Il curatore segreto del Vaticano

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Tutto si svolge alla vigilia del Concilio Vaticano III, convocato dal nuovo Papa – un convinto “giovanneo” sudamericano – per attuare la riconciliazione dei cristiani del mondo intero in un’unica Chiesa, degna per la sua rinnovata natura di accogliere Cristo quando, alla fine dei secoli, farà ritorno sulla terra.

Grande è l’avversione della maggior parte dei curiali che, difensori della tradizione e dei propri privilegi, non disdegnano di ricorrere a raggiri e complotti pur di evitare che, con l’ecumenismo realizzato, la Chiesa Cattolica rinunci alla propria ricchezza e al plurisecolare patrimonio teologico che la rende del tutto diversa dalle altre comunità cristiane.

La storia, scritta con la collaborazione di un giovane teologo, ha inizio con un omicidio commesso all’abbazia del Santo sul Colleprato che, alla fine delle indagini, vede coinvolti alcuni alti prelati e consente al Papa di affrettare i tempi dell’innovazione e della riconciliazione.

Ospite dell’abbazia da alcuni anni e noto economista, ex professore di Oxford, fintosi monaco, personaggio centrale dell’intera vicenda. Chiamato segretamente in Vaticano, è lui che, definito “curatore” informerà il Papa della vera natura dei fondi dello IOR e il modo come liberarsi di questa istituzione e di tutte le operazioni finanziarie in netto contrasto con i princìpi evangelici, affinché la Chiesa del futuro, unica per tutti i cristiani, torni ad essere simile a quella delle sue origini.

La conclusione della storia è nella convocazione del Vaticano III, ultimo Concilio della Chiesa cattolica e primo della Chiesa di Cristo di tutti i cristiani del mondo.

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