Il Perugia tra gioco offensivo e grandi ambizioni

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logo perugiaIl Lecce si appresta ad affrontare il Perugia al “Renato Curi” in una partita delle più difficili che potesse capitare alla compagine giallorossa, ancora inchiodata allo 0 in classifica. La squadra umbra, per ora a quota 4 punti, rimane sempre uno dei “top team” del girone B di Prima Divisione, facente parte del novero delle squadre pronte a cercare la promozione diretta.

Paradiso, inferno, purgatorio – Materazzi, Nakata, Miccoli, Grosso, Vryzas, Ravanelli, Ze Maria. Il Perugia, come molti di voi ricorderanno, ha scritto molte pagine importanti del calcio italiano a cavallo tra gli ultimi anni Novanta ed i primi Duemila: la più bella per gli umbri, noti anche per l’allora patron Luciano Gaucci, è datata a cavallo tra le stagioni 2002-03 e 2003-04 con i Grifoni vittoriosi nella Coppa Intertoto e con il conseguente pass per la Coppa UEFA 2004.

Nella seconda competizione europea per club gli umbri, con alla guida Serse Cosmi, ebbero la meglio su Dundee ed Aris Salonicco ma cedettero il passo poi al terzo agli olandesi del PSV Eindhoven. L’avventura in UEFA segna il punto più alto della storia del Perugia, punto che poi sarà seguito da una parabola a discesa verticale. La stessa stagione 2004 vede infatti la retrocessione del Perugia, avvenuta a seguito dello spareggio con la Fiorentina, piazzatasi sesta in quell’anomalo campionato di B a 24 squadre, non senza moltissimi strascichi polemici. La cadetteria per gli umbri è resistita solo nella successiva stagione, caratterizzata dallo stop ai playoff contro il Torino. Seguirà quindi il fallimento e la nascita di un nuovo sodalizio societario che, sfruttando il benefici del Lodo Petrucci, è ripartito dalla C1. Le stagioni in terza serie dal 2006 al 2010 non sono esaltanti ed, a parte una semifinale playoff persa con l’Ancona, non vedono i perugini concorrere per il ritorno in cadetteria. Nel 2010 il secondo tonfo finanziario: il Perugia Calcio, a seguito di insolvenze, viene dichiarato fallito e non si iscrive al campionato di Prima Divisione. Il testimone del calcio nel capoluogo umbro viene preso dall’Associazione Dilettantistica Perugia Calcio (poi Associazione Perugia Calcio dal ritorno tra i pro) che riparte dalla serie D nella stagione 2010-11. Non più San Siro, Marassi od il Philips Stadion, la nuova realtà è fatta dal Turri di Scandicci, dal Martelli di Todi e dal Comunale di Spoleto. In ogni caso l’adattamento è fulmineo e la stagione in quinta serie è una cavalcata trionfale con il campionato concluso a 74 punti, 12 lunghezze in più della seconda Castel Rigone. L’anno successivo non cambia la storia nonostante il campionato sia quello di Seconda Divisione: Perugia schiacciasassi e conclusione in testa a quota 87 (7 punti dal Lamezia terzo) e promozione il Prima Divisione assieme al Catanzaro. Il campionato scorso sembrava proseguire questa favola, nonostante l’avvio infausto con in panchina l’ex portiere Battistini poi sostituito da Andrea Camplone, ma, dopo il campionato chiuso al secondo posto dietro all’Avellino, i playoff non hanno sorriso agli umbri infatti è il Pisa ad avere la meglio nel doppio confronto grazie ad un gol nei minuti di ritorno della sfida di ritorno del “Curi” realizzato da Favasuli.

Ambizioni per ritornare fra i grandi – La stagione corrente, che in estate ha visto il passaggio della società nelle mani dell’unico presidente Santopadre, ha visto l’esonero anzitempo di Cristiano Lucarelli, uomo scelto dal presidente per la guida della squadra per questa stagione. La fine del rapporto con l’ex “99 amaranto”, sancito a seguito di divergenze tecniche, ha visto il ritorno in panchina di Andrea Camplone, predicatore del calcio offensivo e del gioco sulle ali offensive. La campagna estiva della società umbra ha registrato un decisivo rafforzamento dell’organico: alle cessioni per fine prestito dei giovani Politano (ritorno alla Roma), Ciofani (Parma), Cangi e Gennaro Esposito (Verona), Lebran (Parma) e Giani (Vicenza) sono seguiti gli acquisti delle punte Eusepi, Mazzeo, Sprocati (in prestito dalla società ducale) e Roberto Insigne, fratello minore di Lorenzo Insigne stella del Napoli. Gli altri reparti sono stati puntellati bene con Filipe (l’anno scorso in A col Siena), Vitofrancesco, Moscati e la promessa 18enne Bijmine  a centrocampo e l’ex Sini, i giovanissimi in prestito Barison (Varese) e Conti (Atalanta) e l’ex stabiese Gennaro Scognamiglio al centro della difesa. Camplone dispone quindi di una squadra attrezzata e con una rosa abbastanza lunga per ambire al sogno della Serie B diretta.

Ricerca di riscatto dopo il passo falso – Domenica scorsa, il Perugia è incappato nella prima sconfitta stagionale in quel di Grosseto, con i maremmani bravi ad imporsi per 2-0. Il bottino del Perugia rimane quindi fermo a 4 punti, grazie al pari di Nocera ed alla vittoria nella sfida regionale con il Gubbio. I ragazzi di Camplone però hanno già effettuato il turno di riposo. La sconfitta di Grosseto ha fatto scattare i primi campanelli d’allarme nel capoluogo umbro, a cercare di calmare la piazza sono poi intervenuti i calciatori Mazzeo e Moscati che, in conferenza stampa, hanno focalizzato i punti cardine della sconfitta nelle loro cattive prestazioni personali. Il maggiore mea culpa è stato recitato dall’attaccante ex Nocerina che, reo di un errore dal dischetto in Maremma, ha letto la sconfitta menzionando anche le numerose palle gol costruite dagli umbri. Per il pronto riscatto il Perugia sarà quindi opposto al Lecce di Lerda. Per far fronte alle alchimie tattiche del tecnico di Fossano Camplone schiererà i suoi uomini con un 4-3-3 ampio che sarà deputato a coprire tutte le parti del campo. La difesa a quattro davanti al portiere Koprivec, che ha giocato la serie B con la maglia del Gallipoli, dovrebbe godere dell’operato dei centrali Scognamiglio e Massoni, in ballottaggio con il capitano Gianluca Comotto reinventato centrale ed al ritorno dopo un lungo infortunio. A completamento del pacchetto arretrato ci saranno i terzini Daffara, favorito su Conti, e Sini. A centrocampo la regia dovrebbe essere mercede del brasiliano Filipe, ai suoi lati opereranno poi le mezzale Vitofrancesco, ex Grosseto che all’occorrenza può essere utilizzato come terzino, e Moscati, giovane di proprietà del Livorno. In seconda battuta non sarebbe da escludere l’apporto di Nicco e Bijmine. Davanti l’attacco vede a destra il continuo ballottaggio tra Sprocati e Mazzeo, freschezza contro esperienza, ed a sinistra l’ala Fabinho largamente favorito su Insigne jr. Al centro il bomber sarà l’ex varesino Eusepi, già due gol nei 265 minuti precedentemente disputati.

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