L’analisi: un punto strappato in attesa del big-match

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lecce perugiaLecce – Un punto prima della settimana più importante del campionato: lo 0-0 maturato al “Ceravolo” di Catanzaro allunga la striscia positiva del Lecce a quota sei risultati, ma lascia un po’ di amaro in bocca a seguito dell’espulsione di Papini, episodio sanzionato troppo severamente dall’arbitro Rapuano che ha quasi spento tutte le velleità offensive salentine. Il Catanzaro, compagine ordinata e solidissima in difesa, ha avuto la più grossa occasione del match con il palo di Russotto in conclusione di primo tempo; il legno colpito dall’esterno ex Treviso ha rappresentato però l’unica reale occasione per le Aquile catanzaresi, poco pericolose dalle parti di Perucchini a seguito della bella prestazione della difesa salentina, brava ad annullare Giordano Fioretti.

Va bene così Il pareggio a reti bianche di ieri ha rispecchiato in toto il leitmotiv tattico previsto alla vigilia: Lecce deputato alla costruzione del gioco contro un Catanzaro, in leggera crisi di risultati, attendista e guardingo nelle ripartenze. La squadra di Lerda non è stata brillante come in altre uscite perché ha patito l’insufficiente partita delle sue fonti di gioco di centrocampo, sia per i continui errori in fase di appoggio, sia per l’ottimo lavoro della mediana catanzarese, caratterizzata dalla corsa e dalla sostanza di Vitiello, Marchi e Benedetti. Le condizioni atmosferiche non hanno aiutato il Lecce, impossibilitato ad optare per lanci lunghi nei primi 45′ a causa del forte vento. In questa difficile cornice Franco Lerda ha comunque cercato di macinare gioco alla ricerca del successo, affiancando Zigoni a Miccoli a inizio ripresa e inserendo Beretta al posto di Ferreira Pinto per un assalto finale anche in 10 contro 11. Il Lecce si è trovato in inferiorità numerica attorno all’ora di gioco a seguito di un episodio a dir poco discutibile: il fallo tattico di Papini su Germinale, valutato troppo severamente dall’arbitro, ha costretto Lerda a rompere forzatamente la coppia Miccoli-Zigoni, con De Rose in campo al posto del capitano. Nel finale il forcing dei giallorossi calabresi è stato molle e infruttifero, con le sole occasioni velleitarie partite da Germinale e da Tortolano.

Con qualche sorpresa La quarta giornata di ritorno ha visto il controsorpasso del Perugia che è ritornato al primo posto della classifica. Il Grifo di mister Camplone, impostosi sul Grosseto nell’anticipo di campionato, supera il Frosinone; i ciociari sono attori protagonisti della sorpresa della giornata, infatti, al “Puttilli” di Barletta sono gli uomini di Orlandi a spuntarla grazie ad un 2-1 maturato al 90’ con il gol della rientrante punta barlettana Lamantia dopo l’iniziale vantaggio laziale di Blanchard ed il pari di Ilari. In zona playoff si rifanno sotto il Pisa e L’Aquila, brave a ridurre il gap con il Lecce grazie alle vittorie contro Nocerina ed Ascoli: 0-2 in scioltezza (gol di Arma e Favasuli) per i neroazzurri toscani al “San Francesco” di Nocera Inferiore e 2-1 sul gong finale (firmato ancora da Pomante dopo il vantaggio di De Sousa ed il pari di Colomba) casalingo per gli abruzzesi sull’Ascoli. In coda al treno playoff risorge il Pontedera, grazie alla vittoria interna per 2-0 raggiunta sulla Salernitana con la segnatura di Arrighini e l’autorete di Siniscalchi. Il Prato scende al nono posto e chiude la zona playoff: i Lanieri, in crisi dopo il bellissimo girone d’andata, incassano la sconfitta al “Barbetti” di Gubbio, dove i rossoblù si impongono per 1-0 con il gol del neoacquisto Falzerano. In coda alla classifica la Paganese, sempre più ultima, è sconfitta dall’Esperia Viareggio in decisa risalita: al “Torre” di Pagani i versiliesi s’impongono in scioltezza con uno 0-3, firmato da Romeo, Pizza e Benedetti, che non lascia repliche agli azzurrostellati, incapaci di arrivare alla rete. 

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