Nasce l’Associazione Culturale “Filippu e panaru”, in ricordo del giovane Filippo Fasanelli, scomparso a soli 19 anni

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Filippo FasanelliDomani sarebbero stati 27: Filippo Fasanelli, mio figlio, avrebbe compiuto 27 anni, riempendomi di orgoglio e di gioia. Il reparto di maternità dell’ospedale di Copertino, il giorno in cui venne alla luce, era addobbato in prossimità delle feste natalizie.
All’uscita dalla sala parto ci scortarono le cornamuse e due giorni dopo la sera della vigilia, portai il mio Bambinello a casa.

È stato sempre un bambino vivace, solare, sereno… Sorrideva sempre e non si poteva intuire da quel sorriso che la sua vita avrebbe avuto presto un triste epilogo. Aveva un’amica inseparabile, la sua moto, Pamela, ed un look da Renegade, con i suoi capelli lunghi ondulati, curatissimi che facevano invidia anche alle donne.

Da sempre appassionato di film di avventura, dopo la trilogia del Signore degli Anelli, iniziò a collezionare spade e quant’altro potesse farlo sentire un guerriero: lo era nella fantasia, ma anche nella vita, perchè quando fu colto dal terribile male, combattè  a testa alta fino alla fine, non perdendo il suo celestiale sorriso e l’amore della vita stessa che stava per perdere.

In omaggio a questa scrisse un inno che poi è diventato il suo epitaffio.

Ha frequentato il Liceo socio-pedagogico presso l’isituto “Pietro Siciliani”, dove gli è stata intitolata la palestra, finita di restaurare in quel periodo con una solenne cerimonia.

Vinse una borsa di studio all’istituto di fisica nucleare ed avrebbe dovuto iniziare un nuovo percorso, ma non fece in tempo: il 30 aprile si sarebbe dovuto presentare al Fiorini ma il 10 aprile 2007 venne meno, a soli 19 anni

In sua memoria ho organizzato nel tempo alcuni eventi per raccogliere fondi per il reparto di oncoematologia pediatrica di Lecce, che è stata la nostra seconda casa.

Ho appena costituito un’associazione culturale denominata “Filippu e panaru” dal duplice significato, quello intrinseco del dialetto salentino, e quello che fa chiaro riferimento a lui e al panaru, come contenitore di cultura. Presto sarà pubblicato un bando di concorso di poesia ove la sua ode alla vita sarà la bandiera e, come sempre, sarà l’occasione per devolvere il ricavato all’associazione che gestisce il reparto di onco-ematologia. Tutto ciò che faccio è per mantenere vivo il ricordo di mio figlio, perché nel mio cuore non morirà mai.

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