Novoli, Consiglio Comunale a tempi da record. L’opposizione insorge e si rischia la rissa

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Aula consiliare Novoli

Novoli (Le) – Un’aula consiliare deserta. Così è apparsa oggi agli occhi dei consiglieri di opposizione che si apprestavano a prendere parte alla seduta convocata per le ore 16 e, mai come in questo giorno, cominciata nel rigoroso rispetto della puntualità a discapito di chi si aspettava l’osservanza del classico quarto d’ora di tolleranza (o accademico, che dir si voglia).

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Mazzotta, preso atto della presenza del numero legale, ha dato inizio ai lavori dell’Assemblea che, in men che non si dica, ha approvato tutti i punti previsti all’ordine del giorno (fra cui quelli ritenuti più scottanti, ovvero IRPEF, IMU, TARES e Federalismo Demaniale) e congedando i presenti dopo appena 35 minuti dall’avvio. 

Questa celerità, piuttosto desueta, ha scatenato l’ira dei consiglieri di opposizione che avrebbero voluto intervenire alla discussione, i quali non si sono limitati a prendere atto di quanto accaduto ma hanno protestato con veemenza chiedendo l’intervento della forza pubblica perché si facesse luce su quanto di lì a poco si era consumato. Nella confusione generale non sono stati risparmiati insulti e, mentre si discettava sulla liceità delle azioni compiute, non è mancata un’aggressione subita da un consigliere di maggioranza da parte di un consigliere di minoranza nei corridoi antistanti la sala consiliare.

Ieri a Roma. Oggi a Novoli. Peggio che allo stadio. 

Nei prossimi giorni non mancheranno certo i chiarimenti fra le parti interessate. Qualcuno chiederà scusa, qualcun altro continuerà a sostenere che tutto è stato compiuto nella piena legittimità delle norme in vigore. Qualcun altro ancora farà notare le conseguenze di certi adempimenti previsti dalla legge ed oggetto dei punti all’Ordine del Giorno.

Noi ci limitiamo a raccontare i fatti. Così come si sono verificati al nostro cospetto. Non entriamo nel merito delle strategie politiche o dell’etica comportamentale conseguenti all’esercizio, ciascuno per la sua parte, delle proprie prerogative in quanto rappresentanti del Popolo.

Sicuramente dalle istituzioni ci si aspetta sempre e comunque maggiore decoro anche nel far valere le proprie ragioni. Lo spettacolo odierno sparge molte perplessità circa una corretta conduzione della dialettica politica che non dovrebbe mai, e per nessuna ragione, contemplare la violenza. Quella che, nostro malgrado, oggi abbiamo dovuto registrare in forma verbale e fisica. Atti che non trovano alcun diritto di cittadinanza tanto nella casa comunale quanto nelle piazze, nelle assemblee ed in qualunque altra assise. Atti deprecabili che condanniamo e ci auguriamo non siano perpetrati in futuro, nell’unico interesse della collettività che se partecipasse un po’ di più alla vita amministrativa del paese, non mancherebbe certo di recare valore aggiunto al lavoro dei nostri amministratori.

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