L’analisi: Lecce efficace anche senza gli acuti dei suoi senatori.

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Il fotoracconto di Lecce Benevento
Lecce
– Il gradino basso del podio del campionato è tinto finalmente del giallorosso salentino: la vittoria di ieri, la quinta consecutiva in campionato e la decima “porta inviolata” di Filippo Perucchini, porta la squadra di Franco Lerda sul campo-base della vetta del campionato, con vista sul duo di vetta Frosinone-Perugia, ora distanziato rispettivamente a 6 e 5 punti, ma col “Grifo” che ha già scontato il turno di riposo. Il Lecce ora sarà atteso dalla partita di Catanzaro, ultimo importante passo prima del big-match della 5° giornata di ritorno tra i giallorossi ed i biancorossi umbri di mister Camplone.

Lecce forza cinque– La vittoria di ieri è giunta nonostante la partita così così delle punte di diamante Miccoli e Bogliacino; il Romario del Salento non ha sfruttato a dovere le due occasioni capitategli tra i piedi, forse anche a causa del terreno viscido, e l’uruguagio ex Chievo non ha diretto come sempre l’orchestra del gioco giallorosso, ma riuscendo a sacrificarsi in copertura per l’intera durata della ripresa. Il segreto di questo Lecce, soprattutto nella performance di ieri, rimane una solidità ed una propensione al sacrificio fuori dal comune: a tal riguardo, oltre al sacrificio di Bogliacino presente in fase di copertura, sono emblematici gli atteggiamenti di Abdou Doumbia e Adriano Ferreira Pinto, sempre propensi al ritorno nella propria trequarti sulle rispettive fasce. Il match è stato spaccato da Nicolas Amodìo, elemento a volte criticato per il suo passo un po’ compassato, capace di siglare l’1-0 con un perfetto sinistro a pelo d’erba. Il vantaggio firmato dall’interditore ex Penarol dopo 15 minuti ha messo in discesa la partita del Lecce, poi migliorata ancora dal raddoppio di Diniz. Il Benevento di Carboni, contestato dai 150 supporters presenti al “Via del Mare”, non ha sfigurato a metà campo, specialmente nella ripresa con la traversa di Agyei e l’occasione di Altinier, ma ha sofferto di una serie di errori in fase di disimpegno da parte della difesa, con l’inedito trio Signorini-Mengoni-Padella (poi scomposto al 34′ con il ritorno alla difesa a 4 seguito all’ingresso di Negro per Signorini) incapace di spazzare bene il pallone: solo la scarsa mira di Miccoli ha impedito il tris salentino sugli errori della difesa degli Stregoni, decisamente da registrare.

Sorpasso provvisorio in vetta– La terza giornata di ritorno, caratterizzata dal turno di riposo della capolista Perugia, ha visto il provvisorio balzo in testa del Frosinone di Roberto Stellone: nell’altra sfida d’alta classifica i ciociari hanno battuto il Catanzaro, a secco di vittorie da quattro turni, con un perentorio 3-0 nella pioggia del “Matusa”, raggiunto con i gol di Curiale, Ciofani e Paganini. La pioggia e il terreno pesante hanno condizionato anche la partita dell’”Arena Garibaldi” di Pisa, match dove i neroazzurri di Cozza, passati sul 2-0 con Arma e Rozzio, sono stati raggiunti dall’Aquila grazie alle reti di Libertazzi e Pomante; gli abruzzesi hanno sfiorato anche il clamoroso ribaltone con Frediani, ma il tiro del calciatore scuola Roma è finito di poco a lato. In zona playoff c’è stato un altro mezzo passo falso per il Prato, incapace di regolare il Barletta tra le mura amiche del “Lungobisenzio”; i biancorossi barlettani grazie al punto guadagnato in Toscana salgono a quota 15 e si distanziano ancora di più dalla cenerentola Paganese, sconfitta in quel di Ascoli dal tormentato “Picchio”, i cui tifosi si stanno dimostrando sempre più encomiabili nonostante l’irrimediabile crisi finanziaria, per 3-2: ai gol azzurrostellati firmati da Novothny e dall’autorete di Gandelli hanno rimediato le segnature marchigiane di Tripoli (doppietta) e Schiavino. Il Grosseto torna alla vittoria ed aggancia provvisoriamente il Pontedera (a riposo forzato a causa del nubifragio che ha causato il rinvio di Esperia Viareggio-Pontedera) a quota 25 grazie al 2-1 contro la Nocerina: il gol della bandiera dell’ex Lecce Malcore non è bastato a replicare alle segnature maremmane, entrambe nella prima frazione di gioco, di Ferretti e Marotta. A un punto dalla zona playoff si assesta la Salernitana, tornata a vincere all’”Arechi” dopo due mesi, che, nonostante la diserzione dei propri tifosi in aperta contestazione contro il patron Lotito, batte in rimonta il Gubbio: eugubini in vantaggio con Falzerano, pari di Mounard su punizione e gol-vittoria di Gustavo che permette alla Salernitana di accodarsi al treno playoff.

 

1

Frosinone

39

19

11

6

2

30

12

+18

2

Perugia

38

18

11

5

2

32

16

+16

3

Lecce

33

19

10

3

6

28

19

+9

4

Catanzaro

30

19

7

9

3

21

16

+5

5

L’Aquila

29

19

8

5

6

26

19

+7

6

Benevento

28

19

7

7

5

30

24

+6

7

Pisa

28

19

7

7

5

21

15

+6

8

Prato

26

19

5

11

3

20

17

+3

9

Grosseto

25

19

6

7

6

20

20

0

10

Pontedera

25

18

6

7

5

29

30

-1

11

Salernitana

24

18

6

6

6

20

18

2

12

Gubbio

20

18

4

8

6

18

24

-6

13

Ascoli

19

19

4

7

8

19

26

-7

14

Viareggio

17

18

3

8

7

15

24

-9

15

Barletta

15

19

2

9

8

9

21

-12

16

Nocerina

14

19

3

5

11

18

38

-20

17

Paganese

10

19

2

4

13

15

32

-17

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