Savino Tesoro: “Sono stanco, vado via”

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Lecce (di Gabriele De Pandis e Tommaso Micelli) – “Vado via, e lo faccio per accontentare tutti”. Un Savino Tesoro vulcanico, tramite una conferenza-fiume, preannuncia il suo disimpegno societario dall’Unione Sportiva Lecce a partire dal prossimo giugno. Era nell’aria, ma ad indurre l’imprenditore di Spinazzola verso questa scelta hanno contribuito molte ragioni, snocciolate quasi per argomento nell’incontro tenutosi in mattinata.

Stampa – “Accontento quella parte di stampa che giudica senza vedere le partite”. Così Tesoro ha aperto attaccando chi, a suo dire, giudica le vicende giallorosse senza averne i titoli: “Dal primo giorno che sono qui abbiamo avuto tutti contro. Accontento quindi i giornalisti che giudicano senza vedere un allenamento e i critici che vedo quando accendo la tv”.

Contestazione – L’analisi delle ragioni parte dalla contestazione di domenica: “Lo striscione sul vivaio è inappropriato, e lo dico per le seguenti ragioni: per diciotto ragazzi che si stanno facendo le ossa in giro per l’Italia, abbiamo registrato due vendite che di certo non hanno fatto fortuna; Di Mariano è riserva nella Primavera della Roma e Todisco è panchinaro a Mantova. La contestazione di domenica, nonostante sia stata sbagliada per modi, tempi e luoghi e per il fatto che non sia stata volta a migliorare la squadra, non cancella tutta la riconoscenza che ho per il sostegno alla squadra. La nostra esperienza un fallimento? Siamo arrivati a giocarci due finali, probabilmente non siamo stati bravi a vincerle”.

Politica – Lo scetticismo dell’ambiente salentino ha anche giocato un ruolo importante: “Avrei lasciato comunque, a prescindere dalla contestazione, ma ho notato qui è stato anche l’ostilità della politica. Vorrei parlare di Antonio Gabellone (Presidente della Provincia di Lecce, ndr), mi invitò in Provincia tre anni fa e da lì non l’ho più rivisto; ora mi auguro che lui, persona degnissima e capace, si faccia promotore del prossimo passaggio di proprietà, magari revisionando i conti per il prezzo di cessione, dato che la classe politica ci tiene al Lecce più di me”.

Passione – Tesoro ha poi sottolineato l’assenza di ulteriori interessi commerciali al di là del calcio in quest’avventura leccese: “Io sono venuto senza nessun interesse, non avevo niente da chiedere, non mi è stato dato niente ma mi è stato tolto qualcosa. L’ho fatto per passione, quest’avventura ha coinvolto molto tutta la mia famiglia e, nonostante tutte queste controversie, andavo avanti perché avevo gran parte di tifo vicina. Ora tutto mi è passato. Ci tengo a sottolineare che le mie non sono dimissioni, da oggi fino alla fine del campionato sarò più operativo e più arrabbiato, sportivamente parlando. Abbiamo ottimi mezzi per fare un ottimo campionato, arrivare ai playoff e magari raggiungere il traguardo”.

Numeri – A chi gli rinfaccia di aver preso il Lecce gratuitamente, Savino Tesoro risponde citando un po’ di dati relativi alla sua gestione: “Si dice che abbia rilevato il Lecce gratuitamente ma non è propriamente così. Quando sono arrivato ho trovato una serie di giocatori di serie A con ingaggi da Serie A, avremmo dovuto dividere i costi di gestione con la passata proprietà ma del milione e mezzo che mi spettava non ho visto un centesimo. Nel primo anno della mia gestione ho speso 8 milioni, nel secondo i costi fissi sono scesi a 2 milioni. Prima il monte ingaggi era di 5 milioni, adesso è di 3. Ho pagato quasi un milione di tasca mia per Cipollini, Grassani, Osti e per le spese legali. Ho pagato sempre tutto in anticipo: stabilite voi quanto ho pagato il Lecce”.

Gestione Familiare – Non ha paura Tesoro a difendere la scelta di una gestione di tipo familiare: “Ho un figlio molto capace e lo dicono i fatti reali. Dopo ogni sessione di mercato la stampa nazionale ci considera sempre tra i migliori. Tanti di voi dicono che mio figlio è un incapace, io dico che è il numero uno. Il calcio è fatto di episodi: tra Ferguson e Marotta nessuno dei due è stupido, eppure il primo ha ceduto al secondo Pogba per un milione di euro”.

Sempre presente – Tesoro non intende abbandonare la nave da un momento all’altro: “Al netto dei miei impegni lavorativi sarò molto più presente nella speranza di raggiungere la serie B. Sono venuto a Lecce per stare bene ma adesso non è così. Non voglio essere accettato solo perchè non ci sono alternative per questo ci sarò solo fino al 30 giugno”.

Prezzo – “Quanto costa il Lecce? Bisogna analizzare il bilancio: Lo stato patrimoniale deve pareggiare. Voglio che mi vengano rimborsati i debiti ma non speculare. Fallimento? Il Lecce non fallirà perchè non abbiamo debiti”.

Miccoli – Per concludere, Tesoro ha risposto ad una domanda sulla questione Miccoli:“Fabrizio ha chiesto un permesso di due giorni, è tornato e mi hanno detto che si sta allenando. Deciderà solo lui cosa fare del suo futuro. Comprerà il Lecce? Gli voglio bene e non glielo consiglio”.

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