Lecce-Aversa Normanna: l’analisi. È tutto in gioco

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Esultanza AversaLecce – Il dato più importante è quello della classifica. La vittoria con l’Aversa Normanna frutta due punti rosicchiati alla zona play-off, sempre rappresentata dal duo campano Juve Stabia-Casertana, capace di incamerare solo un punto in questa giornata, rispettivamente contro Ischia e Benevento.

È l’ennesimo cambiamento di fronte di un campionato avvincente destinato a decidersi all’ultimo. Per centrare l’obiettivo della B, da percorrere quasi necessariamente mediante la tortuosa degli spareggi, il Lecce deve però dare continuità ai propri risultati, imponendo il proprio gioco anche lontano dal “Via del Mare“.

Aggiustamenti – Il 3-0 contro l’Aversa é stato conseguito con l’ennesima sessione di cambi operata da mister Bollini, serie di soluzioni che ha dato una bella quadratura all’undici giallorosso. Il ritorno di Diniz al centro della difesa, oltre che dare la solita chiusura lampo alla retroguardia, ha permesso il lancio di Andrea Beduschi, ruolo terzino destro, autore di una prestazione maiuscola sulla corsia destra in entrambe le fasi di gioco, condotte senza palloni sprecati; i tifosi più maligni staranno già confrontando l’apporto dell’ex Monza con quello di Niccolò Donida.

Problema gol – La vittoria di sabato ha dato una tregua parziale al patema del poco cinismo sottoporta, rotto già dopo 13 minuti dalla rete di Davide Moscardelli, firmatario di una discesa solitaria nel cuore della difesa aversana prima del tiro che ha ingannato Lagomarsini, responsabile anche nell’azione del raddoppio del Mosca con una presa difettosa su una bordata di Salvi. Senza dubbio, l’aver rotto il ghiaccio già nel primo quarto d’ora ha dato una grossa mano all’attacco del Lecce, rinvigorito dal ritorno al gol del suo bomber principe. La risalita degli avanti giallorossi prosegue con la prima rete leccese di Gustavo Vagenin, bravo a tradurre in gol il passaggio perfetto di Stefano Salvi.

Test probante? L’altra faccia della medaglia della partita, riguardante in prima battuta l’attacco, è quella sulla reale portata del test di sabato, affrontato contro una squadra annebbiata, quasi una lontana parente di quella che aveva bloccato il Benevento. L’undici di Marra, apparentemente offensivo nel suo 4-3-3, non ha mai messo in dubbio la leadership giallorossa, a parte in occasione di due batti e ribatti nell’area di Caglioni prontamente risolti dai difensori salentini. La sconfitta casalinga contro la Reggina della scorsa giornata probabilmente ha tolto smalto alla compagine aversana, ora sul fondo della graduatoria insieme ai calabresi e all’Ischia.

Meno due – Proprio gli ischitani, trappola dell’ultimo Lecce di Franco Lerda, hanno regalato una parziale soddisfazione bloccando la Juve Stabia per 1-1 al “Romeo Menti” tenendo anche le Vespe a due punti di distacco dal Lecce ed accorciando ancora una volta la classifica a beneficio proprio del Lecce, l’unica compagine a conquistare il bottino pieno a causa del pari  interno del Matera, bloccato in casa dalla Vigor Lamezia. È tutto in gioco, guai a mollare la presa. 

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