Benevento-Lecce: l’analisi. Genio e sostanza per la svolta

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Festa Lecce – Scacco allo Stregone. Il Lecce, con la vittoria del “Vigorito”, imprime un’ulteriore svolta al suo campionato, già caratterizzato dal successo di Salerno, importante tanto quanto l’1-2 maturato ieri grazie alle reti di Salvi e Abruzzese. La vittoria di Benevento, oltre che compensare il mezzo passo falso di sabato scorso contro il Catanzaro, ha livellato il vertice della classifica.

La nuova capolista Salernitana, vittoriosa contro la Paganese grazie ad un gol di Calil, è ora a -3, e il Lecce, seppur sia rimasto quarto a 28 punti, è a una sola lunghezza dalla coppia di seconde Benevento-Juve Stabia (vittoriosa solo alla fine sul campo dell’Aversa Normanna), con quattro lunghezze sulla quinta classificata Casertana. Oltre il buon risultato, il particolare che risalta in questa corsa promozione è che il Lecce, già sceso in campo sugli insidiosi campi di Castellammare, Salerno e Benevento con 7 punti messi in saccoccia, si giocherà gli scontri diretti contro le concorrenti al “Via del Mare”. Nel girone di ritorno Stregoni, granata e Vespe dovranno rendere visita ai salentini in delle partite dall’alto tasso emozionale. In ogni caso, la corsa al vertice passa anche (e soprattutto) dagli scontri con le “medio-piccole”, partite dove bisogna ridurre al minimo gli errori.

CarrozzaLampi di genioLa vittoria di Benevento, la prima dopo 77 anni di astinenza, è stata frutto di un cinismo fuori dal comune, quasi killer. In 6 minuti, nell’arco di tempo che va dall’11’ al 17’ il Lecce ha tramortito la rocciosa difesa beneventana (alla vigilia la migliore del campionato insieme al Lecce) con due reti di differente fattura, ma entrambe significative. La prima segnatura, un lampo di genio di Stefano Salvi, ha sorpreso totalmente il portiere Pane, stordito dalla soluzione balisticamente perfetta del centrocampista romano al secondo anno in giallorosso. L’onda lunga del vantaggio ha poi portato alla prima rete stagionale di Giuseppe Abruzzese, habituè dell’area avversaria in ogni calcio piazzato offensivo: l’andriese è stato caparbio a rimanere in zona d’attacco dopo un corner e il cross di Carrozza, a tratti imprendibile sulle fasce, a sua volta seguito dal palo di Moscardelli, ha premiato proprio il difensore ex Crotone, capitano di giornata, più lesto di Lucioni nel mettere in rete.

PapiniStorie di centrocampo Un’importante chiave di lettura nell’economia della vittoria di ieri è stata quella del centrocampo. L’undici leccese ha beneficiato del rientro di Salvi e Papini, componenti del duo di centrocampo titolare e più proposto dal tecnico di Fossano. I due calciatori romani, schierati ai lati del regista Filipe Gomes, hanno dato intensità a vigore alla mediana, marcando in prima battuta gli insidiosissimi esterni beneventani Alfageme e Campagnacci. In fase di costruzione, i due hanno alimentato tantissime buone manovre e, grazie al loro dinamismo, hanno esonerato Filipe da molti compiti di rottura, esaltandone quindi tempi e caratteristiche tipiche del metronomo del centrocampo. Dall’altra parte Fabio Brini, trainer del Benevento, ha irrobustito la sua linea mediana con l’inserimento di Vitiello insieme ad Agiey. La scelta per il “doppio mediano” operata dal tecnico ex Taranto però alla lunga non si è rivelata vincente, poiché il centrocampo leccese, più completo, ha schiacciato gli Stregoni in avvio, arrivando al noto uno-due vincente.

TumaAncora difesa sontuosa – Un compito importante è stato fatto anche dall’esperto duo centrale Abruzzese-Martinez. I due, protagonisti della difesa meno battuta del campionato, hanno collezionato una partita di grande temperamento e vigore, contrastando al meglio il fortissimo duo avversario Eusepi-Marotta, a sua volta propiziato dalle percussioni di Alfageme, Mazzeo e Campagnacci, pericoloso su ogni calcio piazzato. Il centrale andriese ha ridotto al minimo i rischi portati da Umberto Eusepi, mai finito a referto nella voce occasioni da gol. Del “Tuma” Martinez ormai sappiamo tutto, e i suoi salvataggi alla disperata fanno parte della forza di questa squadra. Alla partita d’altra categoria dei centrali di Lerda, ha controbattuto un match così così dei terzini. Mannini e Lopez, seppur siano stati sufficienti nella prestazione, non sono riusciti ad andare al di là del compitino, specialmente in fase d’attacco. Indubbiamente, la mole di gioco prodotto dalle fasce beneventane ha costretto Lerda ad un arretramento, ma ciò che conta in casa Lecce è aver raccolto un risultato che permette di far la voce grossa in campionato. Lo scacco allo Stregone deve essere un inizio.

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