Lecce, ti potevano fermare solo così

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L'arbitro AbissoFrosinone – Nella quindicesima giornata del campionato di Lega Pro, il Lecce fa a visita al Frosinone dell’ex Stellone per provare a continuare a ridurre il distacco che lo separa dalla testa della classifica. Il tecnico giallorosso Franco Lerda schiera il solito 4-2-3-1 confermando l’unici titolare che ha sconfitto il Grosseto ad eccezione di Diniz che, scontata la squalifica, torna al centro della difesa al posto di Vinetot e di Rullo scelto per sostituire, nella posizione di terzino sinistro, lo squalificato Lopez.

Dopo una sfuriata iniziale del Frosinone, è il Lecce ad avere la prima occasione per passare in vantaggio con Bogliacino che dopo un contropiede, al tredicesimo, prova la conclusione dai venti metri che sorprende e supera il portiere gialloazzurro Zappino ma si stampa sulla traversa.

Entrambe le formazioni riescono a chiudere bene gli spazi rendendo più difficili le iniziative avversarie. Il Lecce, però, è in crescita e sblocca la partita, al diciannovesimo, grazie ad una bellissima azione: Bogliacino si disimpegna bene e allarga verso Doumbia che lascia il pallone a Rullo; il terzino napoletano lascia partire un cross basso che, dopo il velo di Amodio, arriva sul piede di Capitan Miccoli che porta in vantaggio il Lecce e mostra ai tifosi giallorossi del settore ospiti il suo ‘you can’t see me‘.

Dopo essere passati in svantaggio, i padroni di casa provano a reagire ma trovano puntualmente l’attenta opposizione della retroguardia giallorossa che non corre grossi rischi anche grazie alla sicurezza tra i pali di Perucchini. Al trentacinquesimo minuto, però, il Frosinone ottiene un calcio di rigore a dir poco dubbio che Ciofani trasforma battendo Perucchini che intuisce ma non ci arriva. L’estrema punizione è scaturita da un presunto tocco di mano di Diniz che aveva subito un fallo da un attaccante avversario e comunque si trovava fuori dall’area di rigore.

Le recriminazioni continuano poco dopo quando un difensore del Frosinone si oppone con il braccio ad un tiro di Miccoli ma l’arbitro assegna solo il corner e ammonisce il capitano giallorosso per proteste. Il Lecce, comunque, c’è e sfiora il nuovo vantaggio con Melara che, servito da D’Ambrosio, prova la conclusione ma trova l’opposizione di Scappino che devia in corner con l’aiuto del palo. Tre minuti dopo, è ancora Zappino a salvare il risultato bloccando sulla linea un colpo di testa con cui Doumbia devia un calcio d’angolo battuto da Miccoli.

Il primo tempo si conclude, dopo i due minuti di recupero assegnati, sul punteggio bugiardo di 1-1 scaturito dal goal di Miccoli e da una serie di decisioni arbitrali su cui il Lecce ha molto da recriminare.

La seconda frazione di gioco inizia con il Lecce che fa girare bene il pallone. Al quarto minuto il Frosinone conquista un calcio di punizione da posizione favorevole che Blanchard spara sulla barriera. Sugli sviluppi della stessa azione, Ciofani anticipa Martinez (apparentemente in modo falloso) e batte Perucchini da posizione ravvicinata.

Lerda risponde inserendo Zigoni al posto di Doumbia con l’attaccante del Milan che va a fare la prima punta facendo arretrare Miccoli sulla trequarti con Bogliacino e Melara che si spostano rispettivamente sulle fasce destra e a sinistra.

Il Lecce, pur avendo visibilmente accusato il colpo, prova a reagire ma il Frosinone lascia pochi spazi e continua ad attaccare nel tentativo di chiudere la partita. Al diciannovesimo, comunque, i giallorossi conquistano con il neoentrato Parfait un calcio di punizione dai venticinque metri: sul pallone si presenta Miccoli che mira l’angolino ma Zappino vola e devia in angolo.

Al ventottesimo Rullo prova il cross dalla sinistra ma la difesa respinge il pallone che finisce sul destro di Miccoli che al volo manca di poco lo specchio della porta. Quattro minuti dopo, però, è il Frosinone a chiudere la partita con Ciofani che sfrutta una respinta corta di Perucchini ed insacca.

Dopo il terzo goal della squadra laziale, il Lecce è stremato e si spegne facendo scorrere, con pochi guizzi tra cui un’azione nell’extra time in cui colpisce due traverse che dicono tutto, il tempo fino al triplice fischio finale.

Il Lecce perde per tre a uno una partita che, per sessanta minuti, è stata a senso unico. Dopo la traversa di Bogliacino e il goal di Miccoli, il Frosinone pareggia con un rigore molto dubbio, viene graziato quando l’arbitro non concede ai giallorossi un penalty molto più evidente del primo e sfrutta il calo fisiologico dei salentini. Siamo in Lega Pro ed è tutto di serie C: le squadre, gli stadi e, volendo essere molto generosi, la stessa gli arbitri. Evitando ogni riflessione su questo sistema che, un tempo vanto di questa nazione, viene bocciato ripetutamente dai tifosi che svuotano ad oltranza gli stadi, preferiamo pensare a questo Lecce che, per sessanta minuti, è stato decisamente bello e ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per ambire a riconquistare sul campo quelle categorie dove tutto è più consono ai suoi livelli.

Preferiamo non commentare le parole dell’arbitro che, secondo quanto riferito da Diniz in conferenza stampa, avrebbe detto (il condizionale è d’obbligo) a Ciofani un inquietante “tranquillo, ti fidi di me?” e unirci alla frase di Miccoli che, sempre in conferenza, ha commentato con un secco “a me non va di essere preso per il c**o così“.

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