Nicola Arigliano, tra i murales, a Casalabate

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Il grande murales realizzato a Pisa dallo statunitense Keith Haring (1989) con i suoi colori rappresenta l’armonia e la gioia di stare insieme dei popoli e, non è un caso, se il titolo corrisponde a «TUTTOMONDO». Per chi non lo ha mai ammirato, il dipinto è realizzato sulla parete esterna della Chiesa di Sant’Antonio Abate, vicinissimo alla stazione ferroviaria. Il tema delle rappresentazioni pittoriche sui muri che ormai vanno sempre più diffondendosi in ogni angolo del mondo è talmente affascinante per rapidità e bellezza percettiva, anche per i messaggi che possono trasmettere.

Se Bruxelles è considerata una galleria d’arte a cielo aperto, a Dozza, in provincia di Bologna, ogni anno si realizza la Biennale del Muro Dipinto mentre, per la gioia dei più piccoli, la cittadina di Vernante, in provincia di Cuneo, per l’abbondanza e bellezza delle scene intorno alla storia del burattino di legno, è ormai conosciuta come il paese di Pinocchio. L’elenco delle nostre città e piccoli borghi ove sono presenti murales è talmente ricco che individuarne qualcuno ove non ce ne sia almeno uno è molto difficile. Spesso dietro queste pitture ci sono anche grandi artisti e non mancano esempi in cui essi si cimentano con importanti temi. Pur non parlando direttamente di chi realizza queste opere, a guardarle bene, in alcuni casi, sembra che a parlarci siano gli stessi muri.

Un esempio molto singolare nel Salento è rappresentato dai cosiddetti Murales Story di San Marzano in provincia di Taranto. Passeggiando per le strade di questa cittadina si ha l’impressione di vivere nel passato a contatto con i mestieri di una volta come, per esempio, lu furnaru o lu pescivendulu. Che dire poi quando vengono rappresentati personaggi che conosciamo: in questi casi, pensando ad una canzone interpretata da Celentano, si potrebbe affermare che l’emozione non ha voce.

Sarà perché la Puglia ha sempre avuto una grande tradizione con tutti i generi musicali e dato i natali a molti personaggi dello spettacolo che alla Marina di Casalabate è possibile ‘vedere’ molti dei nostri beniamini. Basta alzare lo sguardo per ‘incontrare’ de visu, dipinti su palazzi, o muri di abitazioni, tanti personaggi, quasi un album di famiglia. Ecco alcuni nomi: Renzo Arbore, Al Bano e Romina, Adriano Pappalardo, Tito Schipa e Domenico Modugno. Ma in questa kermesse esiste anche un grande murales che ritrae Nicola Arigliano con il suo I sing ammore, a volerci ricordare quel Canto only you per la sua terra e ognuno di noi.

Personaggio versatile e protagonista del suo tempo nel mondo del jazz, ma anche nella televisione e nel cinema. In questo contesto, lo vogliamo ricordare anche come illustre figlio del Salento (Squinzano, 6 dicembre 1923 – Calimera, 30 marzo 2010). In previsione dei prossimi dieci anni dalla scomparsa (2020), speriamo in iniziative significative per eternare la sua memoria.

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

1 COMMENTO

  1. Ringrazio di cuore il caro Amico M° Salvatore Dell’Atti per il bellissimo articolo riguardante zio Nicola.

    Franco Arigliano

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