PLAY – la mostra che suona. A Trepuzzi dal 30 novembre al 30 dicembre

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Appuntamento sabato 30 novembre alle 19, a Trepuzzi, in provincia di Lecce, per l’opening di “PLAY – La mostra che suona”, il progetto ludico-didattico di Comune di Trepuzzi, Comitato Feste Patronali e associazione BLABLABLA, finanziato dalla Regione Puglia, pensato per avvicinare i bambini ai temi del riciclo, della musica e della tradizione bandistica.


Trepuzzi (Le) – Che rumore fa una tromba palloncino? Come suona un ciabattofono? E che forma ha una buccina romana? Ce lo raccontano i più piccoli, con un’immersione nella musica, multisensoriale e a misura di bambino. Dopo il ciclo di laboratori e la costruzione degli strumenti musicali, “PLAY – La mostra che suona” sarà inaugurata sabato 30 novembre, e visitabile fino al 30 dicembre, presso l’auditorium in Zona Santi a Trepuzzi. L’opening prende il via alle 19 con la performance teatrale “So(g)nar” di e con Michela Marrazzi, con le musiche dal vivo di José Molteni, la storia della piccola Eve, che insegue i nuovi suoni che la circondano e cerca di decifrarli. A seguire, il concerto di BeDixie – dixieland jass band, formazione di otto elementi che s’ispira alle marching band della New Orleans degli anni Venti, per un viaggio in un immaginario scanzonato e travolgente, che profuma di tabacco, bottiglie mezze vuote e locomotive sbuffanti. L’ingresso è gratuito.

All’inaugurazione prendono parte l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone, il sindaco di Trepuzzi Giuseppe Taurino, il consigliere comunale delegato Bande a Sud Giuseppe Rampino, il presidente del comitato feste Antonio Maggio, il direttore artistico della mostra José Louis Molteni, il presidente dell’associazione BLABLABLA Vito Greco.

L’allestimento della mostra ha coinvolto tutta la comunità, dai bambini alle loro famiglie, dai docenti ai cittadini, in un percorso interattivo e ritmico nell’immaginario bandistico tradizionale, avvicinando ai temi del rispetto per l’ambiente, del potere educativo dell’arte e dell’importanza di un’osservazione non convenzionale di quello che ci circonda. Dal rifiuto alla musica, una bottiglia può tramutarsi in un piffero. Sono gli oggetti di uso comune, visti tutti i giorni in casa, a essere immaginati e trasformati in musica dai bambini, e poi esposti in mostra, in un percorso multisensoriale che punta a scoprire le potenzialità sonore di ciascun materiale e ad avvicinare i più piccoli alla storica tradizione musicale e bandistica pugliese.

Sono disposti come in un parco giochi, gli strumenti musicali inventati dai più piccoli, in collaborazione con gli adulti, dove ci si può divertire a suonare i tanti sonagli a bastone, cimentarsi con le trombe doppie o i bidoni d’acqua, far riecheggiare i metallofoni e i ciabattofoni, azionare i carillon oppure gingillarsi nell’angolo dei cupa cupa. E ancora, sax, banjo rosa, tamburi, oboi rosa, clarinetti corti, buccine romane, guiro a striscio e xilofoni a placche di legno, fanno da cornice al palco-cassarmonica allestito al centro dell’auditorium, inghirlandato da luminarie, anch’esse provenienti da materiale di riciclo.

Basta seguire il percorso e scoprire la storia di un tuono che si fece tromba, di un tubofono delle voci, sentire i suoni sott’acqua rimanendo asciutti, grazie ai tamburi acquatici, immaginarsi come un giullare di corte al suono di un clarinetto doppio o fare la danza della pioggia con un didjeridoo.

Inseriti in questo approccio innovativo alla scoperta dell’universo musicale e bandistico, sono i tre workshop previsti per dicembre, rivolti ai bambini dai 4 ai 10 anni. Si comincia domenica 1 dicembre, insieme a José Luis Molteni che racconta de “La festa, il bosco, la guerra. Oboi, flauti e trombe ai tempi dei Greci” (per bambini dagli 8 ai 10 anni); sabato 7 dicembre, in compagnia di Vito Greco, un appuntamento dedicato interamente alla “Trash Art, rifiuti e ricicli nelle arti” (per bambini dai 4 ai 5 anni); infine, sabato 14 dicembre, Gioacchino Palma conduce il workshop su “La banda, l’incantesimo sonoro” (per i bambini dai 6 ai 7 anni).

“L’amministrazione comunale rivolge particolare attenzione all’esperienza di PLAY”, dichiara Giuseppe Taurino, sindaco di Trepuzzi, “è una bella storia di comunità, che dimostra come l’intenso lavoro svolto in questi anni stia dando i frutti sperati, sia in termini di sinergie qualificate tra realtà associative locali, che di qualità dell’offerta educativa”.

“Nulla è come sembra in PLAY – la mostra che suona”, dice Vito Greco, maestro di scuola dell’Infanzia, a Trepuzzi, e presidente dell’associazione BLABLABLA. “La pratica del riciclo incontra il gioco, portavoce di un messaggio fondato sulle buone pratiche e il consumo critico, per dare vita ad un suono, alla storia di un barattolo che voleva suonare”.

“Con PLAY abbiamo pensato l’approccio al suono in tutte le sue sfaccettature, attraverso il divertimento. PLAY è un invito a schiacciare, a soffiare, a percuotere, a battere, a graffiare, a fischiare e fare pernacchie, ad esplorare le potenzialità sonore dei materiali di riciclo e le loro proprietà acustiche, a capire i fenomeni sonori e l’origine degli strumenti musicali e a scoprire che possiamo crearli con le nostre mani.”, dichiara José Molteni, direttore artistico della mostra.

 

PLAY è un progetto promosso da Feste Patronali Trepuzzi, Comune di Trepuzzi e sostenuto dalla Regione Puglia – Dipartimento turismo economia della cultura e valorizzazione del territorio, sezione economia della cultura – “Programma Straordinario 2018 in materia di Cultura e Spettacolo”, Azione 5, in partenariato con l’associazione BLABLABLA.