Lecce-Lupa Roma: le pagelle. Leader Moscardelli, sorriso Doumbia

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Finale Lupa RomaLecce – Con (fin troppa) sofferenza, il Lecce ritorna alla vittoria dopo sette giornate. Il successo per 2-1 contro una Lupa Roma in crisi di risultati restituisce un sorriso tirato ai supporters giallorossi, dopo frutto di una partita cominciata benissimo dal Lecce, bravo a mettere subito alle corde i ragazzi di Cucciari, e continuata così così per un calo innescato anche dalla svolta della Lupa Roma, brava a riordinarsi dopo gli schiaffoni iniziali presi dalla banda di Pagliari, vibrante e fluida nelle sue azioni offensive.

La vittoria, meritata ampiamente ai punti, è stata ottenuta comunque con qualche difficoltà nel finale che, come detto da Pagliari nel post partita, ha fatto riapparire qualche scheletro nell’armadio delle paure di un gruppo che fatica ancora a chiudere anzitempo le partite. Il cambiamento di rotta dei capitolini è stato impresso da Luciano Leccese, match-winner all’andata, un martello continuo che ha battuto la difesa del Lecce, meno in difficoltà nel contenimento del duo iniziale “pesante” Del Sorbo-Tulli. L’MVP di giornata è stato Davide Moscardelli, leader offensivo di una squadra che tenta di crescere per recuperare un campionato dove la distanza dalla vetta recita ancora un “-8” dalla vetta, rappresentata sempre dal Benevento, vittorioso nel derby casalingo contro l’Ischia.

Caglioni 5: L’errore sul tiro-cross di Bariti al 38’ del primo tempo poteva costare caro, dato il posizionamento non perfetto e quasi protratto verso l’uscita del portiere di Seriate. A differenza del match contro il Lamezia, non è chiamato a compiere miracoli difensivi, ma qualche uscita bassa sui frequenti cross al centro poteva essere concretata meglio.

Lepore 6,5: Ritorna da terzino, ruolo coperto con molti successi l’anno scorso con la Nocerina, e gioca una partita gagliarda ed intensa per tutti i 90′, sbarrando la strada agli avversari e proponendosi in quasi tutte le occasioni di marca leccese. Ha il destro caldo fin dal 1′, ma gli applausi scroscianti partono ad ogni intervento, perfetto per tempismo, in cui recupera palla ribaltando l’azione del Lecce. Le sue braccia tese verso la Curva Nord sono quelle di un “ragazzo ultrà” fortunato a vestire la maglia del proprio cuore.

VinetotVinetot 6: L’inedita coppia di corazzieri composta dal francese e da Abruzzese ha funzionato bene, reggendo al crash test, in verità non totalmente probante, proposto dall’attacco capitolino. Inizialmente, i due arieti laziali non riescono quasi mai ad entrare in area, sventati dalla contraerea giallorossa. Qualche difficoltà arriva poi dopo l’ingresso di Leccese, sgusciante e pronto sempre a far male. L’ex Crotone presidia bene la sua zona di competenza e nel finale si lancia in un’azione entusiasmante non seguita dai compagni d’attacco.

Abruzzese 6,5: Rientra al centro della difesa ed incolla i pezzi di un reparto traballante. L’andriese chiude tutte le vie a Tulli e, quando nella ripresa la Lupa Roma fa paura, è sempre poi a pulire l’area su tutte le palle al centro scagliate dall’asse sinistro capitolino, frizzante dopo l’ingresso di Felipe Curcio. Imperioso ed elegante.

Lopez 6: Comincia benissimo, arriva sul fondo che è una bellezza mettendo al centro palle interessanti che fanno scattare l’allarme rosso alla difesa capitolina. Spesso, in avvio di partita, le sue veloci intuizioni condivise con Abdou Doumbia fanno rivivere quell’asse imprendibile che ha fatto la fortuna del Lecce nella scorsa stagione. Nella ripresa si trova, forse involontariamente, protagonista in negativo nell’episodio che porta al rigore realizzato da Raffaello, con il veniale contatto su Leccese. Bene anche sugli spioventi avversari.

Carrozza 5: La nota stonata dello spartito leccese. A differenza della partita con il Lamezia, ci mette di più sul piano dell’agonismo, ma il risultato stenta ad arrivare in termini di presenza sottoporta, e la conseguenza più ovvia è un Carrozza a tratti fuori dal match. Ha sui piedi l’occasione buona per mettere la sua firma sul gol, ma nell’azione del 2-0 si fa murare da Rossi prima del tap-in di Moscardelli. Ha bisogno della scintilla che inneschi il suo immenso talento.

 (15’st Sacilotto 6: Entra e si mette davanti alla difesa a dispensar palloni utili per le ripartenze concluse male per un colpo del k.o che non arriva mai.  )

Salvi 6,5: Vince il ballottaggio con Sacilotto e dà un altro tenore all’intensità del centrocampo. I compagni possono contare su di lui per ogni appoggio, data l’ampia maturità tecnico-tattica che il romano sta acquisendo nello scacchiere giallorosso. Randella di più nella seconda parte di partita, non risparmiandosi in qualche buona apertura che taglia perfettamente il campo. Finisce la partita nell’inedito ruolo di centrocampista destro, a riprova dello spirito di sacrificio che lo contraddistingue.

Papini 6: Pilota automatico innestato e via, il Papo c’è senza strafare. Pattuglia bene la sua porzione di campo e pressa bene il portatore avversario quando i suoi sono leggermente scoperti. Peccato per la testata finita alta sul corner di Lepore. Va bene il compitino fatto oggi, ma quando non c’è si sente la mancanza.

Doumbia 6,5 Si muove a due facce, come il Lecce di oggi. Nel primo tempo, quasi da solo, costringe la Lupa Roma agli straordinari sulla zona sinistra del campo. L’assist di esterno per il gol del vantaggio è poi una perla di rara bellezza. Serviva un suo acuto, per il bene di un ragazzo sempre troppo altalenante e per la squadra, affidatasi spesso a lui nelle frequenti azioni offensive di giornata. Oggi ha dispensato palloni in quantità industriale.

Miccoli MoscaMiccoli 6: L’intesa con Moscardelli comincia a portare i primi frutti. Il capitano e il Mosca si cercano, e si trovano, spesso e volentieri. Gli assist del “Romario del Salento” però non sono stati accompagnati dal gol, mancato un po’ grossolanamente con un colpo di testa tirato su Rossi.

 (15’st Della Rocca 5,5: Entra già con addosso il fardello della diffidenza del pubblico del “Via del Mare” ma tenta in qualche modo il personale riscatto, che non avviene dati i pochissimi palloni toccati dall’ex Cremonese. Una sola occasione al 41’, con un colpo di testa finito alto da buona posizione, in una mezz’ora sommariamente incolore.)

Moscardelli 7,5: Una doppietta importante in una partita spinosa e con tutto da perdere alla vigilia. Davide Moscardelli si riprende prepotentemente il Lecce con i due gol che regolano la Lupa Roma, punta di un iceberg fatto di una prestazione totale, chiusa anzitempo per una botta alla caviglia patita dopo un calcio di punizione. Il gol dell’1-0, portentoso per esecuzione, trasmette a tutti la grinta e il vigore dell’ex Bologna, venuto a Lecce per essere ancora decisivo. Il Re Mida del momento è lui.

(37’st Bogliacino SV)

All. Pagliari 6,5: L’avere qualche tassello in più a disposizione ha permesso la costruzione di una squadra a sua immagine e somiglianza, intensa a metà campo e fantasiosa davanti con i due “tenori” Miccoli e Moscardelli. Gestisce bene il posizionamento dei giocatori “fuori ruolo” (Lepore e Salvi) e legge bene la partita, dando un altro volto ai suoi con il doppio cambio dopo il 2-1 avversario. L’avvicendamento che ha portato in campo Della Rocca sarebbe stato letale per gli avversari con un “corridore” capace di aggredire gli ampi spazi lasciati dalla Lupa Roma, ma il capitale umano da cui può attingere ora è questo; l’inserimento di Della Rocca va letto con l’intento di sfruttare le abilità da centroboa del brindisino, cercando di catalizzare gli inserimenti dalle retronvie. L’invito che la Curva Nord ha inoltrato alla società di rafforzare l’organico non deve restare incompiuto. Pagliari ha bisogno di qualche innesto.  

Gli avversari: Lupa Roma

Rossi 6

Pasqualoni 6

Cascone 5

Conson 5,5

(42’st Tajarol SV)

Bariti 6,5

Capodaglio 6

Cerrai 5,5

Raffaello 6

Faccini 5

(15’st Curcio 6,5 )

Tulli 6

Del Sorbo SV

(13′ Leccese 7)

All. Cucciari 6,5

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