Daniela Poggi, il suo spettacolo ed il Salento

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Daniela Poggi, Madre di mia madre, Lecce, Teatro Paisiello
Daniela Poggi in un momento del suo monologo “Io madre di di mia madre”

Lecce – Ha portato sul palco del Teatro Paisiello di Lecce il suo vissuto, Daniela Poggi, con lo spettacolo “Io madre di mia madre” sensibilizzando i suoi spettatori verso un tema molto delicato e complicato quale quello dell’Alzheimer, una malattia che sconvolge la vita di chiunque ne sia colpito.
Dopo la splendida performance ho incontrato Daniela, una donna straordinaria dalla grande capacità di emozionare chi la osserva recitare. Un’artista che è stata capace, con grande coraggio, di portare temi importanti, delicati e attuali e che riesce conquistare l’animo di tutti.
Ama il Salento, una terra dai mille colori dove ha stretto grandi amicizie, una terra come afferma lei che le resta nel cuore.

Il suo recital è un monologo commovente da lei scritto, ispirata non solo dalla sua esperienza personale vissuta con sua madre ma anche da due testi di due poeti e saggisti del calibro di Tahar Ben Jelloun e di Simone De Beavoir. Cosa l’ha colpita di questi due testi e perché ha deciso di tradurli in uno spettacolo teatrale?
“Perché assomigliavano esattamente all’esperienza che io ho vissuto con la mia mamma. Simone De Beavoir nel suo testo UNA MORTE DOLCISSIMA racconta di sua madre purtroppo malata di tumore e descrive i momenti e le conversazioni toccanti in cui lei era vicino al suo letto. Simone De Beavoir è un’autrice molto intellettuale, più fredda e più distaccata emotivamente rispetto a Tahar Ben Jelloun e che mi ha regalato alcuni momenti più asettici e più freddi necessari all’interno del testo.

Mentre Tahar Ben Jelloun racconta, in una dimensione musulmana, perché è musulmano e non cristiano cattolico, questo rapporto straordinario con sua madre, che non è malata di Alzheimer, ma una donna che è malata di cuore e che sta invecchiando. Quello che lui scriveva nel suo testo era esattamente quello che provavo io. Ho sentito la necessità di unire parti dei loro testi ai miei scritti e al mio vissuto”.

Lei è da sempre molto impegnata nel sociale. Quanto è importante per lei questo aspetto e che cosa le trasmette ogni volta che lo trasferisce agli altri?
“Mi piace tantissimo fare il mio lavoro e laddove ho la possibilità di portare tematiche sociali, scomode, complicate, complesse, difficili, politically not correct, l’interesse e l’impegno diventano maggiori. Se su cento persone riesco a toccare il cuore di due per me l’obiettivo è raggiunto.

Ritengo che sia bellissimo poterci divertire, fare le commedie, poter essere scritturati, poter anche a volte guadagnare tanti soldi, ma trovo che sia una nostra responsabilità stimolare l’opinione pubblica laddove magari c’è silenzio, c’è sonnolenza; dove magari è meglio non farlo se no poi la gente si intristisce, o parlare di cose superflue, io no, io sono esattamente il contrario. Quindi per me la soddisfazione di una serata come questa al Teatro Paisiello è straordinaria”.

Viviana Carrone (redattrice di Paisemiu) con Daniela Poggi a Lecce

Il Salento è terra di vip: c’è chi va, c’è chi viene, chi ha acquistato casa, chi vi soggiorna per qualche giorno, chi per tutta l’estate, chi nei weekend liberi o in bassa stagione e chi ci torna perché le bellezze di questo posto paradisiaco restano nel cuore di tutti: turisti, abitanti e visitatori di passaggio. Lei come vive il rapporto con la nostra terra?
“Ho sempre amato la Puglia ed il Salento. Conosco questa terra, l’ho girata abbastanza ed è sempre stata per me una terra di passione, una terra calda, una terra di accoglienza, una terra di cuori grandi. Per me venire qui è come stare a casa mia: c’è il mare, la collina, l’olio buono, si mangia bene e le persone sono ospitali, il rapporto è bellissimo.

Da due anni poi è maggiormente cresciuto perché il Signore ha voluto farmi incontrare una persona straordinaria che è diventata anche un po’ mia sorella, che è la presidentessa dell’Associazione Salento Alzheimer.

Il fatto che, in passato, sia stata invitata a Sannicola a fare lo spettacolo è dovuto al marito della presidentessa; lui sapendo che ero in giro con questo mio recital, mi chiese di portarlo nel Salento e da li si è costruito un rapporto meraviglioso con loro. Altre sinergie con amici che sono arrivati nella mia vita hanno fatto si che l’amore per questa terra crescesse sempre di più e di questo ne sono molto felice.”

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