Juve Stabia-Lecce: le pagelle. Martinez baluardo, peccato Carrozza

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martinezCastellammare di Stabia (Na) – Il Lecce esce indenne dall’ottovolante del “Romeo Menti” di Castellammare. L’1-1 finale con il quale le due squadre raccolgono entrambe un punto è però frutto di una partita dalle due facce: tatticamente perfetta e quasi di scacchi nel primo tempo e poco adatta ai deboli di cuore nella ripresa, con occasioni che si sono avvicendate in un tourbillon di emozioni da una parte e dall’altra. Il pari è nel complesso meritato per entrambe le compagini.

Il Lecce ha prodotto di più nella ripresa, ma la Juve Stabia ha fallito l’occasione più ghiotta, con il palo colpito da Samuel di Carmine a tu per tu con Caglioni al minuto 80. Lerda conferma il 4-3-3, anche a causa delle numerose assenze, e imposta bene gli assetti difensivi opposti al 4-4-2 stabiese. Ripa e Di Carmine si cambiano spesso di posizione ma le due squadre, propositive ed intenzionate a far gioco, si annullano a vicenda, riducendo al minimo le palle gol. I campani hanno inizialmente un maggior dominio territoriale, ma quando il Lecce parte in contropiede fa male. Moscardelli e Carrozza tengono in scacco la retroguardia di Pancaro e il gallipolino, fermato sempre in modo duro, non riesce a inquadrare la porta da calcio piazzato. CaglioniIl secondo tempo, dopo un iniziale calma, è una corrida. Al 56’ Mannini imbecca bene Doumbia che colpisce male di testa, due minuti dopo Moscardelli trova la parata di Pisseri e al 59’ Caglioni deve rispondere da campione su Di Carmine lanciato a rete. Pancaro passa al 4-3-3 per cercare il bottino pieno, ma al 65’ assiste al vantaggio leccese: Carrozza illumina per Moscardelli che, davanti al portiere ex Gubbio, si dimostra freddo e insacca. Parziale riscatto per il gallipolino, reo di un errore un minuto prima su lancio del “Mosca” quando si fa recuperare da Pisseri già a terra. Il Lecce è rinvigorito dal gol, sembra in palla, ma al 72’, dopo l’ennesima chiusura di Martinez, arriva il pari in mischia di Romeo, più lesto di tutti a girare il pallone in rete. Basta così? Macchè. Sacilotto, al 75’, va due volte al tiro in un minuto, non trovando lo specchio e al 76’ Carrozza si vede parata l’ennesima intuizione offensiva. Lo Stabia, con Caserta e Gammone in campo, risponde alla grande con il palo di Di Carmine, occasione simbolica della qualità in fase offensiva. Vella all’82’ e all’83’ spara alto, il Lecce arretra il proprio baricentro ma non crolla grazie al vigore dei suoi due centrali: anche Abruzzese mette la sua firma in questa partita, salvando da campione al 91’ ancora sulla punta ex Gallipoli.

Caglioni 6: La moria di occasioni della prima frazione di gioco lo limita allo stretto necessario. Un leggero calo di concentrazione gli fa sbagliare il tempo dell’uscita alta al minuto 31, ma Abruzzese ci mette una pezza. Il riscatto del portiere di Seriate è pero sontuoso: la parata di piede sul tiro di Di Carmine è un prodigio di riflessi e posizionamento preliminare.

Mannini 6,5: Una sicurezza, soprattutto in trasferta quando le sue folate offensive e i suoi falli guadagnati, a tratti ricavati proprio dal nulla, sono una manna dal cielo per il Lecce. Il cliente di oggi, l’insidioso Bombagi, è ridotto ai minimi termini e nel secondo tempo c’è anche spazio per molte discese offensive che meriterebbero una migliore conclusione. Sarà difficile per D’Ambrosio il ritorno da titolare con un Mannini così.

Martinez 7: Mr Fantastic dei Fantastici Quattro è qui. Come il celebre personaggio dei fumetti Marvel, il costaricense è il leader del quartetto difensivo odierno. Arriva ovunque, di piede di testa e di prepotenza. Per informazioni chiedere a Gammone (stoppato al minuto 79 con un salvataggio acrobatico) e Di Carmine (ritrovatosi con la porta sbattuta dal “Tuma” otto giri di lancette prima). Non gli riesce il miracolo sul rimpallo che favorisce il gol di Romeo, ma la partita rimane di quelle da supereroe appunto.

AbruzzeseAbruzzese 6,5: Se Martinez è l’uomo di gomma del pacchetto arretrato giallorosso, il difensore andriese è “La Cosa”. Esce sempre indenne dai continui corpo a corpo con Ripa, inducendo gli stabiesi a cercare, e ahinoi riuscire, a creare pericoli per il Lecce dalle fasce laterali e sui calci piazzati. Salva bene nel primo tempo in più occasioni, e dopo un secondo tempo passato a controllare l’insidioso e mobile Di Carmine, ci mette tutto il suo tempismo nel salvataggio decisivo al minuto 91’, intervento utile ad evitare una vittoria che sarebbe stata immeritata per le Vespe.

Donida 6,5: Gioca tranquillo, ha fiducia nei suoi mezzi e non disdegna qualche percussione in più. Si sovrappone spesso con Carrozza, aiutando visibilmente le idee offensive dell’ex Spezia, e dietro non eccede in giocate leziose e fuori dal comune, preferendo sempre una sana palla sparata in tribuna ad un rischio in più. Quotazioni in salita per ogni sostituzione di Lopez.

Lepore 5,5: Si sacrifica per la causa giallorossa occupando lo scomodo ruolo di mezzala destra prima, e di mezzala sinistra poi dopo l’inversione ordinata da mister Lerda nella ripresa. Non trova il guizzo giusto sui calci piazzati, ma corre tantissimo e raddoppia più volte sulla pericolosa fascia destra stabiese dove Cancellotti e Vella hanno giocato in modo vigoroso e continuo.

(74’ Della Rocca 5,5: Entra per dare quella profondità offensiva vitale nei minuti finali, e per sfruttare qualche palla vagante su calcio piazzato, ma nell’unica occasione capitatagli è poco cattivo. All’81’ poteva aggredire meglio il pallone servito, guarda caso, da Carrozza che è finito per innescare un flipper favorevole a Migliorini e Pisseri.)

Filipe 6: Meglio dopo il vantaggio. Lo sbilanciamento offensivo della Juve Stabia gli permette di godere di una maggiore visuale offensiva, con tantissimi corridoi aperti per Moscardelli e Carrozza che non sono riusciti a raddoppiare. La sua partita è nel complesso ordinata e non cattiva, salvo quell’errore che ha acceso una ripartenza stabiese dove la difesa leccese si è ritrovata costretta al fallo. I due centrali di centrocampo delle Vespe, Jidayi e La Camera, non gli consentono un continuo tambureggiare per vie centrali, pertanto per lunghi tratti di match il gioco del brasiliano è limitato perlopiù a tocchi semplici.

Sacilotto 6: Inizialmente lezioso e ingenuo, finisce facilmente nella morsa dei marcatori gialloblù che gli sbarrano la via ad ogni idea. Con il passare dei minuti, però, le sue intuizioni trovano la complicità dei compagni e gli ingranaggi cominciano a girare. Il cambio di posto con Checco Lepore poi continua il suo piccolo riscatto. Nella ripresa è più “cattivo” in fase di rottura delle idee stabiesi e al 75’, per due volte, cerca il sigillo personale. Va un po’ in debito nel finale, lasciando un po’ di spazio ai dirimpettai.

CarrozzaCarrozza 6: Meglio da assistman che da realizzatore. Ogni azione offensiva del Lecce passa per i suoi piedi e per i suoi cambi di passo. Nel primo tempo discute, giustamente, con l’arbitro Giovani per una punizione velenosa fatta battere con la barriera a distanza dimezzata, in barba a bombolette e regole ormai strette. Dal 50’ in poi il suo one-man-show da croce e delizia. Prima si divora il vantaggio cercando di scartare Pisseri che lo recupera con un colpo di reni, poi serve su un piatto d’argento il pallone al “Mosca” per il gol e infine tenta di rifarsi con un’azione solitaria dove si sarebbe potuto guadagnare un calcio di rigore nell’uno contro uno con Romeo prima di ritrovare i guanti del portiere ex Gubbio. Illumina tantissimo, fa sì impazzire le difese avversarie, ma la partita di oggi la ricorderà per qualche errore di troppo sottoporta. I suoi errori sono pesanti, ma in ogni partita dimostra la sua superiorità tecnica.

Moscardelli 6,5: Continua a segnare ancora lui, “in barba” (con lui è il caso) a tutti i critici che lo accusavano di scarso impegno nell’inizio della sua esperienza leccese. Oltre al gol da prima punta consumata, realizzato con tanta freddezza dal centrosinistra dell’area stabiese, la sua partita è un continuo dispensare di gran giocate di ottima tecnica per Doumbia e per Carrozza, con il quale l’ex Bologna sembra parlare la stessa lingua degli elementi dai piedi buoni. A questo quadro aggiunge una voglia di far bene che è quella dei tempi migliori, e i recuperi in zona difensiva nel sofferto finale ne sono un segnale inequivocabile.

Doumbia 5,5: Torna a giocare dal 1’ dopo la partita da “apriscatole” contro la Casertana, ma non riesce a far girare bene il suo motore. Il suo colpo di testa “lisciato” al 56’ apre la corrida delle occasioni nella partita di oggi, match dove non riesce a superare il bravo Cancellotti che lo costringe a crossare dalla trequarti, con ovvi benefici minori per il cuore dell’attacco giallorosso.

(84’ Rosafio SV: Qualche minuto per sfruttare la sua freschezza tra le linee stabiesi.)

All. Lerda 7: Andare a Castellammare di Stabia e proporre il proprio calcio per lunghi tratti di partita non è un compito facile. Il Lecce ci è riuscito e se solo Carrozza, Doumbia e Sacilotto avessero avuto un pizzico di cinismo in più si sarebbe potuta festeggiare la prima vittoria in trasferta. Ridurre tutto a ciò sarebbe poco onesto, visto anche il palo di Di Carmine e il finale ok della Juve Stabia, ma il Lecce di oggi non ha avuto paura dell’avversario, neanche dopo il pari di Romeo. L’inserimento di Della Rocca per Lepore, attuato dopo due minuti dal gol del difensore delle Vespe, si deve leggere in questa direzione: il Lecce è sceso in campo sul sintetico del “Menti” per imporre il proprio credo nonostante le 7 assenze in tabellino. Oltre al buon risultato, un buon segnale per il futuro.

Gli avversari: Juve Stabia

Pisseri 6,5

Cancellotti 6,5

Romeo 6,5

Migliorini 6

Contessa 5,5

Vella 6,5

(85’ Nicastro SV)

La Camera 6

Jidayi 6

Bombagi 5,5

(55’ Gammone 7)

Ripa 6,5

(60’ Caserta 6)

Di Carmine 6,5

All. Pancaro 7

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