Novoli, il 26 e 27 novembre, ritorna in scena la commedia in vernacolo di Tonio Calabrese

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04Novoli (Le) – A grande richiesta ritorna “Alla salute! – Alla morte… nc’è rimetiu”, la brillante commedia in vernacolo scritta da Tonio Calabrese e portata in scena dal Gruppo Teatrale “Le sarmente” diretta da Gegè Spada.

Di fronte ai generosi consensi di pubblico e critica ottenuti dopo le rappresentazioni del 23 e 24 aprile scorsi, autore, regista e attori si sono ritrovati, dopo la pausa estiva, a soddisfare le numerose richieste di replica pervenute da più parti.

Così, sabato 26 e domenica 27 novembre, presso il Teatrino Parrocchiale “Maria SS. del Pane” – Novoli, alle ore 20 saranno riproposte al pubblico le vicissitudini della famiglia di Donatuccio Firroddha, un padre-padrone avvezzo al vino e al gioco, tanto da voler costringere la figlia maggiore a sposare un ragazzo, ahimè demente, vicino di casa. Questi, a sua volta, viene illuso da Donatuccio con il solo scopo di estorcergli mensilmente il denaro necessario a pagare i debiti di gioco e di “bevute” presso la putea te la Parma.

Fortunatamente, l’equilibrio familiare sarà mantenuto intelligentemente dalla moglie che, come tutte le donne, ne sa una più del diavolo: nel confronto tra vecchie e nuove generazioni, Maria Carizza non solo si opporrà alla richiesta delle figlie di divorziare in virtù della legge Fortuna-Baslini testé approvata in quegli anni, ma con la complicità di vecchi compari e amici di famiglia riuscirà, con un’esemplare punizione dantesca, per la legge del contrappasso, a far pentire sinceramente il marito e a fargli cambiare idea e stile di vita.  
Da qui il sottotitolo ripreso da un vecchio adagio, ma opportunamente variato: “Alla morte… nc’è rimetiu”. La vera morte, infatti, – come afferma l’autore – è anzitutto quella dell’animo quando è preda e affoga nelle passioni, nei vizi e nei difetti, tanto da far soffrire sé stessi e gli altri. A tutti è concessa sempre la possibilità di “ri-vivere”: basta riconoscere i propri errori, pentirsi e cambiare stile e ideale di vita.

Sullo sfondo il buon moscato novolese, la devozione a Sant’Antonio, la famiglia dei Martini che da Novoli e dintorni acquistavano le uve pregiate per i loro famosi distillati; ancora, i valori religiosi e della famiglia unitamente a qualcosa di personale e, tra le righe,… un sonetto, anch’esso in vernacolo, del novolese Francesco Mazzotta.
Il tutto condito dalla giusta dose di sana ironia che, oltre a far divertire il pubblico, lo indurrà a riflettere per trarre, da quanto partecipato, una lezione di vita. La commedia è dedicata al professor Mario Teni, noto attore e regista locale, al quale l’Amministrazione Comunale di Novoli intitolerà a breve il Teatro Comunale.

Tonio Calabrese, infatti, oltre ad aver attinto dallo stesso Maestro lezioni di vita e di teatro, ha voluto portare in scena due vizi caratteristici dell’uomo: la dipendenza “dal bere” e del gioco d’azzardo. Due debolezze umane che Mario Teni desiderava affrontare sul palcoscenico, ma alle quali non era riuscito a dedicarsi per via dei problemi di salute che, negli ultimi anni, lo avevano costretto ad allontanarsi dalla scrittura teatrale. 


Per informazioni contattare il numero 328 6468785.