Ecomafia: Salento tredicesimo per reati ambientali

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In Italia le ecomafie continuano a penetrare in profondità in vari ambiti del tessuto societario, mosse da interessi che legano la criminalità ambientale, economica e organizzata. In particolare, i reati ambientali continuano a crescere e sono quattro le regioni del Sud Italia ad assimilarne il 44%: la Puglia, a livello regionale, si piazza sul podio( terzo posto), mentre il Salento è 13esimo nella graduatoria per quel che riguarda le province italiane.

A fare il punto della situazione è il consueto report Ecomafia, redatto da Legambiente con il sostegno di Novamont e pubblicato da Edizioni Ambiente, dal quale emergono dati poco confortanti. Tale report è caratterizzato da una serie di Focus, tra cui “Ecomafia senza confini”, che fa il punto sul quantitativo di rifiuti destinati ad altri Paesi e sequestrati ed “Ecomafia in Comune”.Relativamente ai reati ambientali, il Focus 2022 analizza dati e storie del 2021, anno in cui, a livello nazionale, i reati contro l’ambiente non scendono sotto il muro dei 30 mila illeciti con 30.590 casi accertati totali e una media di quasi 84 reati al giorno. In aumento gli arresti nei confronti di chi compie questi reati. Sono invece 59.268 gli illeciti amministrativi contestati. Sommati ai reati ambientali, raccontano di un Paese dove vengono accertate ogni ora circa 10 violazioni di norme poste a tutela dell’ambiente.

Ad agevolare questi reati c’è lo strumento della corruzione: a dimostrazione di ciò, sono ben 115 le inchieste censite dal 16 settembre 2021 al 31 luglio 2022, con 664 persone arrestate, 709 persone denunciate e 199 sequestri. Tutto ciò si traduce come “bottino” per la criminalità che nel 2021 è riuscita a fatturare illecitamente 8,8 miliardi di euro.

Per ciò che concerne la Puglia, la regione è terza nella graduatoria alle spalle di Campania e Sicilia, per reati ambientali consumati con 3042 casi accertati (il 9,9% del totale nazionale), 2714 persone denunciate, 62 arresti (seconda in questa classifica) e 65 sequestri (in terza posizione). Tali dati sono in calo rispetto a quelli registrati nel 2020 e questo è l’unico elemento positivo dell’indagine, poiché rientrare in questo podio non è certo motivo d’orgoglio.

Le province di Bari e Foggia sono rispettivamente al sesto e nono posto con 789 e 651 reati accertati. Lecce con 501 reati si colloca al 13esimo posto nazionale, migliori le posizioni di Taranto, Barletta- Andria- Trani e Brindisi. Nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento, la Puglia si conferma al terzo posto con 1.033 reati (il 10,9% sul totale nazionale), 1.070 persone denunciate, nessun arresto e 320 sequestri effettuati.  A livello nazionale, Foggia, Lecce, Bari, e Taranto sono rispettivamente al nono, decimo, tredicesimo e diciannovesimo posto. Invece, nel ciclo illegale dei rifiuti la Puglia scende al quarto posto. Inoltre, a proposito di questo reato, nella classifica che inquadra gli incendi negli impianti di trattamento, smaltimento, recupero dei rifiuti la Puglia si colloca settima con 95 roghi negli impianti.

Infine, per quanto riguarda i reati contro la fauna e il racket degli animali (bracconaggio, commercio di fauna protetta, tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo, norme contro il maltrattamento degli animali, ecc.), la Puglia si conferma al secondo posto con 588 infrazioni accertate (il 9,5% sul totale nazionale).

Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia, ha commentato la situazione: “Anche per quest’anno la Puglia è stabile sul podio nella classifica nazionale dell’illegalità ambientale con Bari, Foggia, Lecce e Taranto tra le 20 province italiane più colpite dai reati. Quello delle ecomafie è un tema che deve essere sempre più raccontato nei territori, affinché ci sia sempre più coscienza che tale fenomeno può essere combattuto con le forze dell’ordine, con le istituzioni e soprattutto con i cittadini. Questi ultimi devono essere i veri protagonisti del cambiamento attraverso la loro voce che deve farsi sempre più forte, deve farsi sentire perché è nel silenzio che l’ecomafia può proliferare. Questi dati sono frutto dell’incessante lavoro di donne e uomini che quotidianamente sono direttamente nei territori per tutelarli, ed è a tutte le forze dell’ordine che va il nostro ringraziamento e plauso”.

Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani ha dichiarato :”Il quadro che emerge dalla lettura del nostro Rapporto Ecomafia 2022 continua a essere preoccupante. È fondamentale non abbassare la guardia nei confronti degli eco criminali, ora più che mai.”

Ciafani ha ribadito di aver presentato ben dieci proposte di modifica normativa, nella convinzione che quel percorso di civiltà, iniziato con la legge sugli ecoreati e proseguito quest’anno con l’introduzione della tutela dell’ambiente tra i principi della nostra Costituzione e con l’inserimento dei delitti contro il patrimonio culturale, possa proseguire anche in questa legislatura: “Noi – ha affermato – verificheremo sulla base dei fatti se a quel voto favorevole, sostanzialmente all’unanimità a favore dell’ambiente in Costituzione, seguirà un percorso coerente nella XIX legislatura per una seria ed efficace lotta ai cosiddetti ‘ladri di futuro’”.