Ascoli – Lecce: l’analisi. Il lavoro porta i suoi frutti

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bogliacino gubbioLecce  Non eravamo brocchi ieri e non siamo i favoritissimi oggi: il Lecce ha dominato al “Del Duca” di Ascoli ed ha dato un segnale forte in una partita dove Franco Lerda ed i suoi ragazzi avevano tutto da perdere a seguito del pareggio contro il Gubbio che ha fatto storcere il naso di molti sostenitori. La giusta felicità per la sonora vittoria in trasferta non deve però causare l’effetto opposto dell’eccessivo ed inutile disfattismo che ormai aleggia tra la maggioranza dei tifosi del Lecce; la squadra giallorossa, seppur brava ad andare in rete cinque volte nonostante l’assenza delle punte di diamante Miccoli e Bellazzini, deve ancora lottare partita per partita distogliendo lo sguardo dalla classifica e cercando di accumulare il maggior quantitativo di punti possibile fino alla fine dell’anno solare. La prestazione mostrata ieri da Martinez e compagni però dà una consapevolezza forte che il Lecce, se in palla, può affrontare senza paura tutte le sue dirette concorrenti.

Il direttore che mancava – Una buona fetta di vittoria ieri è dovuta al rientro dal 1’ di Mariano Bogliacino. Il 33enne uruguagio di Colonia del Sacramento, l’anno scorso 11 reti in 30 presenze, si è posizionato nel ruolo di regista avanzato di un 4-2-3-1 mettendoci lo zampino in ogni azione offensiva accendendo le sgroppate degli esterni alti Abou Doumbia, autore di un’altra partita formidabile, e Ferreira Pinto, ai primi sorrisi stagionali. Il Lecce di Lerda prescinde da un buon rendimento di Bogliacino, elemento capace di tranquillizzare i suoi compagni di reparto esimendoli da compiti di rifinitura offensiva. L’ex Chievo ha preso sulle sue spalle la squadra giallorossa realizzando i due rigori procurati da Zigoni e Doumbia. Il Lecce può riabbracciare uno dei suoi leader e Franco Lerda starà già pensando ad una disposizione tattica capace di accordare nel modo perfetto gli strumenti dei maestri Bogliacino, Bellazzini e Miccoli.

Non solo Zigo-gol – Il gol di Coppa Italia di Lega Pro è stato una medicina per Gianmarco Zigoni, autore di una bella doppietta ieri al “Del Duca”. Il ragazzo ora potrà lavorare con un minor quantitativo di pressione addosso, concentrandosi soprattutto sulle battaglie d’area che il Lecce andrà ad affrontare quando gli avversari si chiudono a riccio nella propria trequarti. L’Ascoli di Pergolizzi visto ieri non si è mosso su questa direttrice ed ha cercato di affrontare a viso aperto il Lecce ma una serie di incertezze difensive da parte della coppia centrale Bianchi – Schiavino hanno subito ridimensionato le ambizioni dei marchigiani. Ormai non fa notizia la buona partita di Walter Lopez, al contrario della bella prestazione di Adriano Ferreira Pinto, condita dal gol su di una palla vagante d’area; il brasiliano ex Atalanta, schierato nel suo ruolo naturale di esterno alto, ha primeggiato anche nella ripresa.

Ora la conquista del “Via del Mare”- il Lecce, in serie positiva da 4 match, sarà atteso domenica prossima dal match casalingo contro l’Esperia Viareggio, occasione da sfruttare per trovare finalmente i 3 punti anche tra le mura amiche e cercare di entusiasmare una tifoseria che, anche nella gioia di ieri,  esita a scaldarsi ed ad attorniarsi alle sorti della sua squadra. Nella partita di domenica contro i toscani, guidati dal salentino Roberto Miggiano, servirà un pubblico numericamente ben diverso dal punto di minimo stagionale di domenica scorsa contro il Gubbio. I tifosi leccesi forse da molti anni sono abituati a vedere un’altra caratura di calcio ma vivere di ricordi e guardarsi eccessivamente allo specchio non può dare altro che effetti negativi e dannosi al progetto di risalita della compagine salentina. 

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