconda frazione.

DoumbiaDoumbia 5: Il lontano parente dell’Abdou Doumbia della scorsa stagione rientra dalle vacanze e riprende il suo posto sulle corsie laterali. Benino quando si tratta di ripiegare e dare linfa alla fase difensiva, male quando c’è da sfoderare gli artigli e l’istinto da killer. Ha sul groppone, quasi al pari degli errori difensivi, il mancato k.o su di una buona ripartenza.

Miccoli 6,5: L’unico a salvare l’onore del Lecce nel primo tempo, gettando sul campo quell’orgoglio chiesto incessantemente dalla Curva Nord nei momenti peggiori di una partita che sembrava ormai in pugno. La prima punizione vincente al “Via del Mare” con la casacca giallorossa è calibrata al millimetro, ma poi l’adrenalina lascia spazio a qualche meccanismo ancora da oliare nelle intese con Davide Moscardelli.

(33’st Della Rocca SV: Entra e getta al vento una buona occasione per chiudere la contesa. )

Moscardelli 6,5: Sgomita e lotta bene nel ruolo di prima punta, tenendo sempre sulla corda la retroguardia lametiana, sempre preoccupata per le intuizioni potenzialmente vincenti dell’ex Bologna. Due occasioni con la palla non impattata nel modo giusto precedono il ritorno ad un gol che mancava dalla partita di Aversa. Il colpo di testa su cross di Lepore, festeggiato fin troppo rabbiosamente, disegna un bellissimo arcobaleno che si spegne in rete, quasi a celebrare la generosità vista oggi. Anche lui fa parte della schiera dei potenziali giudici pronti a sentenziare la fine del match, ma il suo secondo colpo di testa bacia la traversa dopo la deviazione di Rosti.

All. Pagliari 6: Il suo debutto nel Salento non è dei migliori a causa degli errori dei singoli che rovinano la bella prova vista dalla cintola in su per almeno due terzi di partita. È dura masticare amaro dopo 90’ così e nel caso del neoarrivato tecnico ex Pisa le importanti assenze (Salvi, Papini, Abruzzese e Mannini su tutti) non hanno giocato a suo favore, come anche il desiderio dei tifosi di vedere la rosa rinnovata a prescindere. Pagliari ha spesso ripetuto di voler conoscere la squadra prima di dire la sua anche in chiave mercato, ma perdere troppi punti, lucidità e fiducia in questa fase di campionato rischierebbe di rendere poi la coperta troppo corta.

Gli avversari: Vigor Lamezia

Rosti 6
Kostadinovic 6
Gattari 5
(38’st Held 6,5)
Rapisarda 6
Spirito 5,5
(23’st Voltasio SV)
Scarsella 6
Puccio 5
Malerba 7
Catalano 6,5
(1’st Rossini 6)
Del Sante 7
Montella 7,5
All. Erra 6,5
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