Salento & Dintorni – Forte… ma romantico

0
44

A Brindisi, nel mare, vi è un luogo romantico e suggestivo: è il Forte a mare sull’Isola di Sant’Andrea, isola che anticamente si chiamava Bara (ebraico forse) e che nelle guerre del passato fu sovente utilizzata come base d’attacco, ma che oggi offre di sé un’immagine assolutamente serena e placida.

Nel 1059 Eustasio, Arcivescovo di Brindisi, concesse l’Isola ai baresi Melo e Teudelmano, affinché vi costruissero un monastero (un’abbazia benedettina) in onore dell’Apostolo Andrea, da cui l’isola prese il nome.

Per utilità difensive e logistiche l’Isola fu artificialmente divisa in tre parti : su una parte sorge il Castello Alfonsino; sull’altra il Forte a mare e sulla terza (isola del Lazzaretto) era piazzata la batteria di cannoni “Pisacane”.

L’Isola è saldata alla sponda ovest del porto dalla Diga, che ripara la Bocca di Puglia, una delle aperture di accesso al porto medio di Brindisi; mentre, la sponda sud del porto, tra il Castello Alfonsino e le Pedagne, è protetta da altre due dighe.

Nel 1445 sull’isola fu costruita una prima torre di difesa, che poi si completò nel Castello Alfonsino, creando un complesso di fortificazione a scudo dell’entrata del porto.

Il Forte a mare è stato teatro di parecchi eventi bellici dal 1528 (quando sedici galee veneziane furono attaccate dalle artiglierie) fino a tempi più recenti (1915-1918), allorché il Castello Alfonsino fu sede di un faro e, durante la Prima Guerra Mondiale, fu destinato a deposito di mine.

Nel 1984, la Marina Militare consegnò il complesso dell’Isola (28.600 metri cubi e grandi spazi aperti) al Demanio dello Stato e successivamente la Soprintendenza regionale ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici con i fondi dell’Unione Europea destinati allo sviluppo del turismo e del turismo d’affari, iniziò il restauro del Forte a Mare; invece, la Provincia di Brindisi ha ultimato i lavori di recupero funzionale del Castello Alfonsino, restituendo vita a questa romantica creatura addormentata sul mare, che si staglia solitaria nella luce rosea dell’alba sull’Adriatico.