Quando la musica è virale

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E la chiamano musica!
A giudicare dall’ascolto è una sequenza ordinata di impulsi sonori che, ripiegandosi su se stessi, danno origine ad una melodia(?) dagli studiosi definita bella e rassicurante!

“La musica è l’arte dei suoni” citano i tanti libri scolastici, facendo riferimento ai grandi della letteratura musicale come Bach, Mozart o Beethoven solo per citarne alcuni. Ma la musica si evolve, cambia, si trasforma. Resiste con fatica! Diventa studio, si affianca alla scienza e subisce i mutamenti del tempo: contemporanea, elettroacustica, e poi ancora musica concreta e rumoristica spesso legata alla vena compositiva di J. Cage.

La musica al servizio della scienza perde magia e incanto! Sul podio l’uomo dirige, racconta, ferma il tempo, regala memoria e immortalità all’opera d’arte; in laboratorio studia, trasforma e restituisce un linguaggio i cui suoni riempiono solo il vuoto che li ha generati, non vibrano, piuttosto si liberano nell’aria come un mantra, un’ossessione sonora.

Alla luce delle nuove scoperte, oggi sarebbe più corretto affermare che la musica è un ordine di altri suoni, poiché in ambito scientifico fornisce un valido aiuto a comprendere meglio, con l’ausilio della computer music, l’insorgere di molte malattie.

Quello che oggi accade infatti è visibile nonché udibile attraverso lo studio e l’ascolto dei moduli sonori delle cellule patogene. In tempi di pandemia la ricerca scientifica apre uno scenario nuovo, le cellule emettono dei suoni che vengono campionati, ma ciò che colpisce è il “compositore” che altri non è che il n/mostro COVID19. L’ingegnere Markus Buehler, uno dei massimi esperti del MIT (Massachussetts Institute of Tecnology), ha condotto uno studio sulla proteina “Spike”, la prima responsabile dell’infezione delle cellule.
Parliamo di sonificazione, una tecnica che sfrutta la musica e la matematica, gli algoritmi, grazie ai quali è possibile tradurre in suoni il linguaggio delle cellule. Da ciò è emerso che in un sistema perfettamente intonato si possono individuare delle sequenze cosiddette sbagliate, ma utili da seguire per risalire ad eventuali patologie. Si tratta di una sequenza di note che interagiscono tra loro fino a formare un vero e proprio contrappunto sonoro in cui per 2 ore la stessa traccia si ripete senza alcuna variazione timbrica o dinamica. Avvertiamo inizialmente quel sottile piacere che poi si infrange nel momento in cui la ripetizione sembra non avere una via d’uscita! Non è un caso forse che persino il suo grafico si presenti come un modulo continuo in cui i colori disegnano giochi di geometrie elicoidali. Per gli studiosi del MIT, il virus agisce da intrattenitore amichevole pur conservando la sua vera natura killer. Oggi grazie agli studi sulla biologia molecolare e grazie ai sintetizzatori acustici, si può ascoltare l’esito di questo lavoro.

Ci sarà qualcuno disposto a “restare a casa” comodamente adagiato sul divano ad ascoltare Covid19, magari immaginando di sorseggiare una “spike”?