Puglia solidale con l’Ucraina. Perché una guerra nel 2022?

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La spregevole invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin sta gettando l’Europa nell’incubo del rischio di una Terza Guerra mondiale. La Russia sembra essere isolata e tutto l’Occidente ha scelto, per ora, la via delle sanzioni economiche, eppure, a causa degli obiettivi imperialisti di Putin, in queste ore sta scorrendo il sangue di tanti innocenti. Le immagini di persone terrorizzate, di neonati tenuti nei rifugi antiaereo, di edifici crollati in questa cruenta macelleria stanno facendo indignare il mondo. Questa guerra, che sembra essere così lontana da noi, in realtà ci tocca da vicino sotto molti punti di vista. Basti pensare che sta innescando anche un nuovo corto circuito sul settore agricolo italiano. I prezzi del grano hanno raggiunto il massimo da 14 anni dopo che l’esercito ucraino ha sospeso le spedizioni commerciali nei suoi porti alimentando il timore di interruzioni delle forniture di grano tenero, mais e semi oleosi, correndo il rischio che anche la guerra dei dazi e dei blocchi delle forniture sia pagata da imprese e consumatori. Al porto di Bari inoltre non arrivano più navi di grano tenero per fare pane e dolci e il mais per l’alimentazione degli animali, con l’export pugliese di prodotti agroalimentari a rischio, quando nel 2021 (dati provvisori) valeva quasi 44 milioni di euro.
Negli ultimi giorni, le manifestazioni pacifiste si sono moltiplicate ovunque, nella stessa Russia e persino in Salento, dove studenti, giovani, bambini, amministratori e cittadini di ogni età hanno manifestato questa mattina in piazza Sant’Oronzo contro la guerra in Ucraina per la pace tra i popoli grazie all’iniziativa “Lecce per la pace in Ucraina” promossa dal Comune di Lecce, che ha inoltre deciso di illuminare di giallo e di blu il sedile di Lecce la sera del 25 e del 26 Febbraio, in segno di solidarietà verso il popolo ucraino. Iniziative identiche si sono svolte in tutta Italia e anche in Puglia: a Bari dove vive una numerosa comunità ucraina in centinaia sono scesi in piazza e hanno raggiunto la sede del Comune chiedendo lo stop alla guerra e l’aiuto dell’UE.

Stando agli ultimi eventi, viene spontaneo pensare come sia possibile che la storia non abbia insegnato nulla, che l’uomo sia tornato a commettere gli stessi errori commessi in precedenza. Sembra di essere tornati a ottant’anni fa, l’unica differenza? Attualmente disponiamo di mezzi di comunicazione, di social network assenti nei secoli scorsi, che stanno permettendo ai cittadini di tutti i Paesi del mondo di ricevere notizie in tempo reale su ciò che accade minuto per minuto, di vedere immagini, video, ascoltare testimonianze. Proprio le reti sociali hanno consentito a tutti noi di sentire le sirene dei raid aerei suonare su Kiev, di vedere immagini strazianti di intere città svegliatesi sotto le bombe. Com’è possibile che nel 2022, in un mondo così all’avanguardia, stia accadendo tutto ciò? L’ unica risposta che possiamo darci è che, ancora una volta, di fronte al denaro, agli interessi economici, alle tentazioni autoritarie l’uomo mostra la parte peggiore di sé. Del resto, come affermava Jimi Hendrix, solo “il giorno in cui il potere dell’amore supererà l’amore per il potere, il mondo conoscerà la pace”.