L’analisi: il miglior viatico prima del “tunnel della morte”

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Lecce-CasertanaLecce– Una vittoria importante, sul piano del gioco e su quello del morale, maturata contro un avversario temibile e sulle ali dell’entusiasmo. Il 2-0 con il quale il Lecce ha regolato la Casertana racchiude in sé la rabbia e la voglia di riscatto di una squadra, quella giallorossa, desiderosa di ridurre a zero voci e pettegolezzi sull’esistenza di uno spogliatoio poco coeso attorno alla causa. Il Lecce ha vinto meritatamente grazie ad una scelta vincente azzeccata già durante il riscaldamento: il passaggio al 4-3-3.

Il cambio di modulo, concretizzato con una partita intensa, attenta e cinica al punto giusto, con cambi azzeccati e fruttuosi, ha caratterizzato la forza del Lecce tra le mura amiche del “Via del Mare”, forza che però, per cominciare a parlare di assalto alla vetta della graduatoria, deve essere accompagnata da una maggiore lucidità fuori. Proprio due trasferte, a Castellammare di Stabia domenica e all’”Arechi” di Salerno venerdì prossimo, tasteranno per la prima volta il polso a questa squadra, a quota 14 a quattro lunghezze dalla vetta, rappresentata sempre dal duo Salernitana-Benevento, con granata e Stregoni entrambi vincenti ieri, rispettivamente in casa contro il Savoia e al “Puttilli” di Barletta.

Moscardelli

4-3-3 ok– La scelta per il 4-3-3, inizialmente sorprendente, si è rivelata vincente negli assalti al dispositivo casertano, corto e ordinato nel suo 4-4-2 iniziale. Lo schema con il tridente offensivo, disegnato dagli esterni Carrozza e Lepore con Moscardelli al centro, ha aperto la via al vantaggio giallorosso, inducendo la difesa rossoblù ad allargare le proprie maglie per sopperire alle sovrapposizioni delle coppie Lepore-Mannini e Donida-Carrozza. Proprio dalle fasce è partito il vantaggio giallorosso, con Carrozza capace di disegnare una traiettoria da campione dove Moscardelli ha siglato il suo primo sigillo in campionato al “Via del Mare”. L’assetto scelto da Lerda, in più, ha irrobustito la mediana, impegnata in prima battuta sulle marcature preventive ai “centometristi” Cissè e Diakitè e poi capace di far girare bene i giri del motore giallorosso. il 4-3-3, bello a vedersi nel match di sabato, rimane comunque una soluzione d’emergenza del Lecce, poiché ad oggi sembrerebbe improbabile una giusta collocazione per Fabrizio Miccoli, seconda punta bisognosa di supporto nello stretto. Il mattatore Moscardelli, al secondo gol in campionato, si è espresso meglio al centro, non riuscendo ad avere l’ottimale passo da punta esterna quando ha agito sulla sinistra.

Doumbia Gli apriscatole– Un gol che mancava da quasi un anno e una ricerca affannosa di buone  prestazioni finalmente raggiunta. Lecce-Casertana è stata anche la partita di Abdou Doumbia, il cui gol ha dato quella sicurezza necessaria per chiudere la partita. La rete del francese, la prima al “Via del Mare”, è stata dedicata al piccolo Elia, figlio dell’esterno giallorosso capace l’anno scorso di collezionare ben 11 assist. Il gol del raddoppio è anche frutto di una buona azione di Niccolò Donida, elemento spesso in ombra ma decisivo nel caldo pomeriggio di sabato. La discesa dell’esterno ex Cuneo, pulita e prorompente, ha aperto la via al gol, non è stato l’unico acuto di Donida, bravo anche in fase di copertura, con le occasioni casertane che sono arrivate soltanto dalle palle inattive ben gestite da Marco Mancosu, arretrato sulla linea a quattro di centrocampo dal suo tecnico Gregucci per cercare di mettere in moto gli avanti rossoblù.

Salvi Salvi, Papini e Carrozza– La vittoria contro la Casertana ha lasciato qualche scoria. Stefano Salvi, uomo-ovunque del centrocampo a tre, ha chiesto il cambio ed è uscito malconcio per  problemi muscolari. Affaticamenti sono occorsi anche a Romeo Papini, in campo fino al 90’ ma leggermente zoppicante dopo il fischio finale. L’uscita da gladiatori dei due centrocampisti romani non fa che esaltare l’intensità agonistica che questa coppia ha messo nella partita di sabato, prestazione quasi opposta a quella di Messina dove il centrocampo siciliano ha imballato il duo leccese. Spostandosi sulla fascia sinistra d’attacco, il “Via del Mare” ha ammirato poi il miglior Alessandro Carrozza: l’ex Atalanta, già decisivo più volte in zona assist, ha squarciato il match con l’assist perfetto per Moscardelli ed è stato un pericolo costante sulla sinistra, costringendo spesso Bruno, Idda e Antonazzo al raddoppio su di lui.

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