“Dammi quindici euro e ti presento Marco Mengoni”: gli album ormai ridotti a biglietti di ingresso per stringere la mano agli artisti

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Discografia italiana Bianca ChiriattiQualche giorno fa ho scritto su Facebook una riflessione riguardante la discografia italiana e il valore che oggi ha l’acquisto di un disco, argomento che mi sta molto a cuore, sia dal punto di vista lavorativo, sia per quanto riguarda le mie passioni personali. Non lo voglio riportare per filo e per segno, ma ho deciso di dargli voce sulle pagine di Paisemiu.com anche per avere una risposta da parte dei lettori, dal momento che è un tema attuale e che offre un’innumerevole varietà di riflessioni.

Sono stata alla libreria Feltrinelli di Bari per acquistare due copie dell’ultimo album di Marco Mengoni “Parole in circolo”, per due mie amiche grandi fan del vincitore di X-Factor. Ogni copia consentiva di ricevere un braccialetto che fungerà da PASS per il firmacopie dello stesso artista, evento che si terrà il 22 gennaio prossimo nella stessa Feltrinelli di Bari e che consentirà a chi possiede l’album e il suddetto pass di conoscere il cantante e farsi autografare il cd.

Premettendo che questo non vuole assolutamente essere nè un elogio, nè un attacco contro Mengoni e le sue fans (ho scelto questo esempio perché l’ho vissuto in prima persona), mi sono trovata in mezzo a decine e decine di ragazzine che acquistavano tre o quattro copie dell’album per ciascuna, al fine di poter ricevere altrettanti pass. “Io ne compro due così mi faccio due foto, una all’inizio e una alla fine”.

La riflessione mi è sorta spontanea: ma allora, se non ci fosse l’occasione del firmacopie, Marco Mengoni (e tutti gli altri artisti, ribadisco, è un discorso generale), venderebbero davvero tante copie dei loro album? È utopistico pensare che dal 23 gennaio, giorno successivo a questa occasione di incontrare dal vivo il proprio beniamino, anche le fan più accanite smetteranno di acquistare i suoi cd a tre a tre? La questione che mi preme è sapere se la discografia (italiana in particolare) stia andando avanti solo grazie a questo meccanismo (ovviamente parlo della discografia fisica, escludendo gli store digitali quali iTunes e simili, e non considerando nemmeno gli ascolti in streaming su Spotify o Deezer). Che, se vogliamo parlarne, è un meccanismo a mio parere un po’ subdolo e macchinoso, dal momento che il colosso Feltrinelli praticamente costringe le fan di Mengoni, o di qualunque altro artista, ad acquistare un cd per potergli stringere la mano per trenta secondi o per fare una foto con lui. Ergo, non c’è più la libera scelta della fan di acquistare o meno l’album, l’acquisto corrisponde al pagamento di un biglietto di ingresso per vedere dal vivo l’artista e toccarlo, alla fine il disco in sé è relativo. Perché se alla ragazzina viene detto “Se mi dai 15€ ti faccio vedere da vicino Mengoni”, si può essere sicuri che li spenderà, spenderà anche il doppio, anche senza avere l’album in cambio.

E, per carità, è positivo che il cantante accetti di girare per le Feltrinelli di tutta Italia, affrontando orde di fans impazzite pur di avere il cd autografato. Io, se devo dare un parere, non sono d’accordo con questa modalità con cui sta andando avanti la discografia italiana da qualche tempo a questa parte, perché si è perso il valore fisico del disco, si è persa la voglia di andare ad acquistarlo “a prescindere” e, perdonatemi, si è perso anche quell’alone di mistero che ricopriva le cosiddette “star”, che ormai a guardarne i profili Facebook e Twitter sembrano tutti nostri amici di vecchia data.

Sarò anche un po’ antiquata, ma io sono molto più affezionata a una tipologia di evento un po’ più corposo rispetto a un firmacopie: preferisco assistere alle presentazioni di dischi e di libri (non apro il discorso parallelo anche sulla letteratura altrimenti si potrebbe restare a parlare per ore), in cui l’artista viene nella mia città, si siede insieme ad un moderatore davanti alla platea, si racconta un po’, risponde alle domande, anche a quelle del pubblico, e finito il tutto è disponibile per foto e autografi. Per tutti, non solo per chi ha acquistato l’album in quella determinata Feltrinelli, ma anche per chi quei quindici euro, in tempi di crisi non può permettersi di spenderli. Ed è un artista che mi lascia la libertà di acquistare il suo disco per ascoltarlo, non per ridurlo a passepartout per farmi un selfie insieme a lui.

(La foto è presa dal profilo Facebook di Marco Mengoni, durante il firmacopie del suo ultimo album alla Feltrinelli di Milano, ndr.)

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