Una passeggiata nel Salento

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Certo che noi viviamo proprio in un bel posto! Ecco, credo che quasi tutti noi salentini, almeno una volta nella vita, abbiamo pronunciato questa frase. Naturalmente tutto dipende dalla nostra sensibilità di osservatori, da quello che percepiamo, da quello che viviamo e avvertiamo.

Immaginiamo per un attimo di abitare in campagna, in una via rurale ricca di muretti a secco, dove pietra su pietra ci si immerge in una tradizione che dura oramai da secoli e ogni singola selce assume un’importanza straordinaria, perché senza di essa il muro verrebbe giù, diventando solo un cumulo di sassi immersi nella splendida campagna salentina.

Immaginiamo ora di uscire da casa, sfiorare con le proprie dita quelle pietre ricche di storia antica mentre lo sguardo si allontana, scappando da noi e trovando appiglio su un verde ulivo con il tronco intrecciato da quella naturale bellezza che solo il creato sa dare; anche gli odori, partecipano a questa sinfonia chiamata natura, odori estivi che penetrano nella mente con quella forte sensazione di pura bellezza, l’odore della terra estiva, dei campi arati pronti per la semina, circondati da quel giallo paglierino che riempie la vista di lacrimosa felicità. Facciamo una passeggiata, entriamo nel paese, è Domenica, l’odore che si percepisce è solo uno, quello di salsa al pomodoro, magari con pezzetti di carne, fatto cuocere ore prima di essere consumato, quell’odore di nonna, che in quell’unico giorno di festa settimanale si alzava alle 4.30 per fare questa meravigliosa conserva. La vita intanto scorre attorno a noi, un anziano signore passa in bici, ha la carnagione scura, terrosa, le mani pulite ma sporche di terra e dignità, ci guarda e mostra a noi le rughe che tutti vorremmo vedere sui nostri volti, sono rughe da sorriso, un sorriso spontaneo, vero, senza maschere di falsità a cui siamo abituati. Fa un cenno con la testa, un gesto di cortesia che caratterizza altri tempi, noi rispondiamo.

Passiamo dalla piazza centrale del paese, c’è un gruppetto di anziani che discute di politica “nostrana”, quella politica semplice che oramai nessuno ricorda più, quella politica esclusa dai farraginosi meccanismi odierni e incentrata sul bene comune; ci fermiamo, salutiamo, ci invitano per un caffè, il nostro caffè, fatto di amore e benevolenza verso il cittadino. Ci sediamo per gustare questa splendida bevanda; di fronte a noi c’è un signore che sfoglia il giornale del posto, attendiamo il nostro turno per leggerlo anche noi.

Qui, nel Salento, quando prendiamo il caffè al bar, usufruiamo tutti della stessa testata giornalistica che è compresa nel prezzo del caffè (si scherza), ma ogni bar, mette a disposizione del cittadino il giornale del luogo e quello dello sport, immancabile nella nostra tradizione. Lo sfogliamo, leggiamo ad alta voce una notizia scomoda per condividerla con il nostro “collega” di caffè, la commentiamo, ne parliamo e concludiamo sempre con la frase: “tanto nu cangia nienzi!” Riprendiamo la nostra passeggiata usufruendo dell’automobile per andare verso una marina.

Quanto è bello il nostro Salento? Troviamo di fronte a noi le tipiche bancarelle di frutta e verdura piene di colori del raccolto giornaliero, rosso, verde, giallo, un tripudio che emozionano la nostra anima. Ci fermiamo sul mare, il sole riflette nell’acqua la lucente bellezza della vita, un luccichio così accecante che il diamante più costoso al mondo non è altro che una timida pietra che quasi si nasconde davanti a questa bellezza. Fermiamoci un attimo ad “assaporare” l’odore tipico del nostro mare che “inietta” in ognuno di noi, quella rilassatezza mentale tipica di chi visita la nostra splendida terra, un mix che inebria i sensi, quasi come una mostra impressionista, ricca di colori che fanno l’amore tra di loro, creando quel figurativo velato, tendente alla bellezza infinita dell’arte. Ritorniamo a casa, una delle tradizioni immancabili salentine ci attende: il pranzo domenicale, polpette e orecchiette al sugo fresco con cacio ricotta e spolverata di peperoncino, in un semplice piatto esplodono i sapori della nostra terra a cui nessun salentino è disposto a rinunciare.

Concludiamo qui, questa splendida passeggiata, tra tradizioni e sapori di una terra in cui, ognuno di noi, dovrebbe essere contento di vivere.

Classe ‘86, vive a Squinzano, piccolo paese della provincia di Lecce. Fin da adolescente manifesta una forte passione per la scrittura, percepita come insostituibile mezzo di espressione personale e di comunicazione diretta al cuore delle persone. Appassionato di arte, storia ed archeologia, cresce nel quartiere di Sant’Elia, luogo ancora ricco di mistero, dove conduce ricerche e studi su un convento del 1500, effettuando numerose e importanti scoperte archeologiche che gettano nuova luce sul complesso monastico. Scrive su diversi blog e giornali come “Salento Vivo”, “Spazio Aperto Salento”, “L’ORticA”, “Il Trepuzzino”. È in procinto di pubblicare la sua prima raccolta di scritti con Aletti Editore.

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